Gli Spurs stanno facendo una brutta stagione, con una sola nota lieta: Victor Wembanyama. Uno dei rookie con più hype di sempre, ma come sta andando finora?

FOTO: NBC Sports

Questo contenuto è tratto da un articolo di Cal Durrett per Air Alamo, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Protagonisti di uno dei peggiori inizi della storia NBA, i San Antonio Spurs possono contare su una sola nota lieta: la prima scelta assoluta al Draft 2023, Victor Wembanyama. Il francese ha regalato ai texani la speranza di poter contare su una futura superstar, sebbene la squadra non stia facendo meglio in questa stagione rispetto a quanto visto nella scorsa, chiusa con il secondo peggior record in NBA.


Le difficoltà stanno gettando ombra sulla sua stagione da rookie, alimentando dubbi sul suo impatto e sulle possibilità di vincere il Rookie of the Year. Ma quanto ha realmente influito sul rendimento di squadra in questo primo quarto di stagione?

Il voto

Gli Spurs hanno debuttato facendolo cominciare da “quattro” nel quintetto titolare, gigantesco e senza una point guard di ruolo, nel senso tradizionale del termine. Ad ogni modo, questa lineup ha fallito, portando a numerosi esperimenti e cambiamenti, durante i quali una delle poche costanti è rimasta Wembanyama. Ciononostante, San Antonio ha cominciato di recente a utilizzarlo da centro, provando a offrirgli più possessi offensivi e a mettere un freno alla serie di sconfitte consecutive in atto. I risultati sono stati incoraggianti, seppur su un campione ridotto, ma il francese ha avuto un ruolo diverso da quello che i fan degli Spurs si aspettavano, maggiormente sul perimetro e meno spalle a canestro.

La ragione dietro a tutto ciò è che si tratta di un lungo meno tradizionale, che preferisce giocare lontano dal canestro. In parte è una scelta dovuta anche ad alcuni compagni, incapaci di vedere i passaggi giusti per consentirgli ricezioni interne. Quando riceve la palla in determinate situazioni, inoltre, non sempre è capace di farsi spazio spostando gli avversari, pertanto tende comunque a porsi fronte a canestro. A quel punto, però, fatica ancora a mettere palla a terra a causa della folla di difensori ammucchiata in uno spazio ristretto, forzandolo a prendersi tiri contestati dalla media distanza sopra le loro teste.

La straordinaria altezza del rilascio (ne abbiamo parlato QUI) gli consente spesso di avere tiri puliti, ma una conclusione contestata da 5 metri e mezzo è ancora a bassa percentuale. Aggiungete a questo il fatto che Wembanyama stia tirando con il 25% su 5 tentativi da tre punti a partita e la sua efficienza colerà a picco. Ad ogni modo, gli va dato credito per tirare con un impressionante 51.5% sulle sue 11.2 conclusioni da 2 punti tentate a partita e per convertire i 4.2 tiri liberi a partita con quasi l’81%.

La sua efficienza nel pitturato e dalla linea del tiro libero ha aiutato a compensare la pessima shot selection e l’incapacità di segnare spalle a canestro. Una volta che gli Spurs troveranno una vera point guard da mettere intorno a Wembanyama, sarà davvero una minaccia terrificante. Ad ogni modo, avrà bisogno di aggiungere un po’ di stazza da qui a fine stagione e soprattutto in offseason, in modo da diventare capace di prendere posizione e sfruttare il proprio corpo dal post.

Difensivamente, il rookie è stato fin da subito impattante, guidando l’NBA in tiri stoppati e raccogliendo 1.2 palle rubate a partita. Tre stoppate di media al primo anno sono un unicum, e nonostante questo gli Spurs si posizionano in fondo alla Lega per defensive rating. Questa non è colpa di Wemby.

Gli avversari hanno ancora paura di affrontarlo nel pitturato e, quando lo fanno, sono spesso respinti all’altezza del ferro. Con un supporting cast migliore, potrebbe fungere da ancora di una difesa d’élite e affermarsi come un perenne candidato a Defensive Player of the Year. Victor Wembanyama si è guadagnato quindi questo voto dopo le prime 20 partite e poco più in carriera, figlio delle prestazioni su entrambi i lati del campo:

A-