I Boston Celtics si trovano nella “terra di mezzo”. Brad Stevens si muoverà per un upgrade in ottica Playoffs, o per alleggerire il salary cap?

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A poche settimane dalla trade deadline, i Boston Celtics si ritrovano con un parziale di 7 vittorie nelle ultime 10 gare disputate, pur con alti e bassi che non accennano a sparire.

Diverse vittorie sono arrivate con grande scarto e prestazioni molto positive, come quella resa possibile dai 51 punti di Tatum contro Washington, o quella contro Sacramento, ultima partita giocata, vinta di 53 punti (128-75). Al contrario, contro Philadelphia la squadra è sempre stata in grande difficoltà, mentre contro Portland un grave blackout nel finale ha fatto sfuggire una vittoria che sembrava quasi scontata.  Insomma, ci troviamo davanti alla solita mancanza di continuità già vista negli ultimi due anni a Boston.

In questa situazione, Brad Stevens potrebbe dare peso agli aspetti positivi per continuare con questo roster, e magari cercare una o due aggiunti alla trade deadline per accrescerne la competitività, oppure ascoltare i motivi (ottavo posto ad Ovest, poche chances di competere per il titolo e salari sopra la soglia della luxury tax) che suggerirebbero un “passo indietro” sul mercato.

La prima opzione vedrebbe i Celtics comportarsi in modo aggressivo alla deadline, sfruttando magari la trade player exception di $17 milioni generata dall’addio di Evan Fournier, con la speranza di acquisire un buon playmaker e/o un tiratore da affiancare a Jayson Tatum e Jaylen Brown.

Avevamo parlato di 10 possibili “terze stelle” per Boston qui, mentre gli ultimi rumors suggeriscono il nome di John Wall.

Un profilo interessante come tiratore potrebbe essere quello di Duncan Robinson, nel caso in cui realmente fosse disponibile sul mercato; oppure, con caratteristiche diverse (in entrambe le metà campo), ci sarebbero pure Robert Covington ed Harrison Barnes, a loro volta con le valigie in mano (la concorrenza non manca) in questa trade season.

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Insomma, i giocatori di qualità che potrebbero muoversi sono diversi, e alcuni di questi potrebbero far compiere un importante passo avanti alla squadra nell’immediato. Ma è davvero quello che cercano Brad Stevens e soci?

In caso contrario, l’alternativa è probabilmente quella meno intrigante per i tifosi, ma forse più realistica: dire addio a qualche veterano – come Dennis Schroder (che in ogni caso verrebbe perso in estate), Josh Richardson, Al Horford (entrambi coinvolti nelle trade talks che portano a John Wall), Enes Freedom e magari anche Marcus Smart – per alleggerire il salary cap, a discapito di coloro che non rientrano nei piani a lungo termine di Boston.

Intraprendendo questa strada, si proverebbe a valorizzare maggiormente il livello dei giovani già presenti a roster. Cosa che ad oggi, forse, Ime Udoka non sta facendo nel pieno delle potenzialità: Romeo Langford sta giocando 18.1 minuti di media, mentre Pritchard e Nesmith solamente 13.6 e 10.7 a testa. Proprio per questo, scambiare uno o due veterani potrebbe essere la soluzione per dare un minutaggio più corposo a questi tre ragazzi, e per far partire Grant Williams in quintetto. Attenzione anche a Sam Hauser, che ha fatto bene in G-League e potrebbe ritagliarsi un piccolo spazio nella seconda metà di Regular Season.

Una terza opzione sarebbe quella di non muoversi sul mercato, ma è difficile che ciò avvenga, vista la terra di mezzo in cui i Celtics si trovano attualmente: i ragazzi di coach Udoka non vinceranno il titolo, anzi potrebbero faticare anche a raggiungere i Playoffs, dunque forse è meglio guardare al futuro di questo gruppo.