Una preview del primo turno tra Thunder e Suns, analizzando le principali chiavi tattiche.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Clemente Almanza e pubblicata su OKC Thunder Wire, tradotto in italiano da Niccolò Scquizzato per Around the Game.
Dopo una settimana di attesa, gli Oklahoma City Thunder hanno finalmente scoperto chi sarà il loro avversario nel primo turno dei Playoffs NBA 2026. Affronteranno i Phoenix Suns, ottava testa di serie. Come negli ultimi due anni, hanno dovuto attendere l’esito del Play-In per conoscere il loro accoppiamento.
I campioni in carica hanno chiuso la stagione regolare con un record di 64-18, il migliore dell’NBA, e un point differential di +11,1. Ci si aspetta che Shai Gilgeous-Alexander vinca il titolo di MVP per il secondo anno consecutivo. Forti del dominio dimostrato lo scorso anno, partono come favoriti per il titolo.
Nel frattempo, i Suns continuano a godersi il ruolo di una delle storie più piacevoli dell’anno. Hanno chiuso la stagione regolare con un sorprendente record di 45-37. Si sono aggiudicati un posto ai playoffs in una partita da dentro o fuori, battendo i Golden State Warriors per 111-96.
Prima dell’inizio della serie con Gara 1 al Paycom Center domenica, ecco un’anteprima che analizzerà gli scontri diretti, gli x-factor e una previsione di questo primo turno:
Shai contro i Suns
Potete analizzare tutte le minuzie tattiche che volete: alla fine tutto si riduce a Gilgeous-Alexander. Non a caso è il miglior giocatore dell’NBA. Si presenta a questo primo turno di playoffs come il numero uno indiscusso. I Suns dedicheranno la prossima settimana a studiare strategie per limitarlo. Ma probabilmente sarà tutto inutile.
Gilgeous-Alexander ha mantenuto una media di 30 punti con il 50.9% al tiro e 7.3 assist nelle tre partite contro i Suns in questa stagione. Ha tirato con il 50% da tre punti su 4.7 tentativi. Anche se questi numeri sembrano ordinari per i suoi standard, una di quelle partite ha visto una storica vittoria in blowout nella NBA Cup.
Probabilmente i Suns schiereranno Dillon Brooks in marcatura su Gilgeous-Alexander. Lo metterà a dura prova in molti isolamenti in uno-contro-uno. Anche altri giocatori di Phoenix avranno modo di misurarsi con l’attuale MVP, vedremo se riuscirà finalmente a disputare una serie da protagonista nel primo turno. È stata l’unica pecca nel suo curriculum nei playoffs: solitamente è troppo rilassato ad inizio post-season. I Thunder potrebbero aver bisogno che lui realizzi canestri decisivi contro una difesa tra le prime 10.
La serie di riscaldamento per Jalen Williams
Il tifoso medio definirà questa serie come quella “da NBA TV”. Ma se si scava un po’ più a fondo, si scoprono alcuni retroscena succulenti tra Jalen Williams e i Suns. Dopotutto, l’anno scorso si è infortunato al polso nella loro arena in una partita di regular season ormai inutile, dopo che si erano già assicurati il primo posto in classifica. Passiamo a quest’anno: ha subito il suo secondo stiramento al tendine del ginocchio nella stessa arena. Ciò gli è costato tre settimane di stop.
Quindi sì, un bel po’ di sfortuna a Phoenix. Il che è piuttosto divertente, considerando che è lì che si trovano le radici di Williams. Ha giocato solamente 33 gare nel corso della stagione, il che significa che sta ancora cercando di recuperare la velocità NBA. E come tutti sappiamo, il ritmo dei playoffs è tutta un’altra cosa. JDub però dichiara di sentirsi pienamente in forma per questa post-season. Vediamo se riuscirà a scrollarsi di dosso ogni residuo di ruggine nel primo turno.
Sebbene non si possa sottovalutare un avversario nei playoffs, i Thunder dovrebbero avere la meglio sui Suns. Il divario di talento alla fine sarà troppo grande da superare. Senza voler sminuire eccessivamente le possibilità di Phoenix di compiere un’impresa alla Davide, questo potrebbe aiutare Williams a ritrovare il ritmo e a diventare l’altro giocatore di OKC in grado di segnare 20+ punti. E questo sarà molto più importante nei turni successivi.
Holmgren contro i lunghi di Phoenix
Al massimo della sua forma, Holmgren si presenta ai playoffs NBA più pronto che mai. Ha l’esperienza dalla sua parte, con un anello da campione al dito. Anche il fisico è dalla sua parte questa volta, a differenza dello scorso anno, quando ha dovuto affrontare due mesi di playoffs a ritmo ridotto a causa di una frattura all’anca che gli era costata tre mesi di stop.
I Suns sono stati protagonisti di una storia fantastica grazie al loro stile small-ball. Giocano in modo simile a quello di OKC, causando un gran numero di palle perse agli avversari. Dall’altra parte, il loro attacco è affidato totalmente alle guardie. Non è una scelta di stile, ma una necessità. Il frontcourt di Phoenix non è particolarmente temibile, almeno per quanto riguarda le dimensioni.
Mark Williams è stato una bella scoperta, ma gli infortuni continuano a tormentarlo. È davvero l’unico vero centro in rosa. Hanno dovuto schierare Oso Ighodaro nella vittoria del play-in contro i Warriors a causa della mancanza di profondità nel reparto lunghi. E questo crea le condizioni ideali per Holmgren. Ha avuto la sua migliore stagione in termini di punti segnati con 17.1 punti e il 55.7% al tiro. Gran parte di questo è dovuto al fatto che è un finisher al ferro, sia con alley-oop che con rimbalzi offensivi. Chet può contare proprio su quelle stesse conclusioni contro i Suns. È pronto per una grande serata in termini di scoring.
Come i Thunder limiteranno Green
La carta jolly dei Suns. Green non ha disputato nessuna delle cinque partite di stagione regolare tra queste due squadre. Ciò significa che i Thunder lo vedranno all’opera per la prima volta da quando è entrato a far parte dei Suns. Anche se i problemi agli adduttori lo hanno limitato a sole 32 partite, ha comunque dimostrato la stessa versatilità in attacco.
In alcune serate sembra una superstar NBA. Ha segnato 35 punti nella sconfitta contro i Portland Trail Blazers e ben 36 punti nella vittoria sui Warriors nel play-in. Contro questi ultimi, ha chiuso con un incredibile 8 su 14 da tre. In altre serate, invece, è stato deludente. In questa stagione ha registrato una media di soli 17.8 punti con il 42.2% al tiro.
Sappiamo già che OKC farà di tutto per limitare Booker. È senza dubbio il miglior giocatore di Phoenix. E anche se per lui è stata un’annata negativa, quando ha la palla in mano bisogna stare all’erta. Basta vedere cosa è successo quando ha segnato il game winner contro Oklahoma City all’inizio di questa stagione.
Perciò se i Thunder riusciranno a limitare Green, l’attacco dei Suns si spegnerà in un attimo. Nessun altro è in grado di crearsi tiri da solo a roster, oltre i due citati. Aspettatevi che il trio difensivo perimetrale di OKC si concentri sul giocatore più imprevedibile dei Suns.
Quali role player si distingueranno?
È la classica domanda che ci si pone in ogni serie Playoffs. In genere, i role player rendono meglio in casa, è un fatto risaputo fin dai tempi in cui è stato inventato il basket. In questo caso specifico, sarà interessante vedere quale delle due squadre riuscirà a sfruttare meglio la propria profondità.
Sappiamo già tutto di OKC. Sono considerati la squadra con la rosa più profonda della lega. Isaiah Hartenstein, Alex Caruso e Cason Wallace sono la rappresentazione delle statistiche avanzate. Isaiah Joe e Ajay Mitchell potrebbero fare canestro con una certa regolarità. E il resto del roster non è affatto male. Devono giocare meglio delle loro controparti dei Suns, almeno in casa.
A proposito dei Suns: dopo aver puntato principalmente sulle proprie star negli ultimi due anni, quest’anno hanno finalmente rafforzato la panchina. Giocatori come Jordan Goodwin, Royce O’Neale e Grayson Allen si sono rivelate aggiunte fantastiche in questi termini. Ognuno conosce il proprio ruolo. Non ci sono grattacapi o conflitti caratteriali. È una squadra divertente in cui Phoenix ha sfruttato fino all’ultima goccia di talento del proprio roster per ottenere il miglior risultato possibile.
X-factor: Ajay Mitchell
Con una rosa sostanzialmente invariata, l’ascesa di Mitchell rappresenta la principale novità. I campioni in carica sperimenteranno cosa significa avere un secondo playmaker, una figura che era praticamente assente nella corsa al titolo NBA dello scorso anno. Il 23enne ha vissuto una stagione di grande crescita, con una media di 13.6 punti (al 48,5% dal campo) e 3.6 assist.
Nei playoffs dello scorso anno, Mitchell ha totalizzato solo 84 minuti. Quest’anno dovrebbe superare abbondantemente questo numero. I Thunder lo hanno visto affermarsi come un vero e proprio sesto uomo. È in grado di guidare la second unit o di giocare al fianco dei titolari con grande facilità. La sua propensione nell’andare spesso in penetrazione garantisce che non si affidi ai tiri dalla media per mettere a segno punti. In difesa, ha dimostrato di poter tenere testa a chiunque grazie alla sua fisicità.
I Thunder potrebbero davvero fare affidamento su Mitchell in questi playoffs. È in grado di costruirsi un tiro da solo ed è un difensore tenace che non si fa mettere i piedi in testa. E a volte, proprio in questo momento dell’anno, come ci si comporta in difesa è importante tanto quanto, se non di più, di ciò che si fa in attacco.