Dopo una splendida Gara 6, i Milwaukee Bucks sono ufficialmente campioni NBA, dopo esattamente 50 anni dal loro primo ed unico trionfo (1971).

Protagonista indiscusso di partita e serie è stato Giannis Antetokounmpo, autore di una prestazione leggendaria in Gara 6: 50 punti, 14 rimbalzi, 2 assist e 5 stoppate, prima di essere premiato con il Bill Russell NBA Finals MVP.

In seguito alla vittoria (e alla live Instagram con il fratello Thanasis, assente in quanto positivo al Covid-19), Giannis si è seduto al tavolo dei media con i due trofei vinti, un sigaro e tanta, legittima euforia.

Di seguito alcuni estratti della sua conferenza stampa:


Non avrei mai immaginato di poter vivere questi momenti. Iniziai a giocare per aiutare la mia famiglia e combattere i problemi, ma mai avrei pensato di vincere a 26 anni.

Spero che questo porti ogni bambino nel mondo a credere nei propri sogni. E posso finalmente dire di aver segnato i tiri liberi! I’M A FREAKING CHAMPION!

Potete riuscire a realizzare i vostri sogni, ovunque voi siate. Otto anni e mezzo fa mia mamma era ancora a lavorare in strada, e ora sono qui seduto al tavolo dei campioni NBA. È una benedizione incredibile, spero che possa dare speranza a tutti.

Ho fatto tutto ciò che potevo per trovarmi qui. Certe volte non ho giocato, l’ho fatto dalla panchina, ho giocato addirittura come point guard. Dal quarto anno, però, ho preso in mano la squadra. Voglio ringraziare soprattutto coach Bud, che ha sempre creduto in me, dentro e fuori dal campo.

Avresti mai immaginato tutto questo?

No, man… e davvero non posso crederci. Ma volevo terminare il lavoro fatto qui. Sarebbe stato facile andare via, unirsi ad un superteam, fare la mia parte e vincere un titolo. Questo invece è stato il modo più difficile, e ce l’abbiamo fatta, we fucking did it!

Su Khris Middleton:

I love Khris. Non si rende conto di quanto mi abbia spinto a migliorare e a diventare grande, durante tutta la mia carriera. Nessuno, nel mondo, mi ha aiutato come lui. Tempo fa lottavamo per gli stessi minuti in campo, oggi invece ce l’abbiamo fatta insieme. Non posso predire il futuro, forse non ci troveremo più in questa situazione. Per questo dobbiamo goderci il momento, e spero lo stia facendo anche lui con la sua famiglia. Ha giocato dei Playoffs incredibili. Ora è il momento di festeggiare, poi torneremo al lavoro.

Sulle sensazioni rispetto al primo MVP della Regular Season:

Quel giorno ero contento, ma oggi mi sento in modo diverso. Amo giocare nei Playoffs e ho amato giocare queste Finals, sono questi i momenti che ho sempre rincorso e voluto nella mia vita. Spero di poter essere qui di nuovo, in futuro.

Sui discorsi con Kobe Bryant riguardo alle sfide che lo aspettavano:

Inizialmente tutto era partito in modo scherzoso. Quando mi ha risposto, allora sì, ho capito che uno come Kobe credeva che avrei potuto farcela. Essere riuscito a centrare questi obiettivi è incredibile.

Sulle sue emozioni dopo la gara:

Ho pensato al mio viaggio, a quanto mio padre e mia madre si siano sacrificati lavorando duro per me. Non mi sono mai staccato dal mondo, perché ho sempre voluto essere qui, pensando a tutti quelli a cui voglio bene. Sono grato e lo dovevo a loro.

Sui tanti premi già vinti, a soli 26 anni:

Vorrei costruire una macchina del tempo per tornare al mio primo anno e vincere anche il Rookie of the Year, e poi il Sixth Man of The Year.