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Questo contenuto è tratto da un articolo di Dr Rajpal Brar per 3CB Performance, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


A seguito di uno scontro fortuito con il compagno di squadra Bruce Brown, Kevin Durant ha subito un’iperestensione valga del ginocchio destro. Lo staff medico dei Brooklyn Nets ha sottoposto KD ad esami strumentali e Raggi-X, che hanno evidenziato una distorsione al legamento collaterale mediale.

Verosimilmente, questo infortunio terrà fuori Durant per le prossime 4-6 settimane. Basandoci su questi tempi di recupero si può intuire che il suo infortunio sia molto simile a quello subito da Anthony Davis, ovvero una distorsione di grado 2 dei tessuti legamentosi, per cui in media un atleta professionista deve saltare circa 40 giorni di attività agonistica. 

Per i Nets l’esito della risonanza magnetica ha portato un grande sospiro di sollievo. Nessuna rottura, innanzitutto: i Playoffs non sono a rischio. E tra tutti gli infortuni possibili all’interno di un’articolazione delicata come quella del ginocchio (e soprattutto, un’articolazione particolarmente sollecitata dai movimenti previsti dal basket), la distorsione al legamento collaterale mediale è quello che desta meno preoccupazioni. Sia dal punto di vista prestazionale che dei rischi di recidività.

Trovandosi in un’area a grande afflusso sanguigno, il recupero avviene più velocemente rispetto ad altri tipi di infortuni (ad esempio al legamento collaterale anteriore, che richiede tempistiche molto più lunghe) e con meno rischi di infortuni postumi correlati (direttamente o in altre aree).

Per le prossime settimane KD verrà costantemente monitorato dallo staff medico e dai fisioterapisti dei Nets. Riprenderà gradualmente l’attività, prima con supporti esterni (fasce stabilizzatrici, come abbiamo visto anche nel caso di AD) e poi in autonomia, fino a tornare ad allenarsi al 100% verosimilmente a metà febbraio.