Con la trade deadline del 10 febbraio vicinissima, abbiamo raccolto le opinioni da varie community italiane su trade rumors e aspettative.

Tra una fanta-trade e l’altra, passando per un labirinto di rumors, sul nostro portale dedicato vi abbiamo accompagnato verso la trade deadline 2022, prevista per le ore 21.00 del prossimo 10 febbraio – e della quale continueremo a svolgere una live coverage totale.

Adesso, però, abbiamo deciso di passare la palla a voi, coinvolgendo varie community e singoli tifosi di alcune delle squadre che, a momento, si trovano maggiormente sotto i riflettori. Ad ognuna di queste abbiamo rivolto domande specifiche sui rumors più recenti e sulle aspettative, lasciando libero spazio alle libere opinioni.

Senza indugiare ulteriormente, in ordine di apparizione, ecco gli ospiti che parteciperanno, e che ringraziamo ancora per la disponibilità:


BOSTON CELTICS

Una mossa recente che non ha avuto grosso impatto mediatico, seppur strategica, è stata la trade a tre con Denver Nuggets e San Antonio Spurs. Secondo voi è stata una scelta intelligente o avreste mantenuto Hernangomez come trade asset?

Nicola Bogani: sempre difficile dare giudizi sino a quando il quadro non è completo e non si sanno i veri piani per il prossimo futuro. Detto questo, penso che restare in zona luxury senza essere realisticamente contenders è una stupidata da evitare nei limiti del possibile. Quindi giusto dare via Hernangomez, se questo finirà per farci uscire dalla “zona rossa”

I nomi in uscita sembrano quelli di Al Horford e Josh Richardson, ma ultimamente il giocatore con più appeal sembra Dennis Schröder. Pensate che il tedesco sia una buona pedina di scambio?

Federico Trespi: anche se in questo momento non sta attraversando un buon momento (anzi, decisamente brutto) non mi priverei di Schröder, visto che, a causa del suo basso stipendio, potremmo avere in cambio una pedina che difficilmente migliora la squadra. So che comunque il mercato NBA va guardato nella sua globalità finale e non nella singola operazione, ma la cessione di Dennis (che é il terzo miglior marcatore della squadra) per due seconde mi sembra qualcosa di troppo basso.

Generalmente si pensa che i Celtics difficilmente lo potranno rifirmare a fine stagione, ma non è proprio così, visto che potranno offrirgli un biennale da 14.2 milioni con i non-Bird Rights. Considerando che difficilmente una delle squadre con spazio salariale in rebuilding offrirà una cifra importante a Schröder, rimarrebbe da superare lo scoglio di chi potrebbe offrire la Mid-Level Exception piena, e quindi 18 milioni in due anni.

Il giocatore é sembrato legato al progetto e quindi magari questa differenza di salario non è insormontabile. Penso comunque che, qualsiasi cosa farà Stevens, sarà fatta per un discorso a largo raggio, e quindi accetterò la situazione.

Massimiliano Mauricetti: io non mi priverei di Schröder, giocatore che ha un contratto basso ($ 5.890.000) ed è spesso positivo in uscita dalla panchina. Richardson ha un contratto più alto, ma anche lui sta facendo bene dalla panchina come valida alternativa ai Jays nel ruolo di Guardia/Ala. Horford da valutare, solo se si prospetta uno scambio con un giocatore che migliora la squadra. Altrimenti lo sfrutterei fino a fine stagione come Centro backup di Robert Williams, non certo come Ala Grande titolare.

Dopo aver firmato l’estensione la scorsa estate, anche Marcus Smart sembra di recente essere stato inserito fra i nomi sul mercato. Come vi muovereste, sapendo anche che ci sarebbero già potenziali acquirenti?

Luca Comitani: faccio una premessa: sono tra i pochi che già dal principio ha ritenuto questo roster decisamente valido. Stevens ha cercato di ricreare, per quanto possibile, la squadra che arrivò a un passo dalla finale nel 2018. L’intento era chiaro: costruisco attorno ai Jay una squadra difensiva in grado di giocare ad elevata intensità. JRich, Horford, Dennis Schröder sono tutte scelte che portavano in quella direzione.

Finora le cose non sono andate proprio così per via di tanti fattori: come lo scorso anno, squadra massacrata dai protocolli COVID (n. 1 in questa speciale classifica), pessime abitudini radicate nel team dai tempi della Bubble, nuovo coach, nuovi schemi difensivi e, ultimo ma non ultimo, una stagione al tiro (troppo) sotto le aspettative da parte di gente come Tatum e Horford. Detto questo, ho sempre creduto nella squadra e ci credo tuttora. La Eastern Conference è apertissima, non vorrei passare per Homer ma non vedo una serie di Playoffs nella quale i Celtics non abbiano chance, se non contro dei Nets al completo e tirati a lucido.

Fatte queste premesse, veniamo alla domanda: credo che i Celtics non muoveranno Smart, se non per qualcosa di veramente speciale che possa aiutarli nel breve e lungo periodo. Quindi un giocatore come Bojan Bogdanovic, a mio avviso, non è la risposta. La fanta-trade proposta (con il tedesco nel pacchetto), poi, ci lascerebbe con il solo Pritchard – giocatore per il quale non ho grosse aspettative, al contrario di molti fan biancoverdi – nel ruolo di play. Per intenderci, utile come nono / decimo in rotazione e con un ceiling bassino. Discorso un po’ diverso per Horford ma anche in questo caso credo resterà a Boston oltre la trade deadline. Sta giocando un’ottima stagione, tiro da tre a parte, e sappiamo tutti come ai Playoffs si giochi gettoni che tiene ben nascosti in Regular Season.

Potrei sbagliare ma, nella sostanza, credo che Stevens si muoverà esclusivamente nel caso dovesse trovare qualcosa di davvero irrinunciabile per migliorare subito, ma con proiezione futura. Non ce lo vedo rinunciare a un asset potenziale, qualunque esso sia, per avere una squadra poco più competitiva, ma non lo vedo nemmeno nel ruolo del General Manager che si priva di uno dei veterani per fare spazio ai vari Nesmith, Pritchard o Langford. Dovessero decidere di evitare la luxury. credo troveranno strade minori e/o più vicine a un taglio di giocatori marginali. 

C’è qualcosa che ti aspetti in particolare dalla deadline? Qualcosa che ti piacerebbe vedere?

Alberto Manca: per rispondere partirei dalla seconda parte della domanda. Mi piacerebbe potesse arrivare un creatore di gioco, non necessariamente un esterno. Per esempio, un giocatore alla Joe Ingles sarebbe un profilo utile a questa squadra, e con il buon Joe che ha finito la stagione per infortunio si toglie dal mercato uno dei pochissimi tra questi richiesti coltellini svizzeri. In alternativa, non mi dispiacerebbe vedere un tiratore, qualcuno in uscita dalla panchina con un tiro affidabile e un po’ di punti veloci per contrastare i nostri frequenti momenti di sterilità offensiva.

A dire il vero, un giocatore così sul mercato c’era: Bryn Forbes, approdato a Denver sfiorando i Celtics nella trade a 3 che ha portato Hernangomez a San Antonio e Bol Bol e PJ Dozier a Boston. Era esattamente il tipo di giocatore che avrei aggiunto al nostro roster, dal costo basso e resa abbastanza garantita.

Proprio questa operazione mi porta a rispondere alla prima parte della domanda. Cosa mi aspetto? Sinceramente poco o niente, un paio di movimenti per allontanare definitivamente lo spettro della Luxury tax. Magari cercare una sistemazione per Schröder, evitando di salutarlo a 0 in estate, ma niente di più. D’altronde se ci fosse l’intenzione di mettere mano al roster, occasioni come quella dell’esterno ex-Spurs non sono né rare ne complicate da imbandire. Ma, come detto da Stevens più volte, le mosse saranno solo finalizzate ad un reale miglioramento e, ad oggi, non vedo niente di esterno al roster realmente raggiungibile che possa far migliorare la squadra.