Secondo Kevin O’Connor (The Ringer), il nuovo arrivato non avrebbe costruito un buon rapporto con gli altri membri del roster. Diverse squadre rimangono alla finestra.

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I Washington Wizards stanno vivendo una fase di profonda flessione, culminata con le sei sconfitte consecutive delle ultime settimane (prima della vittoria di ieri contro i 76ers). Nonostante il record non sia pesantemente negativo (24-27), la squadra si trova oggi all’11esimo posto nella Eastern Conference, ben lontana dalle posizioni di vertice che occupava a inizio stagione.

Tra i giocatori che sono usciti peggio da questa striscia negativa c’è Spencer Dinwiddie, obiettivo a lungo ricercato dai Wizards in estate e acquisito nella complessa operazione che ha portato Westbrook ad LA. Secondo quanto riportato da Kevin O’Connor (The Ringer), la presenza dell’ex Brooklyn non sarebbe ben vista in questo momento né dai compagni di squadra né dal front office, che vorrebbe liberarsi di lui prima della trade deadline di giovedì prossimo:

“Washington vuole muovere Dinwiddie alla trade deadline, perché in questo momento sembra l’ombra di sé stesso in campo e perché il resto dei giocatori in squadra non lo vogliono a Washington.”

Recentemente Dinwiddie – che ha in dote un contratto da 18 milioni garantiti per la prossima stagione e altrettanti non garantiti per la seguente – si è espresso in maniera enigmatica riguardo al proprio rapporto con il resto del gruppo:

“Fuori dal campo le tue abitudini parlano per te. Ne ho parlato all’inizio della stagione, facendomi sentire. Ma non sono stato ascoltato. Come ho detto, cerco di fare quello che mi chiedono. In fin dei conti, ognuno ha un ruolo da mantenere. Prendersi le proprie responsabilità e dare il meglio di sè. Mi sembra il massimo che posso offrire.”

– Spencer Dinwiddie

Il problema alla base, quindi, potrebbe essere di natura relazionale prima ancora che tecnica, come si può intuire anche dalle parole di coach Wes Unseld Jr:

“Io sono aperto dal primo giorno ai suggerimenti dei ragazzi. I veterani hanno partecipato. Non so a chi si riferisse con quei commenti, se allo staff o ai compagni. Ma mi sembra una buona cosa. Più comunicazione c’è tra di noi e tra di loro, meglio è.”

– Wes Unseld Jr.

Parole (di circostanza, queste ultime) a parte, nella Capitale da giorni si sta parlando sempre più spesso di tensioni interne alla squadra e in alcuni casi di una possibile implosione dello spogliatoio. Vedremo se, mettendosi alle spalle questo momento di profonda crisi, i Wizards riusciranno a spegnere il fuoco.

In ogni caso, Dinwiddie e Washington sembrano lontani al momento. E tra pochi giorni potrebbero diventarlo davvero.