È arrivato, forse, il primo vero botto del trade market. I New Orleans Pelicans decidono di cambiare, bussano alla porta degli Atlanta Hawks e portano a casa Dejounte Murray in cambio di Larry Nance, Dyson Daniels, EJ Liddell, Cody Zeller (sign&trade) e 2 prime scelte future – la 2025, via Lakers, e la 2027 (la meno favorevole fra quelle di Bucks e Pelicans). Lato Atlanta, sembra essere una mossa che avvicina la franchigia al retooling, nonché la conferma del fallimento dell’esperimento Murray – per il quale erano state investite 3 prime scelte e un pick swap, Draft capital parzialmente recuperato ma piuttosto sostanzioso. Per dare un’idea, gli Spurs hanno i diritti sulla first-round pick del 2025, su quella del 2027 e il diritto di swap con quella del 2026 degli Hawks: in poche parole, se la squadra sarà poco competitiva, l’unica a trarne beneficio sarà San Antonio. Il rinnovamento, adesso, partirà dalla prima scelta assoluta appena selezionata, il francese Zaccarie Risacher. Secondo alcuni rumors di mercato, il rookie francese sarebbe l’unico vero intoccabile a roster assieme a Jalen Johnson. Potrebbe quindi non sorprendere vedere una trade per Trae Young o una contender bussare alla porta degli Hawks nel tentativo di portarsi a casa Bogdan Bodganovic. Atlanta con questa trade comunque libera spazio salariale, potenzialmente crea una trade exception e aggiunge un paio di giocatori di rotazione utili per cercare di giocare una regular season di livello.

Lato Pelicans, invece, sentimenti contrastanti. Aggiungono al proprio backcourt una point guard come Dejounte Murray brava a rubare palloni e che negli anni sta migliorando anche come facilitatore, ma che allo stesso tempo non si è mai distinta in carriera per il tiro da tre punti o per un gioco ad alta efficienza. Ha anche un contratto molto lungo e ricco, $28.5 milioni di media fino al 2028. Stando a Wojnarowski, Nola sembra intenzionata a concentrare i propri investimenti su Zion Williamson, trattenendo CJ McCollum, cercando invece di piazzare i $36 milioni di Brandon Ingram. Quest’ultimo può sicuramente essere utile in altri contesti, fornendo il proprio scoring mortifero e un playmaking molto maturato, ma tende a fermare troppo la palla in un attacco già stagnante come quello dei Pelicans, non offrendo spacing dinamico e, anzi, otturando la manovra nei quintetti con Zion. Oltre a uno scambio di Ingram, le altre due priorità per quest’offseason potrebbero essere quella di trovare un accordo con Trey Murphy per la rookie extension e quella di allungare la rotazione dei lunghi, specie ora che Valanciunas sarà free agent e che Larry Nance è andato ad Atlanta. Anzi, non essendo ancora ufficiale lo scambio, è probabile che ci saranno aggiornamenti: i Pelicans, al momento, avendo ricevuto indietro più denaro di quanto ne hanno ceduto, sono hard capped al primo apron – devono cioè operare entro i $178.7 milioni di cap. Il solo problema è che hanno 11 contratti a libro paga e si trovano poco sotto la luxury tax line ($160 milioni circa di spese totali), dunque con pochissima flessibilità per firmare altri 3/4 giocatori e colmare anche i propri vuoti. Sarà un’offseason delicata per il GM Griffin e i Pelicans, chiamati a riscattarsi dopo lo sweep subito al primo turno dai Thunder e ormai svariate stagioni senza una scintilla. Solo il tempo ci dirà se la scelta dei New Orleans Pelicans sarà giusta ma, dopo la trade per Dejounte Murray, le intenzioni sono chiare: non vogliono più stare a guardare.