Le voci riguardanti un possibile rientro del numero 11 dei Warriors si fanno sempre più insistenti.

FOTO: NBA.com

Il ritorno in campo di Klay Thompson, dopo due stagioni di assenza causa infortuni, è sempre più vicino. Secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe avvenire addirittura prima di Natale, nelle prossime cinque-sei settimane.

A seguito delle incoraggianti parole rilasciate recentemente da coach Steve Kerr, a rincarare la dose e accendere gli animi nella Baia ci aveva già pensato l’insider Adrian Wojnarowski (ESPN), intervenuto durante la trasmissione “NBA Countdown” qualche giorno fa:

“Se la riabilitazione dovesse continuare su questi ritmi, la data del rientro potrebbe essere fissata per le prossime settimane, realisticamente tra il 20 e il 23 dicembre.”

La conferma della notizia non può che destare curiosità, in primis riguardo il rendimento personale che potrà avere Klay dopo la lunga assenza, causata da un doppio, gravissimo, infortunio: il primo, al legamento crociato anteriore, in Gara 6 delle NBA Finals 2019; il secondo, al tendine d’Achille, nel novembre del 2020.

In secondo luogo, sarà da testare l’integrazione in questi Warriors, che hanno iniziato la Regular Season con il miglior record della NBA (11-1). Ci sarà da capire se il nativo di Los Angeles potrà riavvicinarsi ai propri livelli, e con quali tempistiche.

In ogni caso, l’avvicinarsi del rientro in campo dello “Splash Brother” non può che essere una bella notizia per la franchigia di San Francisco.

“Continuo a pensare al momento in cui entrerà in campo per la prima volta al Chase Center. Sarà davvero emozionante.”

Steve Kerr

Thompson non ha preso parte al road trip che la squadra affronterà nella East Coast, rimanendo a San Francisco per completare il processo di riabilitazione. Secondo quanto riportato da Anthony Slater (The Athletic), a fargli compagnia ci sarà anche James Wiseman, operato al menisco dopo un infortunio al termine della passata stagione.

Entrambi continueranno così il lavoro di scrimmage, con l’aspettativa di passare ad attività di 5-contro-5 senza alcun tipo di limitazione nel contatto.

Nonostante le quattro trasferte insidiose lontano dal Chase Center, risulta difficile immaginare uno scenario migliore per questo avvio di Golden State.