Dopo le recenti voci, il coach dei Jazz ha abbandonato ufficialmente il proprio ruolo, e a Salt Lake City si prospetta un’estate complicata.

FOTO: SkySports.com

Lo avevamo anticipato, quella degli Utah Jazz sarà una calda estate. Adesso, anche con una certa ufficialità. Coach Quin Snyder, infatti, ha annunciato poche ore fa le proprie dimissioni, dopo che già la scorsa estate aveva rifiutato un rinnovo.

Per l’allenatore, 636 gare sulla panchina di Utah in Regular Season, con 372 vittorie e 264 sconfitte, per una win% quasi sempre attorno al 60% nelle ultime 6 stagioni, culminate con il record di 52-20 (72.2 win%) nel 2020/21. Sfortunatamente, nonostante il sistema di Snyder si sia rivelato estremamente funzionale in stagione regolare, ai Playoffs i Jazz hanno sempre fatto molta fatica a confermarsi, raccogliendo solo tre uscite al primo turno e altrettante alle Semifinali di Conference.

Per uscire da questo limbo, a Salt Lake City si proverà a guardare avanti, anche se – come già si paventava dopo l’ennesima eliminazione prematura subita quest’anno per mano dei Dallas Mavericks – sembra essersi rotto qualcosa negli Utah Jazz. In primis, parlando di Donovan Mitchell.

Quest’ultimo, già piuttosto inquieto dopo i Playoffs fallimentari, è stato inserito da varie settimane in numerosi trade rumors che lo vedrebbero accostato a diverse squadre, con i Miami Heat in prima fila (i dettagli QUI). Siccome, quando piove, diluvia, stando a quanto riportato su ESPN da Adrian Wojnarowski, le dimissioni di Quin Snyder avrebbero gettato ulteriore scompiglio nella testa di Mitchell:

Secondo le fonti, la star degli Utah Jazz è stata definita “inquieta, innervosita e dubbiosa su cosa significhi per il futuro della franchigia”. Mitchell reputava Snyder una delle ragioni per la firma della max extension nel 2020, e la decisione del coach lo ha lasciato “sorpreso e deluso”. Mitchell accetta le ragioni del coach, ma sta già spendendo tempo a cercare di processare cosa la perdita di Snyder significhi per il futuro – suo e dell’organizzazione.

– Adrian Wojnarowski, su ESPN

Adesso, con una situazione così delicata, sia per quanto riguarda Mitchell, sia Rudy Gobert, la scelta dell’allenatore si farà complicata. Il lungo francese è reduce da un’altra grande annata difensiva, onorata con l’All-Defensive First Team, ma il rapporto con Mitchell sembrerebbe farsi sempre più complicato – sia in campo, sia fuori, spingendo a fare molte speculazioni anche sulla sua (non) permanenza (i dettagli QUI).

La scelta del nuovo Head Coach dovrà essere orientata a non turbare ulteriormente entrambi – o, quantomeno, almeno uno dei due, in modo da garantire un’ambiente il più sano possibile. Secondo Shams Charania, questi sarebbero i nomi inizialmente presi in considerazione per la panchina:

Johnnie Bryant, assistant coach dei New York Knicks, potrebbe essere un’ottima opzione per accontentare Mitchell, dato che entrambi sono rappresentati dalla Creative Artists Agency. Inoltre, Bryant è già stato parte dello staff dei Jazz come player development assistant dal 2012 sotto l’ex-coach Tyrone Corbin, per poi diventare assistente dello stesso Snyder fino al 2020, mantenendo un ottimo rapporto con Mitchell.

Tra gli altri, anche Alex Jensen, assistente ai Jazz dal 2013 che, nonostante non abbia esperienza da head coach, ha già dimostrato le proprie doti in G League con gli allora Canton Charge di Cleveland tra il 2011 e il 2013, vincendo il premio di Coach of the Year al suo secondo anno. Tra i tanti assistenti, spicca il nome di Terry Stotts, coach dei Trail Blazers dal 2012 al 2021, in cerca da un po’ di un nuovo ruolo da allenatore.

Insomma, il lavoro da fare a Utah per rimpiazzare coach Quin Snyder sarà molto e molto complicato, visto che si dovrà tentare di rinforzare un roster con pochi asset a disposizione e un monte salari che arriverà oltre la soglia della Luxury Tax. A Salt Lake City, come si ripete instancabilmente e pedissequamente da aprile, “un ciclo è finito”. Ma, a questo punto, sarà ufficialmente ora di ricominciare.

R. GobertD. Mitchell
2022/23$38.2 M $30.4 M
2023/24$41.0 M $32.6 M
2024/25$43.8 M $34.8 M
2025/26*$46.7 M *$37.1 M
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