FOTO: The Undefeated

Questo articolo, scritto da Cade Cunningha e Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 20 ottobre 2021.


Tra le migliori prime scelte al Draft nella storia della NBA ci sono nomi come LeBron James, Kareem Abdul-Jabbar, Oscar Robertson, Shaquille O’Neal, David Robinson, Elgin Baylor, Hakeem Olajuwon, Magic Johnson. Oltre a loro, però, ce ne sono stati altri che non hanno retto la pressione. Cosa si dirà di Cade Cunningham?

Il rookie dei Detroit Pistons racconta di non essere spaventato per la pressione che deriva dalla prima scelta assoluta.

“Sicuramente essere la prima scelta, essere uno di questi nomi, mi rende molto fiero”, ha detto Cunningham a The Undefeated. “Guardo basket da tutta la mia vita. Ho visto ogni Draft, ed essere scelto per primo è stato davvero incredibile, sento ancora l’energia di quel giorno. Ma per ciò che riguarda la pressione, ognuno ha la sua storia da scrivere. E credo di essere l’unico che può farlo. Non c’è pressione quando si tratta di questo, è una grande opportunità di dimostrare il mio valore.”

All’inizio del training camp, Cade ha avuto un problema alla caviglia, che lo ha tenuto fuori per la Preseason e gli farà saltare la prima settimana di Regular Season.

Durante la sua stagione da rookie, Cade Cunningham si racconterà in uno speciale diario, che scriverà personalmente su The Undefeated e di cui potrete leggere ogni “pagina” in italiano (esclusiva) su Around the Game.

Il nativo di Arlington, Texas, ha davvero le carte in regola per diventare una star NBA, ed è padre di una bambina di 2 anni. Racconterà la sfida di essere un rookie, dentro e fuori dal campo.

Ed ecco le sue prime parole, a pochi giorni dall’inizio della stagione NBA.

I’M IN THE NBA NOW AND WANT TO WIN

Presto arriverà il giorno della mia prima partita. Finalmente entrerò in maniera ufficiale nella NBA, giocherò la mia prima partita e romperò il ghiaccio. Sono molto emozionato. Tutti i miei cari si faranno sentire. Saranno tutti lì. Sto cercando di arrivare pronto all’appuntamento. La mia caviglia migliora, ci siamo quasi.

Voglio fare quello per cui vengo pagato: sono nella NBA adesso, e voglio vincere. Nella Lega l’unica discriminante in grado di crearti una buona reputazione è la vittoria. Hanno credito solo gli atleti che vincono, le squadre che vincono. E se sei la prima scelta, tutti si aspettano da te delle soluzioni vincenti, DEVI portare alla causa qualcosa che guidi i tuoi al successo. La costanza e la volontà che metto in tutte le cose mi hanno sempre reso orgoglioso di me stesso. Anche in questi giorni così particolari sono totalmente focalizzato su quello che mi attende, tanto che ho un solo pensiero fisso: Come posso aiutare i Pistons a vincere?

FOTO: The Undefeated

Ci sono diverse ragioni per cui sono stato scelto alla numero 1 assoluta, ma penso che tra le principali ci sia il mio carattere. I Pistons si fidano della mia capacità di adattarmi a situazioni diverse e di comunicare con gli altri. Sono caratteristiche che tutti cercano insistentemente in NBA. La prima scelta è una persona che può diventare un leader per la tua squadra e un uomo-immagine per la tua franchigia.

Penso di avere un carattere imperturbabile. Mantengo sempre la calma, anche in campo. Sono rari i momenti in cui mi sento sopraffatto da una situazione che percepisco troppo grande per me. Non soffro la pressione, ho fiducia in ciò che sono e ciò che faccio. Poi, ovviamente, mi hanno scelto per come gioco a pallacanestro. Credo che i filmati parlino da soli.

Se riuscissi a vincere il premio di Rookie dell’Anno sarei molto contento, ovviamente. Sono la prima scelta, quel premio deve essere alla mia portata. Avrò un gioco aggressivo e proverò a vincerlo, ma non mi snaturerò, perché alla fine si tratta solo di un trofeo. Quello che riuscirò a costruire nello spogliatoio avrà senza dubbio un valore maggiore rispetto a qualunque trofeo o riconoscimento individuale.

Ho sempre sognato di essere nella NBA, ma da giugno, dal Draft, ho finalmente un’immagine chiara di questo mio sogno. Riesco a percepire e intravedere quello che sarà. Ho vissuto questi mesi come un periodo di preparazione al mio ingresso nella Lega. Se mi fermo a riflettere su cosa sto vivendo rimango quasi attonito, non mi sembra ancora vero. Sono emozionato e curioso di vedere come sarà questa esperienza. Una volta entrato, però, non devi perdere troppo tempo ad ammirare la realizzazione del tuo sogno. Per questo motivo cercherò di restare “in the moment”. Nonostante la meraviglia sia ancora tanta, mi sento pronto.

HAVING [MY DAUGHTER] THERE, IT’S SOMETHING THAT’S KEPT MY HEAD ON STRAIGHT

Casa mia è Arlington. Qui ho imparato moltissime cose e ho lasciato la mia famiglia ed i miei amici.

Sono stato costretto a lasciare Arlington per andare alla Monteverde High School, in Florida. La lontananza ha accresciuto il mio amore per la città. Mi è mancata tantissimo.

Ho una famiglia davvero affiatata. Sono fortunato ad avere mia madre e mio padre a casa. Stanno ancora insieme. Hanno entrambi una mentalità molto energica per quel che riguarda il lavoro e la possibilità di prendersi quello che si vuole nella vita. Allo stesso tempo, però, sono dei genitori affettuosi con me, mio fratello e mia sorella. Non ci avrebbero mai permesso di rilassarci o essere pigri. Si sono sempre assicurati che stessimo lavorando per ottenere quello che volevamo; sono fortunato ad averli, anche perché ho avuto qualcuno che mi ha spinto e motivato al massimo.

Mi sono innamorato del basket e del football da piccolo. Mio papà preferiva il football, mentre mio fratello era un giocatore di pallacanestro fenomenale. Io, adoravo tutti gli sport. Del football mi piacevano le partite, ma non gli allenamenti, perché faceva un caldo pazzesco. In fin dei conti il basket mi divertiva semplicemente di più. Preferisco giocare ad una temperatura controllata e in tutte le stagioni dell’anno, quindi il basket è stata una semplice scelta logica.

La paternità mi ha aperto molto e mi ha cambiato. Da quando sono padre ho tantissime responsabilità in più. Voglio essere orgoglioso del fatto che posso dare un futuro a mia figlia, accompagnandola e rimanendo una presenza costante nella sua vita. Essere il padre di una bimba e dare il meglio per essere una buona figura paterna è importante. Voglio esserci per lei, voglio che lei sappia di avermi sempre al suo fianco. È stato bellissimo vederla crescere; ha quasi tre anni ma a me sembra ne abbia 10 da quanto è matura. È intelligentissima.

Quando sono via passa molto tempo a casa dei miei genitori e io la videochiamo ogni volta che posso. Cerco di tornare a casa spesso per starle vicino. Con questa nuova vita è sempre più difficile però, ma ci provo. È grazie a mia figlia che riesco a tenere i piedi per terra.

”DETROIT… I FELT I COULD STEP IN AND BE COMFORTABLE THERE’

Non mi sono trasferito qui a Detroit da molto. Sto ancora cercando di capire in che ristoranti andare e tutto il resto. La città però la conoscevo anche prima. Ascolto musica di Detroit, guardo show di e su Detroit, perciò qualcosa su come si vive qui la sapevo già.

Essere scelto proprio dai Pistons mi è sembrato un segno del destino. Mi sembrava qualcosa di scritto. Mi sono sentito a mio agio da subito.

Ci sono diversi artisti di Detroit: Babyface, Sada Baby, 42 Dugg, Bezz Believe; i rapper della nuova onda sono molti. E poi c’è Eminem, The Temptations. Potrei parlare a lungo della musica di Detroit. C’è una cultura particolare qui, e io l’apprezzo. Sto pensando di portare la mia famiglia a fare un giro per Motown. Dobbiamo conoscere la città e quello che sta vivendo.

FOTO: NBA.com

Nei Pistons, poi, hanno giocato diverse leggende. Fare parte di un’organizzazione che ha questi nomi nel proprio passato è incredibile. Ti dà una fiducia diversa. Ho avuto la possibilità di andare alla cerimonia di introduzione della Hall of Fame di Ben Wallace. Essere nella stessa stanza di Ben e di altri grandissimi del gioco mi è sembrato pazzesco.

[Cunningham ha passato un’ora a parlare con alcuni grandi di Detroit, come Isiah Thomas, Chuncey Billips, Larry Brown, Rick Mahorn e altri, in un evento privato in concomitanza con l’introduzione di Wallace]

Quando entro in una stanza in cui si sta parlando di basket, cerco sempre di esprimere con forza la mia opinione, perché credo di conoscere moltissimo del Gioco. Ritengo di poter stare facilmente dentro ad una conversazione sulla pallacanestro. Quando mi sono trovato con quelle leggende dei Pistons, però, mi sono ammutolito. Penso sia stata una delle rare volte in cui sono semplicemente rimasto in silenzio, cercando di imparare qualcosa dagli altri.

C’erano alcuni giocatori di altissimo livello che avevano avuto un viaggio molto simile a quello che sto per vivere io. Avere quella conversazione con loro mi ha permesso di imparare tantissimo e di diventare una persona migliore. Sono veramente grato di aver avuto questa possibilità.