In attesa del ritorno di Leonard e George, i Los Angeles Clippers potrebbero cercare di muoversi in cerca di una point guard di livello.

Non solo John Wall. I Los Angeles Clippers rischiano di diventare una delle protagoniste di questa deadline. A rilasciare gli ultimi aggiornamenti è Kevin O’Connor (The Ringer), che delinea i tre nomi da tenere d’occhio in vista del 10 febbraio: Marcus Morris, Eric Bledsoe e Serge Ibaka.

Andando ad analizzare la situazione salariale individuale, quello con più valore dei tre – sia a livello di proiezione sul libro paga, sia sul campo – è certamente Morris. L’ex Knicks è al secondo anno di un quadriennale da $64 milioni, e il suo profilo, quello dello stretch big, è sicuramente uno dei più popolari all’interno della lega.

In ordine di importanza, l’altro che sicuramente avrebbe mercato è Eric Bledsoe, con un contratto garantito per soli $3.9 milioni in vista della prossima stagione – e che potrebbe dunque essere utilizzato da eventuali acquirenti come cap filler, per poi essere rilasciato.

Quanto a Ibaka, invece, età e condizione fisica sono inversamente proporzionali ai $9.8 milioni percepiti, a cui aggiungere anche un 15% di trade kicker, tutti fattori che lo rendono poco appetibile. Nonostante ciò, come fatto notare da Bobby Marks su ESPN, Air Congo è l’unico profilo che permetterebbe di muoversi in uno spazio di manovra limitato, e il solo privarsi del suo contratto procurerebbe un taglio di $41 milioni di tassazione.

Ma a cosa possono ambire i Clippers?

Come abbiamo riportato QUI, Jalen Brunson è disponibile, ma probabilmente fuori budget. Mentre O’Connor cita anche Kemba Walker, Spencer Dinwiddie, Dennis Schröder e Goran Dragic, il nome che finisce con il ritornare è quello di John Wall.

I salari dei tre giocatori in uscita basterebbero a compensare i $44.3 milioni percepiti dalla point guard di Houston, che potrebbe finalmente tornare a giocare. La domanda è: ne vale la pena?

I Clippers hanno sicuramente bisogno di un giocatore che faccia da collante e lavori in fase di costruzione, anche nell’ottica di un ritorno di Paul George e Kawhi Leonard, per evitare una dipendenza troppo elevata da giochi stagnanti in isolamento, ma non è detto che Wall possa sopperire a questo bisogno. O che i Clippers vogliano farlo.

Il roster sembra assemblato per un attacco che sfrutti la gravity di George e Leonard, e in tal caso la soluzione migliore sarebbe proprio quella di avere profili come Morris o (in misura minore) Ibaka, che possano permettere il perfetto funzionamento di un attacco 5-out, rivelatosi efficace lo scorso anno ai Playoffs. John Wall non aggiungerebbe nulla in termini di spacing, né è più dotato di un primo passo tale da permettergli di creare vantaggio per i compagni, e i $47.4 milioni di player option previsti per il prossimo anno non giocano a suo favore.

In questa situazione, dunque, essendo forse già troppo tardi per applicare il Warriors model, definito così in un articolo di Jake Fischer su Bleacher Report, e cioè passare un anno a tankare nell’attesa del ritorno delle star, la cosa migliore potrebbe essere alleggerire il peso della Luxury Tax e, allo stesso tempo, cercare di ottenere in cambio qualche Draft asset da poter usare in estate, senza fare colpi che possano gravare sul cap.

Serge Ibaka, dunque, sarà il primo da tenere d’occhio, mentre Bledsoe potrebbe rivelarsi una wild card, essendo utile sia come materiale di scambio, sia come eventuale decisione da rimandare all’offseason.

Magari non arriverà il colpo da capogiro per i Clippers, ma nella giungla della trade deadline anche a loro spetta un posto.