Foto: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Marc J. Spears per Andscape, tradotto in italiano da Anna Cecchinato per Around the Game.


Il veterano che ha cambiato la dinamica difensiva dei Lakers


Dopo Gara 1 delle semifinali della Western Conference, in spogliatoio, l’ala piccola dei Los Angeles Lakers, Jarred Vanderbilt, ha detto al compagno di squadra LeBron James che Stephen Curry corre come un maratoneta. Se Curry corre così tanto, Vanderbilt non è da meno, essendo il principale incaricato di difendere il leggendario tiratore scelto dei Golden State Warriors.

“Stavo dicendo a LeBron che non ho idea di quanto abbia corso quel (imprecazione). Ho pensato, ‘Dio santo’”, ha detto Vanderbilt dopo la vittoria dei Lakers per 117-112 in Gara 1.

Il centro Anthony Davis è stato il protagonista assoluto della vittoria dei Lakers in Gara 1 al Chase Center con 30 punti, 23 rimbalzi 5 assist e 4 stoppate. Di fronte alla grande prestazione di Davis è andato un po’ perso l’impatto difensivo di Vanderbilt.

Curry ha viaggiato a una media di 33.7 punti e 4.9 triple a partita nelle sette gare contro i Sacramento Kings al primo turno. Il leader in carriera per quanto riguarda i tiri da tre ha segnato il record NBA di 50 punti in Gara 7 nella vittoria 120-100 contro i Kings. Il due volte MVP è anche ampiamente considerato il più grande tiratore di tutti i tempi.

In Gara 1 contro i Lakers, Curry ha messo a referto 27 punti con 10 su 24 dal campo, 6 su 13 da tre e 5 palle perse con Vanderbilt a difenderlo. È stata la partita con il punteggio più basso per Curry nelle otto gare disputate in offseason fino a quel momento, per poi scendere ancora in Gara 2 – dove ha comunque agito più da playmaker, con 20 punti ma 12 assist – e soprattutto in Gara 3, dominata dai giallo-viola.

Sia Vanderbilt che Dennis Schröder hanno fatto un ottimo lavoro difendendo su Curry. Secondo ESPN Stats & Information, Curry ha tirato 2 su 6 dal campo quando a difenderlo era prevalentemente la guardia Dennis Schröder. I Warriors hanno tirato 11 su 40 dal campo e hanno subito 9 stoppate quando Davis, James e Vanderbilt hanno contestato il tiro.

 “E’ un giocatore straordinario”, ha detto Vanderbilt di Curry. “È ancora più pericoloso off ball. Un momento pensi di poterti rilassare e abbassare la guardia, ma è proprio lì che devi fare più attenzione”.

“È un osso duro da marcare. Bisogna che più persone gli si lancino addosso, a cominciare da me, Dennis, credo che tutti abbiano fatto un ottimo lavoro nello stargli addosso, stancarlo e rendergli le cose difficili”.

Foto: NBA.com

Ciò che rende Vanderbilt un difensore speciale è la sua rapidità di una guardia, con un’altezza di 203 centimetri. “Vando” ha un’apertura alare di 215 centimetri e a braccia alzate raggiunge i 269 centimetri. Curry, invece, è alto 188 centimetri e un difensore con un vantaggio del genere in altezza può limitarlo al tiro.

I Lakers hanno acquisito Vanderbilt e Malik Beasley dagli Utah Jazz e D’Angelo Russell dai Minnesota Timberwolves il 9 febbraio, spedendo Russell Westbrook, Juan Toscano-Anderson, Damian Jones e una scelta protetta al primo turno a Utah e una futura scelta al secondo turno a Minnesota. I Lakers hanno voluto Vanderbilt per la sua reputazione di difensore versatile. Dal suo arrivo, il veterano ha avuto successo nel difendere su stelle NBA come Curry, Luka Dončić e Ja Morant.

“E’ la mia vocazione in squadra. Mi piacciono questi matchup, queste sfide. Sono qui per questo”, ha detto Vanderbilt.

“Vanderbilt è stato determinante per noi fin da subito, e ha sempre accettato i compiti difensivi più difficili. Alla sua altezza, è incredibile come riesca a difendere su Ja e Steph. Ha un’energia incredibile”, spiega Phil Handy, assistente allenatore dei Lakers.

“Non riuscirà a fermare Ja e Stephen, ma la sua capacità di usare la sua stazza, altezza e rapidità nel metterli in difficoltà lo rende un difensore di livello superiore. Un bravo ragazzo. È stato una parte importante di quella trade per noi. Ha cambiato la dinamica della nostra difesa”.

Sebbene sia impossibile fermare Curry, Vanderbilt ha fatto del suo meglio per ostacolarlo con una strategia difensiva. L’obiettivo principale di Vanderbilt era quello di usare il suo vantaggio in altezza per dissuadere Curry dal tirare da dietro l’arco, spingendolo sui blocchi e al ferro. E se Curry ci fosse arrivato al ferro, un Davis di 208 centimetri si sarebbe fatto trovare pronto per impedirgli la conclusione. Vanderbilt sta anche facendo del suo meglio per non cambiare la difesa su Curry.

“La mia stazza mi permette di impormi, cercando di mandarlo in una certa direzione, anche se è comunque difficile”, ha detto Vanderbilt, che in Gara 1 ha avuto due palle rubate. “Avere un po’ di centimetri in più su di lui aiuta. Ma è dura. È dura”.

Foto: NBA.com

La più grande giocata difensiva di Vanderbilt nella vittoria dei Lakers in Gara 1 è arrivata nei secondi finali.

Con LA in vantaggio per 115-112 a meno di 20 secondi dalla fine, Curry, raddoppiato da Vanderbilt e la guardia Austin Reaves, non è riuscito a realizzare il tiro da tre che avrebbe potuto pareggiare il risultato. Curry ha passato la palla all’ala grande dei Warriors Draymond Green, che si è immediatamente trovato davanti il rapidissimo Vanderbilt. Green a sua volta ha passato la palla a Jordan Poole, guardia dei Warriors, che ha sbagliato un tiro da tre da una distanza notevole, con Vanderbilt a contestare il tiro.

“Ho guardato molti filmati. L’avevo già affrontato in passato, ma non ai Playoffs”, ha detto Vanderbilt di Curry. “Mi sono concentrato e mi sono fidato della tattica. Ogni volta che si trova dentro la linea dei tre punti è una vittoria per noi. Basta allontanarlo da lì e fargli fare un paio di layup…”.

“Mi concentro su di lui. È ovviamente il più pericoloso in campo, soprattutto quando non ha la palla tra le mani, per il modo in cui si muove, taglia ed esce dai blocchi. La cosa più difficile era limitarlo”.

Vanderbilt ha sbagliato 5 tiri su 7 dal campo e ha chiuso con 8 punti e 6 rimbalzi nel primo incontro, ed è adesso a 4 canestri su 19 tentativi nella serie. Ma quando devi inseguire Curry per tutta la partita, non c’è più molta energia a livello offensivo.

“Oggi non è stato il massimo”, ha detto Vanderbilt del suo rendimento offensivo. “Alla fine ero esausto”.