L’intervista di Kobe Bryant che fece infuriare Shaquille O’Neal: il racconto di John Salley

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La relazione tra Shaquille O’Neal e Kobe Bryant non è mai stata semplice, ma ha trovato il modo di essere vincente, almeno per tre anni. Due personalità opposte, costrette a collaborare alla corte di Phil Jackson per conquistare l’ultimo three-peat della storia NBA, tra il 2000 e il 2002.

La rottura finale, però, è stata parecchio intensa. Probabilmente il rancore tra i due aveva radici ben più profonde, ma i nodi sono venuti al pettine alle porte della stagione 2003-04, terminata poi con una sconfitta alle Finals per mano dei Detroit Pistons.

A raccontare i dettagli è John Salley, compagno di Shaq e Kobe nella stagione 1999-00.


Kobe rilasciò un’intervista a Jim Gray, che è un mio grande amico, in cui criticò duramente Shaq su tutto, come se si tenesse tutto dentro da anni. Disse che non era mai in forma, che era pigro, che non aveva la testa sul gioco come lui, che un qualsiasi venditore di ciambelle lavorava con più orgoglio di Shaq. L’intervista non uscì per via della relazione tra Jim Gray e Shaq, ma Shaq venne a sapere di quelle parole e si infuriò. Minacciò di volerlo uccidere

Nessuno aveva l’ossessione di Kobe. Molti giocatori avevano la palestra in casa, ma quando vedevi la sua e il suo campo ti accorgevi che era su un altro livello. Shaq capì che Kobe era il futuro dei Lakers e chiese la trade, trovando poi un accordo con i Miami Heat. Ma pensa a cosa è successo: quel fatto ha provocato una reazione da parte di Shaq che non avevamo mai visto. Shaq si presentò l’estate successiva a inizio settembre più magro di quanto fosse mai stato dalla stagione da rookie in poi. Era in forma smagliante. Ma ci volette il litigio con Kobe e il divorzio con i Lakers per provocargli quella reazione

Dall’epoca dei fatti, Shaquille O’Neal vinse un altro titolo, e Kobe Bryant altri due. E con il passare degli anni, la loro burrascosa relazione si è poi trasformata in un’ottima amicizia.