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	<title>Stefano Albano | Around the Game</title>
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	<description>Dove il basket sopravvive agli highlight</description>
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		<title>Perché i Sixers dovrebbero considerare di scambiare Tyrese Maxey</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/tyrese-maxey-philadelphia-76ers-nba-trade-offseason-draft/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Albano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 23:03:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[philadelphia 76ers]]></category>
		<category><![CDATA[Tyrese Maxey]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo un'annata difficile, è tempo di decisioni altrettanto difficili per i Sixers: questi sono i motivi per cui Tyrese Maxey, ancora prima di Paul George e la scelta numero #3, dovrebbe essere mosso.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Dopo un&#8217;annata difficile, è tempo di decisioni altrettanto difficili per i Sixers: questi sono i motivi per cui Tyrese Maxey, ancora prima di Paul George e la scelta numero #3, dovrebbe essere mosso.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/tyrese-maxey-iso-looks-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-72576" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/tyrese-maxey-iso-looks-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/tyrese-maxey-iso-looks-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/tyrese-maxey-iso-looks-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/tyrese-maxey-iso-looks-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/tyrese-maxey-iso-looks-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/tyrese-maxey-iso-looks-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/tyrese-maxey-iso-looks.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Con l’offseason NBA ormai nel vivo, i Philadelphia 76ers si trovano di fronte a una scelta strategica cruciale. Secondo alcune voci di mercato, il front office starebbe valutando un possibile scambio con gli Utah Jazz che coinvolgerebbe Paul George e la terza scelta al Draft 2025 in cambio della quinta scelta. La ratio di uno scambio simile sarebbe ovviamente quella di liberarsi del disastroso “Cap Plan” di Morey ed è volto a liberare spazio salariale, ma c’è un’opzione ben più radicale e potenzialmente più vantaggiosa che il Front Office dovrebbe perseguire: <strong>scambiare Tyrese Maxey</strong>.</p>



<p>Maxey, nel contesto attuale, rappresenta l’asset più prezioso e monetizzabile della franchigia, e muoverlo ora potrebbe essere la chiave per rilanciare davvero il progetto, riappropriandosi di un futuro a lungo sacrificato in nome del vincere subito, una mossa cruciale per quando arriverà il momento di ricostruire.</p>



<p>Dopo la recente trade che ha portato Desmond Bane a Orlando in cambio di un pacchetto equivalente a quattro prime scelte (più un pick swap), il mercato ha ridefinito i valori delle giovani guardie. Maxey, reduce da una stagione da All-Star a soli 23 anni, ha probabilmente un potenziale di mercato persino superiore.</p>



<p>Secondo analisi riportate <a href="https://www.libertyballers.com/2025/6/16/24449967/grizzlies-magic-desmond-bane-trade-sixers-tyrese-maxey-daryl-morey" target="_blank" rel="noopener">anche su Liberty Ballers</a> e SixersWire, <strong>Tyrese Maxey potrebbe fruttare 5 o 6 prime scelte</strong> in uno scambio ben orchestrato. Nessun altro asset dei Sixers, George incluso, può avvicinarsi a un simile ritorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema della coesistenza</h2>



<p>Esiste una questione tecnica fondamentale in seno ai Sixers da quanto è andato via Harden: la composizione del backcourt. Se i Sixers dovessero decidere di usare la terza scelta su una guardia, si troverebbero con un reparto esterni composto da <strong>Maxey, McCain, Grimes e il rookie scelto </strong>in una combinazione che, a livello difensivo, non reggerebbe nei playoffs. Lo stato attuale dell&#8217;arte in NBA parla chiaro: con sole guardie piccole e rapide ma con scarsa taglia e attitudine difensiva, rischi di costruire una difesa che naviga la regular season senza alcuna possiiblità di sopravvivere ai Playoffs. E Maxey, per quanto esplosivo, non ha ancora mostrato di poter reggere matchup difensivi di alto livello nelle serie che contano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fallimento nel ruolo da primo violino</h2>



<p>Una riflessione importante, spesso trascurata nei discorsi che circondano Maxey, riguarda quanto <strong>non sia riuscito a guidare i Sixers in assenza di Joel Embiid</strong>. Quando il centro camerunese si è infortunato a stagione in corso, la squadra è stata affidata alla giovane guardia, con l’esplicito sostegno della dirigenza. Daryl Morey, in più di un’intervista, aveva dichiarato che il roster era stato costruito per <strong>competere anche senza Embiid</strong>.</p>



<p>La risposta sul campo, però, è stata disarmante. Nonostante le cifre importanti (oltre 25 punti e 6 assist di media), la squadra ha perso regolarmente mettendo infatti insieme solo 24 vittorie. Le sue prestazioni, spesso brillanti sulla carta, si sono tradotte in ciò che comunemente si definisce <strong>empty stats</strong>: numeri gonfiati in contesti poco competitivi, senza impatto reale sul risultato. Il record negativo accumulato nel periodo senza Embiid è stato la conferma che <strong>Maxey non è in grado di guidare una squadra NBA da protagonista</strong>, né in termini di leadership, né come motore tecnico-tattico.</p>



<p>Ulteriore riprova di questo è l&#8217;efficienza in termini di TS% fatta registrare da Maxey in questa stagione da atteso protagonista che si è attestata al 54%. Segnali si erano già visti nelle partite  giocate con Harden: con <em>Il Barba</em> in campo, Maxey produceva il 66,1% di TS% in 1628 minuti mentre crollava al 56,9% in 6746 minuti giocati senza l&#8217;attuale guardia dei Clippers. Fluttuazioni significative si riscontrano anche nel duo con Embiid. Col centro in campo, in 6345 minuti Maxey tira col 59% di TS% mentre  nei 3842 minuti giocati senza l&#8217;ex MVP il dato scende al 56,1%.</p>



<p>E questo è un problema. Perché se un giocatore ha valore massimo <strong>quando non è ancora pagato come una superstar</strong>, ma dimostra di non poterlo essere, allora il momento migliore per muoverlo è esattamente questo.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Your 2024 NBA leaders in points and true shooting percentage with Tyrese Maxey and Quentin Grimes&#39; bubbles circled for Sixers fans 📊<a href="https://twitter.com/hashtag/sixers?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#sixers</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/76ers?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#76ers</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/nba?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#nba</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/philadelphia76ers?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#philadelphia76ers</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/sixersnation?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#sixersnation</a> <a href="https://t.co/WJt9PoEjR0">pic.twitter.com/WJt9PoEjR0</a></p>&mdash; Vote The Process (@VoteTheProcess) <a href="https://twitter.com/VoteTheProcess/status/1912482480919069050?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 16, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Paul George e la #3 per la #5: uno scambio buono solo per il salary cap</h2>



<p>L’alternativa più discussa, ovvero spedire Paul George e la scelta #3 a Utah per ottenere la #5, appare, in confronto, un’operazione senza coraggio. George, pur essendo ancora un ottimo giocatore (da sano), è sicuramente entrato nella fase calante della carriera. Scambiarlo ora per scendere di due posizioni nel draft non modifica realmente lo scenario competitivo della squadra. Si tratta di una classica “maintenance trade”: si fa qualcosa ma non cambia nulla se non liberarsi di quello che è uno dei peggiori contratti attualmente elargiti sotto il nuovo CBA, liberando spazio sul cui reimpiego non esistono certezze data l&#8217;assenza di stelle in procinto di firmare altrove da free agent.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché scambiare Maxey ha più senso</h2>



<p>Maxey rappresenta oggi l’asset con il più alto valore potenziale per i Sixers. Nonostante il suo status di All-Star e la giovane età, ha già raggiunto un punto di mercato in cui può garantire un ritorno clamoroso: cinque prime scelte, oppure un pacchetto di giovani di talento su cui costruire il futuro. Prolungarlo a cifre massime vincolerebbe per anni il monte salari su un giocatore che non è ancora, e forse non sarà mai, in grado di guidare una squadra da titolo.</p>



<p>Inoltre, la sua permanenza creerebbe un evidente disallineamento temporale rispetto agli altri asset principali: Joel Embiid e Paul George sono oltre il picco della loro carriera, mentre Maxey è ancora nella fase di crescita. Tenerli insieme costringe la squadra a una rincorsa continua tra due linee temporali che non si incontreranno mai</p>



<p>Oltre all’aspetto tecnico già evidenziato e all&#8217;opportunità che si aprirebbe per i Sixers di cercare un vero playmaker possibilmente anche abile nel difendere, c&#8217;è una questione di tempismo vitale. Se dovessero vivere un&#8217;altra stagione difficile con Maxey in copertina a guidare lo show quando Embiid non gioca, il trade value del nativo di Dallas potrebbe precipitare zavorrando ulteriormente la franchigia con un contratto del quale diventerebbe difficile liberarsi.</p>



<p>Separarsi da una delle tre guardie a roster è quasi inevitabile, e Maxey, per quanto il più talentuoso attualmente, è anche il solo a poter portare un ritorno tale da cambiare davvero il futuro della franchigia. Scambiarlo ora, al picco del valore, è una mossa dura ma razionale. Una scelta da squadra che vuole ripartire sul serio.</p>



<p>Mantenere Maxey, George e Embiid e limitarsi a scambiare una scelta alta per una più bassa rischia di riportare Philadelphia nella terra di nessuno: troppo buoni per tankare, troppo poco attrezzati per vincere. È il peggior posto dove stare in NBA. Al contrario, muovere Maxey oggi, al picco del valore di mercato, consentirebbe alla franchigia di prendere il controllo del proprio destino e di affidarsi in parte a McCain, che ha dato <a href="https://x.com/UsherNBA/status/1918780381119029515">segnali incoraggianti </a>per quanto concerne il prendere il testimone come guardia titolare.</p>



<p>A volte, la mossa giusta è anche quella più difficile da accettare. Tyrese Maxey è amato dai tifosi, ma se i Sixers vogliono davvero cambiare rotta e uscire dal limbo tecnico e salariale in cui si trovano, è da lì che devono partire.</p>



<p>Scambiare George e la #3 per la #5 sarebbe un modo per muoversi senza spostarsi. Scambiare Maxey, invece, è un atto di lucidità strategica. È un rischio, ma forse è anche l’unica strada vera per costruire qualcosa di nuovo.</p>
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		<title>I Philadelphia 76ers si sono definitivamente arresi</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/la-resa-definitiva-dei-philadelphia-76ers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Albano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 15:43:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[philadelphia 76ers]]></category>
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					<description><![CDATA[La trade deadline ha rappresentato la fine di ogni ambizione per i Philadelphia 76ers.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1200" height="675" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/02/2197665408.0-edited.jpg" alt="" class="wp-image-67411" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/02/2197665408.0-edited.jpg 1200w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/02/2197665408.0-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/02/2197665408.0-edited-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/02/2197665408.0-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/02/2197665408.0-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/02/2197665408.0-edited-1080x608.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Liberty Ballers</figcaption></figure>



<p>La trade deadline dell’undicesima stagione di<em> &#8220;The Process</em>&#8220;, il progetto visionario nato per trasformare i<strong> Philadelphia 76ers</strong> in una contender stabile, ha rappresentato la resa definitiva della franchigia. Dopo oltre un decennio, il grande sogno sembra ormai ridotto a un grottesco mosaico di scelte discutibili, occasioni perse e problemi strutturali mai risolti. L’ultima trade deadline ha rappresentato l’ennesimo capitolo amaro di questa saga, mostrando una direzione tecnica poco chiara e un front office più interessato a salvaguardare i conti della disinteressata proprietà che a costruire un roster vincente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le Trade: più economia che basket</strong></h2>



<p>L’arrivo di <strong>Quentin Grimes</strong> è una buona aggiunta per completare la rotazione, un tiratore dinamico capace anche di agire per alcuni minuti come backup point guard, un ruolo scoperto da anni. Ma questa mossa è stata pagata cara: l’addio a <strong>Caleb Martin</strong>, nonostante il periodo di pessima forma, priva i 76ers di un giocatore noto per la sua aggressività e utilità nei Playoffs. Il motivo di questa scelta sembra dettato più da esigenze economiche che da considerazioni tecniche. Evitare la luxury tax sembra essere stata la priorità del front office, e quando le decisioni sono guidate da logiche contabili anziché sportive, il risultato raramente è positivo.</p>



<p>Ancor più grave è stata la <a href="https://aroundthegame.com/post/trade-alert-i-76ers-scaricano-kj-martin-evitando-la-luxury-tax/">gestione del caso <strong>KJ Martin</strong></a>. Firmato in estate a una cifra gonfiata per diventare un asset prezioso da scambiare per il “missing piece”, il suo contratto si è invece trasformato in un peso insostenibile. Alla fine, per liberarsene, i Sixers hanno dovuto sacrificare Draft capital pur di convincere i Pistons a prenderselo. Una vera <em>disasterclass</em> targata Daryl Morey, difficilmente giustificabile a questo punto del processo di costruzione della squadra.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Philadelphia 76ers save $40+ million by trading Caleb and KJ Martin.<br><br>💰$14 million off payroll<br>💰$17 million off tax<br>💰~$12-14 million gained from tax distribution<br><br>The Sixers have ducked the tax for a third straight trade deadline after coming into it over the threshold.</p>&mdash; Yossi Gozlan (@YossiGozlan) <a href="https://twitter.com/YossiGozlan/status/1887160674456940666?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">February 5, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Mancata Trade di Paul George: un’occasione persa</strong></h2>



<p>Il vero errore strategico, però, è stato il <strong>mancato addio a Paul George</strong>. Con il nuovo CBA che punisce in maniera pesante i roster a tre stelle, trattenere un giocatore con un contratto così pesante e poco compatibile con il sistema di gioco dei Sixers sembra incomprensibile, specialmente alla luce delle dichiarazioni di Morey che sostiene di aver agito per rendere la squadra più giovane e dinamica. PG13 non solo limita le potenzialità del roster, ma diventa un ostacolo evidente allo sviluppo del miglior basket della squadra.</p>



<p>Senza Paul George e Joel Embiid, infatti, la squadra ha mostrato il suo volto migliore, riscoprendo un basket fluido e creativo fatto di tagli continui e palla mossa continuamente. Giocatori come<strong> Justin Edwards </strong>hanno finalmente trovato spazio e mostrato il loro valore, facendo intravedere un futuro più luminoso. Proprio Edwards, che solo due anni fa era considerato un prospetto da lottery, ha dato prova di essere molto più di una semplice scommessa, mentre <strong>Guerschon Yabusele e Adem Bona </strong>si sono rivelati pedine interessanti in ottica futura.</p>



<p>Il “problema dei tre corpi” che attanaglia i Sixers e le sue tre stelle è evidente e ha trovato la sua sublimazione nella partita contro i Bucks orfani di Giannis. Per far convivere tre giocatori dal peso specifico enorme come Embiid, George e Maxey è vitale che la palla si muova tanto e che isolamenti e giochi a due siano ridotti al minimo proprio al fine di non escludere nessuno dei tre e dare ritmo all&#8217;attacco. Nei 76ers questo non succede mai e anzi la palla si ferma sempre quando arriva nelle mani di uno dei tre, in particolare se questo è <strong>Joel Embiid</strong>, ancora troppo spesso cercato in post, o a George. </p>



<p>Trattenere George e<strong> Kelly Oubre Jr.</strong>, quest’ultimo inspiegabilmente titolare nonostante le prestazioni deludenti, significa condannarsi a una situazione salariale estremamente complicata per i prossimi tre anni. La sensazione è quella di aver già rinunciato a questa stagione, sacrificandola sull’altare di scelte sbagliate e ambizioni ormai fuori portata. Esattamente come successo con quella precedente, che doveva essere un passo indietro per farne tre avanti.</p>



<p>Il tocco finale a questa tragicommedia poteva essere il ritorno del nuovo Clipper Ben Simmons, che, dopo il buyout, poteva firmare al minimo salariale per offrire proprio quelle caratteristiche (passaggio, taglia fisica, difesa) di cui questo roster ha bisogno. Un’idea che, per quanto surreale, riflette perfettamente lo stato attuale del <em>Process</em>: un ciclo infinito fatto di ricostruzioni, promesse mai mantenute e nostalgia di tempi che non sono mai veramente arrivati.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Daryl Morey, on balancing the team&#39;s competing interests: &quot;We had a plan going into the this year. I think Mike Tyson said it well, plans are really good until you get punched in the face.&quot;<br><br>&quot;We still think this can be a special season. That said, I think in my job I have to… <a href="https://t.co/4hNjG2W516">pic.twitter.com/4hNjG2W516</a></p>&mdash; PHLY Sixers (@PHLY_Sixers) <a href="https://twitter.com/PHLY_Sixers/status/1887955123839619093?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">February 7, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il problema più grande dei Sixers, tuttavia, sembra essere a livello dirigenziale. Daryl Morey continua a inseguire un sogno personale, una visione del basket costruita su idee spesso troppo ambiziose e scollegate dalla realtà, eredità dei gloriosi ma non vincenti tempi della “Moreyball”. Con una proprietà poco interessata ai risultati sportivi e molto di più a quelli economici, <em>The Process</em> non è più un progetto visionario, ma solo il simulacro di un sogno diventato la farsa di un esercizio di potere e ostinazione da parte di un GM sempre meno convincente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>The Process è morto.</strong></h2>



<p>Forse non è finito, perché non si può concludere ciò che non è mai davvero iniziato, ma sicuramente è morto. Questa verità alberga nel cuore di ogni tifoso da almeno due anni ed è la più inconfessabile. L&#8217;ultimo chiodo nella bara è stata la dilettantistica gestione di Harden e bisogna prenderne atto, soprattutto dopo quelle che erano le premesse dopo l&#8217;arrivo del Barba:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Questa trade è la più importante della Storia dei Sixers. James Harden è la prima megastar che non solo sceglie Philadelphia, ma ci arriva anche via trade. Che arrivi o meno l’anello, la qualità della sua esperienza nella Città dell’Amore Fraterno determinerà per Philly il diventare un polo di attrazione per i giocatori più importanti della lega o il restare, per molto molto tempo, un mercato economicamente importantissimo, ma sportivamente di secondo piano.</em></p>



<p>&#8211; da <a href="https://aroundthegame.com/post/james-harden-is-a-sixer-appuntamento-con-la-storia-per-philadelphia/">QUESTO</a> articolo, fin troppo profetico</p>
</blockquote>



<p>Questo non vuol dire che vada buttato il bambino con l&#8217;acqua sporca ma che bisogna rivedere le strutture di potere e di gestione. Ogni scontro interno in questi undici anni è stato gestito secondo i desideri di Embiid e non ha funzionato. È arrivato il momento di cambiare. È doveroso che Embiid sia e resti il faro tecnico di questa squadra ed è sacrosanto costruire attorno a lui, ma deve essere fatto secondo logiche di fit. Non è più il tempo delle simpatie o delle affinità. Farebbe bene anche a lui questo rimodellamento dove altri si occupino di essere la guida spirituale e comunicativa della franchigia.</p>



<p>I 76ers del 2025 sembrano più che mai intrappolati in un limbo esistenziale, lontani tanto dalle contender quanto da una vera ricostruzione. L’unica certezza è che, senza una svolta drastica, il sogno di vedere Philadelphia alzare il Larry O&#8217;Brien resterà un’illusione e <em>The Process</em> rimarrà solo un luogo dell’anima, una promessa mai mantenuta di grandezza sfiorata ma mai raggiunta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;avvio da incubo dei 76ers</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/lavvio-da-incubo-dei-76ers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Albano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 22:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[joel embiid]]></category>
		<category><![CDATA[paul george]]></category>
		<category><![CDATA[philadelphia 76ers]]></category>
		<category><![CDATA[Tyrese Maxey]]></category>
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					<description><![CDATA[Embiid deve risollevare l'ambiente 76ers devastato dalla sua assenza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/11/169-7-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-63523" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/11/169-7-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/11/169-7-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/11/169-7-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/11/169-7-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/11/169-7-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/11/169-7-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/11/169-7.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I <strong>Philadelphia 76ers </strong>hanno iniziato come peggio non avrebbero potuto. Dopo l’estate che ha portato <strong>Paul George</strong> in Pennsylvania e il conseguente all-in per arrivare all&#8217;anello, l&#8217;autunno ha dato verdetti attualmente sconcertanti. Nulla è perduto naturalmente dato che, sebbene il record veda i Sixers essere il fanalino di coda della Eastern Conference, le chance di vedere Philly ai Playoffs secondo gli indicatori sono del 99%. Il campo al momento parla però di una squadra mal costruita, con un&#8217;impostazione tattica assente e il rischio di veder dissipato il talento di <strong>Joel Embiid.</strong> Inoltre, la mossa di Morey di dare il massimo salariale a PG, estremamente controintuitiva rispetto al nuovo CBA che ridefinisce l&#8217;equilibrio economico della NBA, ha generato un supporting cast che al momento non sembra all&#8217;altezza della situazione</p>



<p>Le prime nove partite della stagione dicono che il roster dei 76ers è fortemente squilibrato, eccessivamente dipendente dalle (non) performance di Embiid, che dovrebbe esordire il 12 Novembre nella prima di NBA Cup. Il mix di veterani che già hanno giocato per Morey e giovani di belle speranze stenta a funzionare specialmente per la mancanza di una vera e propria point guard che possa iniziare e guidare l&#8217;attacco. L&#8217;idea di formare un Big 3 team è il sogno di un GM che si spera possa portare Philadelphia al titolo NBA, ma col nuovo CBA la realtà è ben diversa. La regolamentazione fiscale più severa e le nuove limitazioni sui contratti massimi hanno reso questo modello finanziariamente insostenibile, soprattutto per una squadra che già spende milioni in luxury tax. Naturalmente l&#8217;idea di avere tre giocatori di primo piano è allettante per un tifoso ma i costi di gestione sono diventati troppo elevati. Philadelphia è infatti una delle <strong>top 10 luxury tax payers</strong> della NBA, il che significa che la squadra sta pagando cifre enormi per mantenere il suo roster, ma senza ottenere il ritorno sperato in termini di prestazioni sul campo. La situazione è ancora più grave considerando che la squadra nel 2020 ha ceduto la propria pick del Draft 2025 a Oklahoma City, rendendo il futuro immediato ancora più incerto. Non solo i 76ers non controllano il proprio futuro al draft, ma la scelta dei Thunder &#8211; protetta top-6 in vista del prossimo anno, poi top-4 nel 2026 e nel 2027 &#8211;  potrebbe rivelarsi alta se la stagione andasse a finire male.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://pbs.twimg.com/media/GbqnFgtXAAYdlA9?format=jpg&amp;name=medium" alt="" style="width:468px;height:auto"/></figure>



<p>È evidente che in una lega dove il fattore campo ai Playoffs è sempre più importante e dove la strada che porta alle Finals è pesantemente condizionata dagli accoppiamenti e da quanto una squadra sia in grado di giocare meno partite possibili, il ritorno di Embiid sarà fondamentale per portare a un buon seed al termine della stagione regolare. In una lega che premia la posizione in classifica con matchup più favorevoli nei Playoffs, Philadelphia non può permettersi di arrivarci occupando uno degli ultimi posti utili. L&#8217;esigenza di coinvolgere il lungo camerunense e di ottenere un numero adeguato di vittorie rischia di scontrarsi duramente con quella che i Sixers definiscono la “nuova normalità” di Embiid stesso, che sarà sottoposto ad un load management scientifico che prevede periodi di riposo distribuiti durante la stagione in ottica Playoffs. Questa è la conseguenza logica del fatto che senza un Embiid in salute e pronto a lottare ai massimi livelli in post-season, le ambizioni dei 76ers rischiano di svanire prima del tempo. L&#8217;equilibrio tra tenere il centro MVP in forma per una lunga run e garantirgli abbastanza tempo di gioco per mantenere il ritmo durante la regular season e centrare un numero di vittorie da top 4 ad Est sarà una delle sfide più complesse per il coaching staff.</p>



<p>A questa sfida si aggiunge quella che riguarda l&#8217; acquisizione di <strong>Paul George</strong>. Se da un lato il giocatore ha una grande carriera alle spalle ed è uno dei migliori della Lega, dall&#8217;altro il suo stato fisico è tutt&#8217;altro che affidabile, essendo l&#8217;ala estremamente <strong>injury prone </strong>e avendo alle spalle una storia di infortuni che lo ha spesso costretto a lunghi periodi di assenza. La sua presenza in un roster che già soffre a causa della fragilità fisica di altri giocatori, come Embiid, potrebbe essere rischiosa. Se i 76ers non riusciranno a mettere a punto una gestione intelligente delle sue presenze, la squadra potrebbe trovarsi a dover fare i conti con l’ennesimo gregario assente nei momenti cruciali.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><em><strong>Presenze</strong></em></td><td><strong><em>Stagione</em></strong></td><td><strong><em>Playoffs</em></strong></td></tr><tr><td><strong>2019/20</strong></td><td>48/72</td><td>13/13</td></tr><tr><td><strong>2020/21</strong></td><td>54/72</td><td>19/19</td></tr><tr><td><strong>2021/22</strong></td><td>31/82</td><td>/</td></tr><tr><td><strong>2022/23</strong></td><td>56/82</td><td>0/5</td></tr><tr><td><strong>2023/24</strong></td><td>74/82</td><td>6/6</td></tr></tbody></table><figcaption class="wp-element-caption"><em>Gli ultimi 5 anni di Paul George</em></figcaption></figure>



<p>Attualmente dal punto di vista del gioco, i 76ers continuano a soffrire di una <strong>mancanza di filosofia di gioco definita</strong>. Fatta la tara all&#8217;assenza di Embiid e alla ruggine di Paul George, che al momento ha un solo tempo di autonomia, la squadra non sembra essere in grado di esprimere un gioco fluido e coerente. Il ritmo è lento e il <strong>pace</strong> della squadra è il penultimo della lega, una caratteristica che rende la manovra prevedibile e facilmente difendibile. I <strong>pochi assist</strong> (21.0, 29esima) che Philadelphia distribuisce ogni partita sono un segnale di come la palla non giri abbastanza velocemente. Questo problema è legato non solo alla mancanza di un sistema offensivo chiaro, ma anche alla difficoltà di eseguire set di gioco e schemi ben definiti. Non ci sono “giocate” che scaturiscono da schemi studiati a tavolino, e troppo spesso la squadra si affida alle giocate individuali o a tiri forzati che portano a pochissimi punti. Del resto questa non è l&#8217;NBA dell&#8217;hero ball.<strong> </strong>La mancanza di<strong> </strong> un playmaker propriamente detto esaspera la mancanza di movimento senza palla e di creazione di gioco collettiva, elementi chiave per una squadra che aspira a vincere. Non vedere un flusso di gioco in cui i giocatori si scambiano passaggi rapidi e intelligenti è sintomo di un nucleo che fatica a trovare la giusta alchimia.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Far too often, the Sixers&#39; offense is reliant on difficult individual shot creation and shot-making. When that does not work, it devolves into this: <a href="https://t.co/tY2YvjoaPR">pic.twitter.com/tY2YvjoaPR</a></p>&mdash; Adam Aaronson&#39;s clips (@SixersAdamClips) <a href="https://twitter.com/SixersAdamClips/status/1854597999802171552?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 7, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Un altro problema è la rifirma di  <strong>Kelly Oubre Jr.</strong>  Sebbene abbia mostrato lampi di talento durante la passata stagione, la sua inclusione nei 76ers è stata tutt&#8217;altro che una soluzione ai problemi strutturali del roster. Oubre è un difensore meno che mediocre e non è un attaccante sufficientemente produttivo da giustificare il suo impiego da titolare. Potrebbe essere un buon sesto uomo per portare un po&#8217; di punti in uscita dalla panchina ma è abbastanza noto che la permanenza della guarda a Philadelphia è dovuta alla centralità che l&#8217;organizzazione gli riconosce nella squadra. Un’altra questione spinosa riguarda <strong>Tyrese Maxey</strong>, al quale Nick Nurse non fa le richiese adeguate. Il talento offensivo del 24enne è enorme ma non ha la continuità nel dirigere il gioco e nel prendersi la responsabilità della distribuzione della palla proprie di una point guard, ruolo che viene gli viene chiesto di interpretare sacrificando sia la letalità del suo gioco off ball e delle ricezioni dinamiche, sia ignorando la mancanza della qualità nelle letture necessaria per non essere facilmente limitato da una difesa NBA. Maxey è un giocatore esplosivo e con grande capacità realizzativa, abile come pochi nel costruirsi un tiro, ma la sua trasformazione in una point guard capace di gestire l’attacco e orchestrare la squadra è stata sinora deludente e probabilmente è impossibile ottenere miglioramenti. Il suo potenziale resta e il suo attuale livello è innegabilmente alto, ma se Philly vuole veramente competere per il titolo dovrà risolvere la questione del playmaking. In queste prime, disastrose partite abbiamo visto Paul George da facilitatore, chissà che una sua maggior regia non possa essere una soluzione rendendo la squadra un po&#8217; meno dipendente da Embiid e dalle soluzioni non sempre produttive alle quali quest&#8217;ultimo costringe la squadra.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Paul George didn&#39;t play super well last night. And yet, his presence on the court was still ENORMOUS for the 76ers. <br><br>Totally changed their offense, particularly in empty-side ball-screens Nick Nurse loves to run. Having a true secondary creator on-court opened everything up. <a href="https://t.co/f6A6z6bsMO">pic.twitter.com/f6A6z6bsMO</a></p>&mdash; Sam Vecenie (@Sam_Vecenie) <a href="https://twitter.com/Sam_Vecenie/status/1853900167059222581?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 5, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In conclusione, i Philadelphia 76ers si trovano all&#8217;ennesimo bivio: con un roster mal costruito, un futuro economico precario e una filosofia di gioco poco definita, la squadra rischia di cadere rovinosamente con un futuro finanziariamente ipotecato dai contratti di Embiid e George. Il nuovo CBA, la luxury tax, le incognite fisiche dei giocatori chiave e la mancanza di un vero sistema offensivo sono gli ostacoli che si pongono sulla strada della Terra Promessa e, dopo un decennio pieno, è il momento di vincere o morire.</p>
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		<title>I Sixers sono andati in vacanza prima del tempo. Di nuovo.</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/i-sixers-sono-andati-in-vacanza-prima-del-tempo-di-nuovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Albano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 21:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[daryl morey]]></category>
		<category><![CDATA[jalen brunson]]></category>
		<category><![CDATA[joel embiid]]></category>
		<category><![CDATA[Josh hart]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa è andato storto, fra errori di squadra e dirigenza, e da dove possono ripartire i Sixers dopo l'ennesima stagione fallimentare.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="920" height="518" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/05/2151197988.0.jpg" alt="" class="wp-image-57669" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/05/2151197988.0.jpg 920w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/05/2151197988.0-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/05/2151197988.0-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2024/05/2151197988.0-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 920px) 100vw, 920px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: The Ringer</figcaption></figure>



<p>Dodici giorni dopo l&#8217;inizio della post-season, i <strong>Sixers</strong> hanno preso comodamente posto sulle bianche spiagge di Cancun in seguito alla sconfitta patita per 4-2 nella serie del primo turno contro i modesti Knicks. A differenza di altre occasioni, le parole nel postpartita dette dai protagonisti di questo ennesimo fallimento lasciano in tempo che trovano e la franchigia della Pennsylvania si affaccia ad una offseason di decisioni cruciali che potrebbero decretare la fine di <em>The Process </em>per come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. La serie ha esposto tutti i limiti della squadra di coach <strong>Nick Nurse</strong>, che ha fatto scelte comprensibili accettandone le estreme conseguenze senza tentare alcun tipo di aggiustamento. Cosa già vista (lo avevamo anticipato anche <a href="https://aroundthegame.com/post/dai-76ers-non-ci-aspettiamo-niente-ma-siamo-gia-delusi/">QUI</a>) in altre edizioni altrettanto perdenti dei Sixers. Questi erano nettamente la squadra con più talento della contesa ma, invece di massimizzare i propri punti di forza, sono crollati sotto il peso di un attacco incapace di creare sistematicamente vantaggio e, ancora una volta, sotto i colpi avversi della sorte inferti alla precaria salute di<strong> Joel Embiid</strong>. L&#8217;MVP in carica, oltre a non essersi affatto ristabilito completamente dall&#8217;infortunio al ginocchio patito durante la stagione, è stato alle prese con la Paralisi di Bell, probabilmente generata dai farmaci assunti per superare il dolore. Questo, al netto dei grezzi numeri che potrebbero far pensare diversamente, ha eliminato quasi completamente l&#8217;impatto di Embiid dalla serie, condizionando i Sixers sia in attacco che in difesa in modo probabilmente decisivo.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">“I can’t feel sorry for myself. As long as I can play, jump even a little bit and I can be on the floor, I feel like my presence is enough.”<br><br>Joel Embiid after battling a meniscus injury and diagnosis of Bell’s Palsy in the midst of the 1st Round 🗣️<br><br>(via <a href="https://twitter.com/BySamDiGiovanni?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@BySamDiGiovanni</a>) <a href="https://t.co/iPj117Rsui">pic.twitter.com/iPj117Rsui</a></p>&mdash; ClutchPoints (@ClutchPoints) <a href="https://twitter.com/ClutchPoints/status/1786277832987152884?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">May 3, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Difensivamente il piano di Nurse è stato da subito evidente: vivere o morire sulle percentuali di<strong> Jalen Brunson</strong>, non avendo un difensore d&#8217;élite da spendere sull&#8217;unico attaccante di alto livello degli avversari, orfani anche di Julius Randle e che hanno perso presto nella serie Bojan Bogdanovic. Embiid in drop coverage estrema per provare a preservarlo il più possibile, gli altri 4 impegnati a cambiare senza cercare rotazioni troppo aggressive, vista l&#8217;assenza di giocatori abili a passare sui blocchi, e un po&#8217; di show e stunt per cercare di sparigliare le carte. Quando Brunson iniziava a tracimare, Philly lo raddoppiava ma, complice l&#8217;immutabile drop coverage di Embiid, questo ha generato un&#8217;infinità di triple aperte per DiVincenzo e McBride finendo per non pagare dividendi. Brunson dal canto suo ha fatto una buonissima serie dal punto di vista realizzativo, pur con un non altissimo 52.5% di True Shooting, ma il fatto che due partite delle 4 vinte dai Knicks siano state sigillate da una tripla di<strong> Josh Hart</strong> non è un caso ed è un messaggio che i Sixers devono recepire. Hart è un glue guy, un attaccante scarsissimo e un abilissimo difensore e rimbalzista che il coach si è guardato bene dal togliere dal campo per più di qualche minuto. Il dominio della squadra di Thibodeau a rimbalzo d&#8217;attacco ha generato un&#8217;infinità di secondi tentativi ed è stato l&#8217;altro perno della vittoria in questa serie. I Sixers in questi 7 anni di Playoffs hanno fatto scelte radicalmente opposte, liberandosi di tutti quei giocatori fenomenali in difesa ma giudicati non sostenibili in attacco, passando così dallo schierare un DPOY caliber al non avere alcun modo di limitare la superstar avversaria. Per una franchigia che parla di vincere titoli e che dovrebbe coronare<em> The Process</em> con la vittoria dell&#8217;anello è una regressione francamente inaccettabile.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Che sia con qualche tripla, come in Gara 1, o con qualche rimbalzo, come praticamente per tutta la serie, nei finali per New York il protagonista è  SEMPRE Josh Hart.<br>Non poteva che essere un suo canestro a portare i Knicks al secondo turno.<a href="https://twitter.com/hashtag/AtG?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#AtG</a> <a href="https://t.co/zqR8Ni31Om">pic.twitter.com/zqR8Ni31Om</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1786254602897166637?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">May 3, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dall&#8217;altro lato del campo le cose non sono andate particolarmente meglio. La precaria salute di Embiid &#8211; centro di gravità di un attacco non fondato su un sistema che cerchi di generare buoni o ottimi tiri, piuttosto un perpetuo tentativo di far prendere al camerunense un tiro, indipendentemente da quanto brutto sia &#8211; ha tolto ritmo e pericolosità ad una squadra non particolarmente brillante. Prova ne sono gli innumerevoli tiri scoccati dalla linea dei tiri liberi, nonostante uno o due compagni liberissimi sul perimetro, il cui linguaggio del corpo ha indicato chiaramente la consapevolezza che quella palla non sarebbe mai arrivata, e l&#8217;inusuale quantità di azioni empty corner che si sono viste. Non c&#8217;è naturalmente nulla di aprioristicamente sbagliato nel tentare di vincere con un sistema eliocentrico dove la stella viaggia a una usage% vicino al 40% ma è ovvio che, se la stella in questione non ha gamba e produce una quantità allarmante di palle perse, si fa tutto incredibilmente difficile, per quanto un talento straordinario come<strong> Tyrese Maxey</strong>, fresco vincitore del premio come Most Improved Player, possa tirare fuori dal cilindro una prestazione da 47 punti con un clutch time leggendario. Oltre alle questioni cliniche, anche il buonissimo lavoro di Hartenstein e Robinson, con l&#8217;aiuto di Achiuwa, ha contribuito a levare efficacia all&#8217;MVP, per l&#8217;ennesimo anno orfano di un backup presentabile che potesse regalare a lui del riposo e alla squadra delle soluzioni differenti. Anche in questo caso, abbiamo assistito a una riproposizione ripetuta e inefficace: l&#8217;entry pass per il post alto di Embiid molto lontano da canestro, che rende il centro di Philadelphia il giocatore con più ricezioni spalle a canestro di questi Playoffs, ben 7.5. Inoltre, in una serie tirata come questa, dove la differenza tra i punti totali è stata di 1, le panchine hanno avuto un peso decisivo e per l&#8217;ennesimo volta i Sixers non hanno trovato nelle forze fresche quello di cui avevano bisogno. A parte l&#8217;exploit di Buddy Hield in Gara 6 e le buone prestazioni di Cam Payne, le rotazioni hanno portato pochissimo alla causa, complici anche Kelly Oubre Jr., stranamente a disagio con le triple open o wide open, e Nicolas Batum, probabilmente prossimo al ritiro, a corrente alternata.</p>



<p>Ultimo ma non ultimo dei problemi che hanno afflitto i Sixers in questa serie e in tutte le precedenti run è<strong> Tobias Harris</strong>. Gli 0 punti registrati nell&#8217;ultima partita giocata con la maglio di Philadelphia fotografano perfettamente il fallimento che questi 180 milioni di dollari per 5 anni siano stati. Giocatore dannoso, assolutamente inadatto ai palcoscenici sui quali le luci sono più intense che mai e ottusamente ostinato nel giocare il proprio basket indipendentemente dalle necessità della squadra. In 7 anni sono stati metaforicamente gettati sotto il bus un sacco di elementi passati per la città dell&#8217;amore fraterno, ma in qualche modo lui è stato in grado di attraversare un fallimento dopo l&#8217;altro senza subire alcuna conseguenza. Di fatto, non ha mai visto ridursi i propri minuti e nemmeno la quantità di palloni che transitano dalle sue mani, dando in cambio solo l&#8217;abbandono degli isolamenti e dei jumper dalla media, scomparendo da ogni singolo elimination game che abbia disputato, compreso quello contro Atlanta che costò a Ben Simmons la carriera, ma che vide lui tirare 2/11 dal campo senza che questo sembrasse problematico a nessuno. La prestazione in Gara 6 certifica e sigilla il suo status di uno fra i peggiori giocatori della storia a ricevere il (quasi) massimo salariale e di questo disastro l&#8217;unico responsabile è il Front Office dei Sixers.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">After 5.5 years and $180M+, Tobias Harris likely played his final game as a Sixer. He finished with:<br><br>29 MIN<br>0 PTS<br>0-2 FGA<br><br>Tough ending <a href="https://t.co/QNJvCxh63J">pic.twitter.com/QNJvCxh63J</a></p>&mdash; NBA University (@NBA_University) <a href="https://twitter.com/NBA_University/status/1786244104218640587?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">May 3, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Front Office che ha in estate la possibilità di riscattare gli orrori del passato grazie a 55-65 milioni di dollari da investire. Estensione di Embiid e 5&#215;207 a Maxey che diventa restricted free agent a parte, l&#8217;offseason sarà piena di incognite e di novità. Resta probabile che, nonostante il nuovo CBA lo disincentivi fortemente, <strong>Daryl Morey</strong> proverà a portare un&#8217;altra superstar a Philadelphia, con la personale speranza che sia LeBron James, magari spendendo la scelta numero 16 per il figlio. I Sixers hanno un disperato bisogno di un playmaker che possa performare ai Playoffs e di trovare un difensore che possa stare sulla stella avversaria se vogliono avere qualche chance di coronare <em>The Process</em>, sempre più agli sgoccioli.</p>
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