FOTO: NBC Sports Bay Area & California

Il tempo di Klay Thompson ai Golden State Warriors è davvero giunto al termine? Così sembrerebbe, secondo le ultime in uscita da Anthony Slater su The Athletic: le fonti riportano della mancata volontà da parte del giocatore di accettare un’estensione più breve di quanto desiderato e, a quanto pare, le fonti rivelano che non ci sia addirittura ancora niente sul tavolo delle trattative, nessuna “discussione produttiva” fra le parti.

“Le trattative sono essenzialmente congelate. A meno di 10 giorni dalla free agency, l’uscita di Thompson dall’unica franchigia che abbia mai conosciuto si fa più vicina e più probabile che mai.”

Le fonti del giornalista ribadiscono ciò che si sa ormai da mesi, cioè che Golden State sarebbe assolutamente disposta a mantenere il giocatore a roster a due condizioni: alle giuste cifre e valutando anche altre mosse collaterali. The Athletic riporta infatti del tentativo di usare il contratto da $30 milioni di Chris Paul per arrivare a un giocatore di alto livello, ma la situazione è complessa: questa cifra è non-garantita e verrà pagata soltanto qualora i Warriors decidessero di non tagliare CP3 prima del 28 giugno, deadline prevista da contratto; stando a Slater, Golden State starebbe provando a spostare questa data più avanti, a luglio, entrando dunque anche nel periodo free agency e allungando ulteriormente i tempi anche per Klay Thompson. Tempi per cosa? Per capire cosa vorrà fare la società, a quel punto. Qualora uno scambio di Paul dovesse realizzarsi, immettendo un altro giocatore di livello sotto contratto pesante, la linea del front office potrebbe rivelarsi anche quella di tagliare le spese e di fare a Klay un’offerta che cerchi di favorire la squadra con il rischio di non accontentare – e perdere, dunque – il giocatore. Secondo quanto scritto su The Athletic, i Warriors avrebbero messo in conto che Thompson possa trovare un mercato “poco entusiasta” nei suoi confronti e capace di offrirgli solo contratti a breve termine, anticipando un potenziale ritorno. Questo sembrerebbe provato anche dalla perdita di interesse da parte degli Orlando Magic, sul giocatore da un po’, riportata dalle fonti di Slater, che però aggiunge un dettaglio molto importante sulla volontà da parte dello stesso Klay Thompson:


“[Un inevitabile ritorno a Golden State] Non è necessariamente scontato. Anche qualora i Warriors dovessero approcciare Thompson con un’offerta competitiva, pareggiando o superando altri per quantità di denaro e anni, è diventato sempre più plausibile, stando alle fonti, che Klay decida di lasciare in ogni caso, in cerca di un nuovo inizio in un ambiente differente, lontano dalle frizioni che si sono create in queste ultime due stagioni.”

Già di recente ci sono stati indizi social della rottura fra il giocatore e Golden State (ne abbiamo parlato QUI), che potrebbero rivelarsi solo la punta dell’iceberg di un processo di separazione che non conosciamo. La sola certezza è che tutto sembri indirizzato verso un addio, anche perché, facendo il punto: la società ha chiare intenzioni di risparmiare e di percorrere altre strade (che forse nemmeno comprendono il giocatore) dopo il biennio complesso a seguito del titolo 2022, mentre Klay Thompson chiede uno stipendio più elevato (e lungo) rispetto alle poche garanzie fornite in campo – soprattutto nell’ultima stagione, nel corso della quale è sembrato aver perso qualche ulteriore passo; inoltre, se quanto riportato su The Athletic è vero, nemmeno un mercato pigro potrebbe bastare a convincerlo di tornare a cifre minori, motivo per cui qualunque strategia secondaria andrebbe a saltare anche qualora Golden State dovesse decidere di venire incontro alle richieste. Se questo non è il presagio di un addio, c’è da dire che vi assomiglia davvero tanto.