Brutto inizio di San Antonio (3-7), e qualche scelta discutibile di Coach Pop.

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Questo contenuto è tratto da un articolo di Josh Paredes per Air Alamo, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


Il record dei San Antonio Spurs, dopo la vittoria sul campo dei Magic e la successiva sconfitta contro OKC, è di 3-7. Le sconfitte, anche se spesso con distacchi poco ampi, hanno confermato già dalle prime uscite quello che ci si attende in Texas per questa stagione, ovvero una stagione nei bassifondi della Western Conference.

Le ragioni dei primi insuccessi sono varie, tra cui un pessimo gioco nei finali di gara e la mancanza di un uomo a cui affidarsi offensivamente. Dopo la mancata vittoria contro i Mavs, in ogni caso, anche l’operato di coach Gregg Popovich è stato criticato da fan e media locali.

Penso che Pop sia il più grande allenatore di pallacanestro di sempre, ma l’anno in arrivo per gli Spurs non può essere e non sarà vincente. L’obiettivo della stagione è chiaramente quello di sviluppare lo young core, il che presuppone poche soddisfazioni nel breve termine e richiede tanta pazienza da parte dei tifosi. Ciononostante, con alcuni piccoli aggiustamenti, alcune delle prime 7 sconfitte potevano essere evitate, forse. O quantomeno, potevano essere occasioni in cui responsabilizzare i giovani che l’organizzazione vuole sviluppare.

È ovvio che non tutti potranno giocare in modo consistente, non ha senso aspettarselo. Allo stesso tempo, è davvero possibile aspettarsi che Tre Jones possa crescere in modo rilevante con un impiego così limitato? Nella gara contro Dallas, la 41esima scelta al Draft ha giocato solo 2 minuti, a fine primo quarto, dove ha avuto un buon impatto – poi niente.

Oppure, non capisco perché, sempre contro i Mavs, Pop non abbia schierato Jock Landale: contro Boban Marjanovic sarebbe potuto essere molto utile. Tra l’altro, mancava Jakob Poeltl, motivo in più per dare una chance all’australiano. Come prevedibile, Boban ha tirato benissimo (8/10 dal campo) data la resistenza avversaria quasi nulla. Per Marjanovic sarebbe stato più difficile contenere un giocatore come Jock che può tirare da fuori, e sicuramente avrebbe faticato di più dal lato offensivo. Invece, a passare più tempo difensivo (in totale 4 minuti) su di lui sono stati Drew Eubanks e Thaddeus Young, che hanno concesso il 72% al tiro al centro serbo.

Non vedo davvero il motivo per cui, nella situazione attuale degli Spurs e in assenza di Poeltl, Lockdale non sia potuto scendere in campo. Non doveva essere questo l’anno degli esperimenti?

Senza un giocatore in grado di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti decisivi, gli Spurs stanno faticando a chiudere le partite.

Doug McDermott, sempre contro i Mavs, stava difendendo male, specialmente nel 4Q a causa dell’accoppiamento contro un ottimo Jalen Brunson. Ci si aspettava un cambio nel finale, ma ciò non è avvenuto, con l’ex Pacers che è restato in campo, faticando molto in difesa e contribuendo poco anche dal lato offensivo. Non è una critica a lui, dato che aveva appena recuperato da un infortunio – ma perché Popovich non ha dato spazio a Lonnie Walker? Oppure, perché non mettere in campo un passatore migliore per la rimessa finale, affidata a Keldon Johnson e terminata con un passaggio quasi fuori dal campo. Un’altra scelta discutibile, che ha portato ad un’altra sconfitta.