“FONTECCHIOOOO!”

Se questa notte doveste aver assistito in diretta alla gara fra Utah Jazz e Golden State Warriors, allora questo urlo vi sarà assolutamente familiare. Simone Fontecchio non solo ha giocato la sua partita più solida in maglia Jazz, chiudendo con un career-high di 18 punti (6/10 FG, 3/6 3PT, 3/5 FT, 3 REB, 1 AST, 1 BLK in 19.33 minuti) e dando spettacolo con triple e schiacciate, ma ha anche segnato il canestro della vittoria per i suoi.

Per Simone questa è stata un’esperienza unica, e lo si è visto fin da subito una volta chiamato ai microfoni nel post-partita, ampiamente meritati. A Fontecchio sono state fatte tre domande, la prima delle quali sullo sforzo difensivo negli ultimi possessi, che ha permesso ai Jazz di recuperare 2 palloni negli ultimi 20 secondi, mettendo pressione a una Golden State un po’ imprecisa nei liberi decisivi:

“Amazing. Non so cosa dire, i ragazzi sono stati fantastici e nell’ultimo paio di possessi abbiamo giocato incredibilmente in difesa. Siamo stati capaci di rubare la palla e Malik [ndr, Beasley] me l’ha passata, è il mio uomo! Amazing.”

Riportiamo la parola “amazing” (fantastico) perché è stata una costante nell’intervista di Fontecchio, visibilmente emozionato ma anche molto sorridente. Malik Beasley, “il suo uomo”, è anche quello che ha accorciato le distanze con una tripla clamorosa a pochi secondi dalla fine, prima del game winner. Simone ha fatto intendere quanto i compagni lo stiano aiutando (vedere la gioia di Mike Conley nel finale), dandogli fiducia, elemento importante per essere sempre mentalmente al meglio nei minuti in cui è chiamato a scendere in campo:

“Provo ad essere sempre pronto. Non è facile, ma ogni volta che l’allenatore mi chiama, cerco di essere pronto e di aiutare la squadra. I ragazzi sono stati incredibili, decisamente un ottimo lavoro.”

Per chiudere, non poteva mancare la solita curiosità dei commentatori statunitensi per quel mondo estraneo che è la pallacanestro “overseas”, con un focus sulle differenze rispetto alla NBA. Simone (come biasimarlo) se la sta godendo:

“La NBA è un mondo completamente diverso. Mi sto godendo ogni singolo istante di questa esperienza. Avere 10 anni di esperienza alle spalle aiuta, ma – come ho detto – la NBA è completamente diversa, perciò faccio il possibile per adattarmi e i miei compagni mi stanno aiutando ogni singolo giorno.”

Per Fontecchio, dunque, un’enorme soddisfazione, nonostante un inizio altalenante in termini di minutaggio. Di fronte agli Splash Brothers (nonostante Curry assente), però, il nativo di Pescara ha dato segno di incredibile solidità, e chissà che coach Will Hardy non si decida definitivamente a dargli una chance. Come ha ben detto il commentatore Thurl Bailey per salutare Simone: “BRAVISSIMO!“.

Nel frattempo, Simone Fontecchio ha dichiarato nell’intervista con i media nel post-gara di avere problemi più seri a cui pensare: si porterà la palla a casa, e dovrà cercare di tenerla lontana dalla figlia.