I Timberwolves stanno vivendo un’ottima stagione (settimi a Ovest) e potrebbero muoversi sul mercato per rinforzarsi. L’arrivo di Marcus Smart è un’ipotesi concreta.

Marcus smart celtics Timberwolves nba around the game

Tra le sorprese stagionali di quest’anno ci sono i Minnesota Timberwolves, al momento in piena corsa per il sesto posto ad Ovest, che significherebbe Playoffs diretti senza passare dal Play-In. La squadra ha un record di 26 vittorie e 25 sconfitte, è distante appena due partite dai Nuggets (sesti) e ha un vantaggio di 1W e 2W su Clippers e Lakers (ottavi e noni).

E così, inevitabilmente, si sta creando l’aspettativa che la franchigia faccia delle operazioni entro la trade deadline del prossimo 10 febbraio, per rinforzarsi in vista della seconda metà di stagione. Cosa ci si può attendere dal mercato dei Timberwolves?

Una delle possibilità porta ai Boston Celtics, con un’eventuale trade per Marcus Smart: secondo Jake Fischer (Bleacher Report), infatti, i T’Wolves potrebbero arrivare alla guardia bianco-verde offrendo un trade package composto da Patrick Beverley e Malik Beasley.

Beverley, arrivato nella scorsa offseason, ha 33 anni, guadagna più di $14 milioni e la prossima estate sarà free agent. Beasley, invece, ha un ruolo più centrale nel progetto di Minnie: è giovane (25 anni) e nel 2020 ha firmato un qudriennale (team option per il 2023/24) da 60 milioni di dollari; la sua involuzione in questa stagione, però, ha reso il suo contratto decisamente meno team-friendly di quanto potesse sembrare dodici mesi fa. E per la franchigia, ora, il suo status sul mercato potrebbe essere quello di giocatore “cedibile”.

Smart ha un contratto intorno ai 20 milioni di dollari annui, che scadrà nel 2026. I Celtics potrebbero chiudere questa trade senza aggiungere altri contratti, sfruttando la trade exception da 17.1 milioni di dollari generata dall’affare-Fournier.

La guardia dei Celtics, 27 anni, porterebbe a Minnesota, in primis, esperienza e leadership preziose in un roster talentoso ma ancora giovane; ma anche doti di playmaking, di tiro (nonostante le percentuali siano in flessione da anni, dopo l’apice nel 2018/19) e quella solidità e versatilità difensiva che lo hanno portato a due selezioni nell’All-Defensive First Team (2019, 2020).

Nei prossimi 8 giorni scopriremo se queste indiscrezioni si trasformeranno in qualcosa di concreto. In ogni caso, Boston e Minnesota – per motivi e in situazioni diverse – sono senz’altro tra le squadre da osservare con maggiore attenzione.