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FOTO: NBA.com

Il 10 febbraio, atteso giorno della trade deadline, si avvicina rapidamente anche per i Washington Wizards.

La squadra è partita forte, con un record di 10-3 che ha immediatamente scacciato i dubbi riguardanti la qualità delle mosse effettuate in estate – la più importante delle quali: l’arrivo di Caldwell-Pope, Harrell e Kuzma al posto di Westbrook. Dopo questo parziale, tuttavia, i Wizards hanno vinto 18 partite e ne hanno perse 24, scivolando all’11esimo posto ad Est (fuori dalla zona Play-In).

Ed ecco che i dubbi si sono nuovamente fatti avanti. Accompagnati da un interrogativo: può la dirigenza migliorare il roster a disposizione di coach Wes Unseld Jr entro la deadline?

Le opzioni sono diverse: la delicata situazione di Spencer Dinwiddie potrebbe essere il punto di partenza per dare una scossa al roster, ma non finisce qui. Nelle trade talks dei prossimi giorni potrebbe finire anche la stella della squadra, Bradley Beal.

In passato Beal ha sempre dichiarato di non aver mai davvero desiderato uno scambio che lo potesse allontanare dalla squadra che lo ha cresciuto (e dalla città che lo ha adottato) nel corso della sua carriera NBA. Secondo David Aldridge (The Athletic), però, per la prima volta Beal avrebbe aperto ad una trade negli ultimi giorni.

Washington dovrà fare la scelta giusta per gestire la questione nel migliore dei modi. Il contratto di Beal prevede una player option ($36.4M) per la prossima stagione, e quindi c’è la possibilità che diventi free agent in estate. In caso di “opt out”, potrebbe firmare un quadriennale da circa $180M altrove, oppure ri-firmare con Washington un supermax contract del valore di oltre $241M in 5 anni (opzione più probabile secondo Jake Fischer, Bleacher Report).

Nel caso in cui la sua volontà fosse (o diventasse) quella di giocare altrove, salutare Beal senza ottenere nulla dal suo addio (a meno di una sign&trade o opt-in&trade) sarebbe un brutto colpo per l’organizzazione. E così, inevitabilmente, l’ipotesi di una trade si è trasformata in uno scenario possibile, considerando anche il cambiamento delle prospettive della squadra in questa stagione.

Sempre secondo Aldridge, i Philadelphia 76ers sarebbero pronti ad offrire Ben Simmons, ma non altri asset (Tyrese Maxey o Matisse Thybulle), e questo renderebbe l’affare piuttosto complicato.

Un aspetto da non sottovalutare, come sottolineato da Yossi Gozlan (HoopsHype), è che il momento migliore per Beal per accettare uno scambio sarebbe adesso: riuscirebbe infatti a conservare i Bird Rights, potendo così chiedere un ulteriore anno di contratto anche altrove.

Se, invece, i Wizards dessero la priorità al tentare di convincere un’altra volta la propria star a rimanere, potrebbero muoversi in maniera diversa sul mercato, andando alla ricerca di un upgrade – e magari di un nome importante – per riuscire a giocarsi almeno il Play-In.

Un possibile affare a tenere d’occhio, secondo Aldridge e Fischer, coinvolgerebbe Domantas Sabonis. Per arrivare a lui i Wizards dovrebbero privarsi di almeno due tra Rui Hachimura, Deni Avdija e Corey Kispert, e in più aggiungere dei cap filler come Thomas Bryant o anche Montrezl Harrell.

Sabonis, che ha 25 anni e un contratto intorno ai $18.5M fino al 2024, ha un trade value alto, anche se la situazione in cui si trovano i Pacers (19-34) potrebbe spingere la franchigia ad abbassare le pretese.

Tornando ai possibili nomi in uscita, un’altra mossa ipotizzata per Washington riguarda Davis Bertans. Il lettone, 29 anni, ha finora deluso le aspettative, tirando dall’arco con un inusuale 32% e saltando molte partite da inizio stagione. Guadagnerà circa $16.5M di media fino al 2024, con una early termination option per il 2024/25. Anche se al momento sembra difficile ottenere asset di buon valore in cambio, non è una strada che il front office di Washington esclude di provare a percorrere.

Sono diverse, insomma, le scelte che attendono i Washington Wizards. Una settimana alla trade deadline.