FOTO: Bright Side of the Sun

Questo contenuto è tratto da un articolo di John Volta per Bright Side of the Sun, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


A volte alcune mosse di mercato, ultimate senza alcun esborso e coinvolgendo dei giocatori meno illustri, si sono rivelate quelle più azzeccate. Sembrava proprio il caso dell’approdo di Eric Gordon ai Phoenix Suns la scorsa estate. Il veterano tiratore era giunto da free agent, dando la sensazione di aver creato un nuovo connubio vincente trasferendosi in Arizona. Va detto che i Suns non hanno potuto sfogliare la margherita durante la Free Agency, dovendosi accontentare di poter offrire soltanto minimi contrattuali, spesso appetibili solo per veterani alla ricerca di chance di vittoria. Eric Gordon, veterano con ben 15 anni di carriera alle spalle, ha vinto il 6th Man of the Year nella Stagione 2016/17. In carriera ha una media del 47.1% da oltre l’arco, ed il suo arrivo ai Suns avrebbe dovuto colmare una delle lacune più grandi in post-season: un tiratore efficace e costante in uscita dalla panchina ai Playoffs.


In teoria sarebbe dovuta andare così, ma all’atto pratico la Stagione 2023/24 è stata piena di dubbi ed incertezze per Gordon. La sua efficienza è andata in netto calo quando gli è stato chiesto di svolgere proprio il ruolo di 6° uomo. Ad esempio, nell’ultima sfida tra Suns e Boston Celtics, persa col punteggio di 117-107, il trentacinquenne è sceso in campo per 29 minuti, con 0 punti frutto di 0/3 dal campo, tanto da spingere tifosi e addetti ai lavori a chiedersi cosa sia successo a quel cecchino infallibile che è stato lungo il corso della sua carriera.

Va comunque rimarcato che EG sia di ritorno da un infortunio all’inguine, che gli è costato qualche presenza in stagione. Finora è mancato 11 volte per via di vari problemi fisici, tra cui dolore al ginocchio o gonfiore del polso destro. Dal suo ritorno post-infortunio all’inguine ha messo a referto 6 punti in 26 minuti di gioco. Per quanto concerne le medie realizzative, ha tirato col 28.1% dal campo ed il 22.2% da oltre la linea da 3 punti. Non certo i suoi livelli abituali, tanto che il suo rendimento in uscita dalla panchina è stato un vero e proprio problema per coach Frank Vogel da inizio stagione. Semplicemente, Eric Gordon non ha reso come sperato. Almeno per ora. 

Da inizio anno, partendo dalla panchina Gordon sta tirando col 31.3% da oltre l’arco, mettendo a referto 9.5 punti in 26.5 minuti di gioco, a conferma del fatto che non abbia reso svolgendo il ruolo per cui era stato messo sotto contratto. Il suo punto di forza parrebbe esser divenuto una debolezza. 

Per capire se sia soltanto un problema inerente alla sua nuova squadra oppure una sua caratteristica, bisogna analizzare il corso della sua lunga carriera in NBA. Prima di quest’anno, EG ha collezionato ben 818 presenze in Regular Season, di cui 628 in starting line-up con le canotte di Los Angeles Clippers, New Orleans Hornets/Pelicans e Houston Rockets. Ciò significa che ha giocato 190 partite in uscita dalla panchina e che almeno per le prime 8 stagioni in carriera, Gordon ha fatto parte del quintetto iniziale. Il suo passaggio in second unit è avvenuto nella Stagione 2016/17, quando aveva firmato con gli Houston Rockets da free agent, avendo davanti a sé James Harden e Pat Beverley nel ruolo di guardia. Il suo livello quell’anno è stato eccellente, tanto da meritare il premio 6th Man of the Year, con 16.2 punti di media in quei Rockets che hanno terminato la stagione con un record di 55-27. 

Usando quella stagione come giro di boa della sua carriera, è possibile analizzare gli ultimi 7 anni disputati da Eric Gordon in NBA, per verificare se effettivamente abbia reso maggiormente da starter o da 6° uomo, ovviamente per quanto riguarda la sua efficienza al tiro – soprattutto da oltre l’arco. Il tiro da 3 punti è la statistica in cui EG ha registrato il peggior calo: attualmente sta tirando il 13.8% peggio quando impiegato da subentrato. 

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Dal grafico si desume una seria regressione nel rendimento di Eric Gordon, e che dalla Stagione 2019/20 ha performato meglio se impiegato in uscita dalla panchina, almeno per quanto riguarda la sua efficienza al tiro da oltre l’arco. E non soltanto perché le sue percentuali hanno raggiunto livelli d’élite, con il 46.7% della scorsa stagione come miglior risultato. Ma, proprio come Peyton Manning nelle sue due ultime stagioni ai Denver Broncos, Eric Gordon non è il solito Eric Gordon. I motivi non sono noti, ed è improbabile che la pausa tra lo shoot around ed il momento del suo impiego da parte di coach Frank Vogel possa influire sul suo rendimento. 

Non serve perdere troppo tempo per spiegare i motivi per cui Eric Gordon al massimo del suo rendimento possa cambiare le carte in tavola per i Suns, ma certamente rappresenterebbe l’arma in più a disposizione di coach Vogel ai Playoffs. In compenso, proveremo a snocciolare qualcuna delle ragioni per cui potrebbe esserlo. Innanzitutto è necessario che ci sia in campo un uomo affidabile quando uno tra Devin Booker e Bradley Beal è a riposo in panchina, poiché bisogna mantenere alto il livello di produzione di gioco. La franchigia dell’Arizona ha necessità di mantenere alto il ritmo offensivo anche quando i suoi uomini migliori stanno riposando, ed ecco il primo motivo per cui è stato messo sotto contratto Eric Gordon.

Si potrebbe considerare un impiego di Gordon da starter, in luogo di Grayson Allen. Molti potrebbero storcere il naso, ed è comprensibile: l’opportunità potrebbe esser tenuta in considerazione in certe occasioni, ma non dovrebbe essere la soluzione a tutti i problemi dei Suns. Dal punto di vista difensivo non dovrebbe cambiare molto, in compenso va sottolineato che Allen da starter sia tra i migliori dei Phoenix Suns per rendimento. 

La speranza è che EG riesca a sfruttare gli ultimi scampoli di Regular Season per ritrovare sé stesso ed il suo livello abituale, che non è certamente i 3 tiri, neppure andati a segno, contro i Boston Celtics. Nella sua lunga carriera, Gordon ha certamente affrontato altri momenti bui, dimostrando di saperne uscire meglio di prima. E data la sua enorme esperienza, ci si aspetta che riesca a porre rimedio a questa sua annata anomala.