Questo articolo, scritto da Mat Issa per Raptors Republic e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 5 novembre 2021.


Dopo solamente otto partite giocate in NBA, Scottie Barnes è già emerso tra i leader della corsa per il premio di Rookie of the Year (o perlomeno, è così che la penso io). Si tratta di un giocatore ancora molto giovane, eppure che ha già mostrato interessanti caratteristiche in entrambe le metà campo.

Il futuro oggi appare radioso per la quarta scelta al Draft 2021, e se giocherà bene le sue carte, c’è la possibilità concreta che in carriera possa venire nominato in un quintetto All-NBA. Per farlo, avrà bisogno di un percorso costante di crescita. Al di là della brillante partenza, infatti, Scottie ha ancora tanto lavoro da fare.

In questo articolo mi sono divertito a provare a individuare sei giocatori NBA – presenti o del passato – con cui Barnes ha qualche somiglianza, e perché il rookie dei Toronto Raptors dovrebbe studiare il loro gioco per crescere.

Draymond Green

Partiamo dal più ovvio. Ho letto innumerevoli scouting report prima del Draft che citavano Draymond come giocatore maggiormente comparabile all’ala da Florida State. Noto anche io i punti di contatto (i passaggi, il fisico, la versatilità difensiva), ma fino a un certo punto. E che Barnes possa raggiungere il livello di un giocatore che si è avvicinato alla top-75 di tutti i tempi è molto difficile.

In ogni caso, ci sono diverse caratteristiche di Green che potrebbero diventare importanti per lo sviluppo di Barnes nei prossimi anni. Ad esempio, quell’istinto naturale nel mettere palla per terra e condurre la transizione dopo un rimbalzo.

E lo abbiamo già visto fare a Barnes nelle prime partite:

Come sappiamo, le capacità di Green come playmaker primario a metà campo lo hanno reso un giocatore fondamentale nelle ultime stagioni e nei successi dei Warriors.

Abbiamo visto Scottie fare una serie di buone letture da facilitatore secondario/terziario, che fanno presagire dei possibili miglioramenti in futuro come playmaker. Anche solo avvicinarsi al livello di Draymond alzerebbe di molto il suo potenziale offensivo.

Infine, chiaramente c’è la rinomata versatilità difensiva di Green, e anche la sua capacità nei boxout contro avversari più grossi. La sua bravura in questo è il fondamentale per gli Warriors, che possono giocare una difesa di alto livello con Green da 5.

Barnes ha già alcune similitudini con Green in transizione. Per diventare la versione migliore di se stesso, migliorare nel playmaking e nella difesa contro giocatori più fisici sarebbero due step molto importanti.

Lamar Odom

Barnes non ha un punto di forza nel tiro da fuori, come dimostra il suo attuale 22% da tre su 1.2 tentativi a partita. Lamar Odom non andava molto meglio, con il 31% in carriera su 2.2 tiri a partita, ma riuscì comunque a essere un attaccante di alto livello sviluppando una grande affidabilità nel penetrare e scaricare la palla ai compagni per tiri ad alta percentuale.

La sua attitudine ad attaccare il canestro gli permetteva anche di guadagnare punti ai liberi, un altro aspetto in cui Barnes ha fatto fatica, con soli 4.9 FT / 100 poss; una cifra discreta, anche se ben lontana da quella di Odom al suo primo anno (7.8).

Anche se Barnes non dovesse mai diventare un tiratore affidabile, potrebbe comunque essere un attaccante pericoloso in penetrazione. Soprattutto se migliorasse nel palleggio, per prendere falli o servire i compagni sugli scarichi.

Marques Johnson

Parlando di assidui frequentatori della restrcited area, Marques Johnson era praticamente un maestro nello sfruttare le sue braccia lunghe per chiudere al ferro.

Scottie migliorerà in questo, prima di tutto diventando più aggressivo col passare del tempo.

Una cosa che ho notato osservando Barnes finora è che, sebbene sia splendido nell’avviare la transizione, deve ancora lavorare sul finishing – un limite che certamente Marques Johnson non aveva:

Andrei Kirilenko

Molte franchigie NBA oggi cercano di trovare dei buoni rim protector che siano in grado di portare in dote all’attacco tiro e/o di playmaking.

Barnes non ha la stazza di un lungo tradizionale, ma diventare un solido difensore in aiuto sarebbe importante. Ed ecco perché mi è venuto in mente AK47, che mantenne una BLK% in carriera tipica di un centro, incluso un assurdo 8.5% nel 2004/05.

Kirilenko, poi, era eccezionale anche quando doveva difendere contro guardie o ali piccole sul perimetro, qualcosa che a Barnes è stato richiesto spesso al college e all’inizio della sua carriera NBA.

Boris Diaw

Mi ha un po’ infastidito, nelle prime partite, vedere gli avversari provare a mettere difensori più piccoli su Barnes, senza che lui provasse a far valere la differenza fisica contro di loro. La ragione principale è dovuta alla mancanza di un gioco in post affidabile.

Diaw non ha brillato sotto questo aspetto fino alla stagione 2005/06, quando ha conquistato il premio di Most Improved Player.

Barnes ha braccia molto lunghe e può tirare sulla testa di tanti difensori. Nel tempo, dovrà costruire un gioco spalle a canestro che gli permetta di sfruttare queste situazioni.

Bo Outlaw

Bo si è guadagnato una carriera NBA di 15 anni, pur non essendo un buon tiratore né un gran realizzatore, grazie alla sua difesa, ai suoi rimbalzi offensivi e all’energia che portava in campo. Era instancabile.

Barnes si trova attualmente nell’89esimo percentile per tiri di squadra convertiti in rimbalzi offensivi, secondo Cleaning the Glass.

Bo Outlaw è tutt’ora l’ottavo miglior giocatore di sempre nella statistica Defensive Box Plus-Minus (Basketball Reference, 2.45). Il che non significa che sia fra i migliori difensori di sempre, ma che era in grado di aiutare considerevolmente la squadra nella fase difensiva, quando era in campo.

Ho avuto la possibilità di fare una chiacchierata con Bo mentre lavoravo a questo articolo, e lui stesso ha sottolineato l’importanza, nella prima fase della carriera, di essere un buon giocatore lontano dalla palla. Questo consente di sviluppare una maggior consapevolezza e sicurezza, e di preparsi per prendere più decisioni palla in mano negli anni successivi.

Abbiamo già intravisto questo sviluppo con Barnes, con il tempo passato al college giocando soprattutto lontano dalla palla che lo ha fatto diventare uno dei giovani più evoluti come letture in NBA. E penso che, giocando lontano dalla palla nell’attacco di Nick Nurse, la sua capacità di creare spazi e leggere il gioco potrà migliorare molto.

Conclusione

È ovviamente impegnativo chiedere a Scottie Barnes di diventare un attaccante pericoloso con la palla in mano, uno slasher aggressivo in grado di guadagnarsi molti tiri liberi, un miglior attaccante in post e anche un rim protector affidabile. Ma queste sono tutte direzioni in cui può svilupparsi.

Riuscirci in tutte sarebbe incredibile, ma farlo anche solo in qualcuna lo renderebbe un giocatore molto interessante.