Il ferro ama Nikola Jokic come nessuno, e questo non smette di stupire coach e compagni.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Bennett Durando e pubblicata su The Denver Post, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.
Il ferro ama Nikola Jokic esattamente quanto sua madre. Inspiegabilmente si addolcisce per lui, accogliendo ciò che il serbo gli lancia, abbracciando il pallone quasi invariabilmente in situazioni in cui altri tiratori vengono respinti. Come un’illusione ipnotica, il metallo diventa morbido come un cuscino. Questo è il risultato ottenuto quando Jokic è al meglio della forma. Ed anche quando è in ottima salute. Al momento, sono valide entrambe le frasi.
David Adelman, coach dei Denver Nuggets, al termine della sfida di giovedì ha affermato che i ripetuti problemi al polso hanno influito sul suo tocco al tiro negli ultimi anni – in contrasto con l’avvio stagionale. Dopo la prestazione da 35 punti che ha condotto alla vittoria dei Nuggets per 122-108 contro i Sacramento Kings, Jokic ha migliorato la sua efficienza nel tiro entro l’arco, con la percentuale del 78.6%.
Nelle prime 11 uscite di Regular Season ha realizzato l’incredibile cifra di 101 delle sue 129 conclusioni totali da dentro l’arco. “Sembrerebbe tutto a posto per adesso”, ha affermato Coach Adelman parlando del polso del centro. E la conferma è arrivata con i 55 punti in meno di 34 minuti contro i Clippers.
“Non ci sono molte parole per poter descrivere ciò che sta realizzando per ora. E lo ha fatto in meno di 35 minuti, cosa molto buona per noi. Non abbiamo dovuto impiegarlo troppo. Nikola ovviamente sta giocando a livelli incredibili.”
Coach David Adelman
Dopo il primo allenamento del Training Camp di ottobre, il polso di Nikola Jokic era avvolto nella borsa del ghiaccio – chiaro sintomo di dolore o disagio. Potrebbe esser stato un cattivo presagio per la stagione dei Nuggets, ma il dolore non si è più fatto vivo. Jokic ha descritto la natura dell’infortunio come del tutto casuale – in altre parole, in alcuni giorni il dolore può essere pesantemente fastidioso e in altri essere del tutto assente.
Ha segnato 16 tiri su 19 a Sacramento, confidando solamente sulle conclusioni da 2 punti fino agli ultimi 90 secondi di gioco, quando i Kings si sono spinti fino al -7 e lo hanno costretto a sfoderare una tripla subito dopo aver eseguito un pick&roll. Non è stata una giocata stratosferica – il perimetro è la situazione di gioco in cui il Joker non è stato brillante quest’anno, sebbene abbia risposto con 5 triple su 6 tentativi contro i Clippers -, ma è riuscito a metterla dentro per ribadire il vantaggio.
“Quando il Joker segna anche dal perimetro, diventa impossibile da marcare. Ed è già impossibile da marcare!”
Aaron Gordon
Nikola Jokic ha una media di 35.8 punti, 12 rimbalzi e 11 assist con il 73.9% al tiro nel corso della streak di 6 vittorie dei Denver Nuggets. “Sembra quasi divertente”, ancora Coach Adelman.
“Quando diciamo certe cose ai ragazzi mentre mostriamo delle giocate in video, sono assurde, come ‘Hey, devi essere pronto per questo! Potrebbe accadere’. Perché non lo si farebbe con nessun altro essere umano. I passaggi che esegue hanno l’aspettativa che qualcuno li riceva e metta dentro il pallone, ma in situazioni in cui i ragazzi non sono mai stati, perché non hanno mai giocato al fianco di un giocatore del genere. E penso sia qualcosa di simile al giocare al fianco di Magic (Johnson, ndr) o Larry (Bird, ndr) o giocatori di quel livello.”
Coach David Adelman
La vera magia di queste performance risiede nel tocco che ha messo in mostra, tra swish e rullate. “Ha segnato da tutto il parquet,” ha sottolineato Adelman in seguito. Un jumper dalla linea dei liberi dopo la palla a due iniziale e a conclusione del primo possesso di Denver della sfida contro Sacramento. Un baby-hook contro Domantas Sabonis dopo una rapida giocata in transizione per assicurarsi due punti nel pitturato. Un tocco facile. Un layup contro il tabellone in drive nel traffico. Una realizzazione dopo aver fatto da rollante per Johnson.
Un floater che ha baciato la parte frontale del ferro prima di rotolare dentro. Un altro floater, che però non ha toccato altro che la retìna. Ed un altro floater, un altro ancora… come quello che ha fatto imprecare anche un veterano come Chris Paul, che dovrebbe averle viste tutte.
“Ha il miglior floater della lega,” ancora Aaron Gordon. “Semplicemente, non ne sbaglia uno,” ha affermato invece Cam Johnson.
“Non li sbaglia. Esegue solo una traiettoria perfetta. E lo fa ogni singola volta. Per lui è facile. E fin quando riusciremo a passargli il pallone, lui riuscirà a metterli dentro.”
Cam Johnson
O almeno fin quando il polso funzionerà.
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