Questo contenuto è tratto da un articolo di Samson Folk per Raptors Republic, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


La narrativa che definisce un giocatore è incentrata quasi sempre sulla parte più “rumorosa” del suo gioco, buona o cattiva che sia. Gli skillset appariscenti spianano la strada alla pazienza, quelli strani o particolari suscitano invece perplessità, che si tratti di giocate utili o no.

L’aspetto più “rumoroso” del gioco di Precious Achiuwa è indubbiamente la fase offensiva. Spesso si muove in modo poco utile e intasa gli spazi ai compagni, e forse ha una percezione un po’ esagerata dei propri mezzi. Per ora non ha lontanamente fatto vedere la tecnica e il tocco necessari per essere efficiente sotto canestro, anche se il suo atletismo suggerisce che potrebbe riuscirci.

È tutto vero. Ma è anche vero che Achiuwa è stato il miglior defensive big nel roster dei Raptors dopo Pascal Siakam. Nella difesa di Precious ci sono ancora errori e rotazioni mancate, senza dubbio. Ma c’è anche una qualità piuttosto importante per un difensore in NBA: far sbagliare i propri avversari.

Qualche numero sexy? Sì, nel caso di Achiuwa le statistiche aiutano a rendere l’idea del suo impatto sulla difesa di Toronto.

I Cavs sono la miglior squadra della lega nella rim protection, mentre Gobert è stato tre volte Defensive Player of the Year. Ebbene, in questa stagione Achiuwa riesce ad essere efficace nel difendere tiri a meno di 2 metri dal ferro quanto gente del calibro di Rudy Gobert, Evan Mobley e Jarrett Allen: la media realizzativa della lega entro i 2 metri è superiore al 60%, ma quando gli avversari si trovano davanti Precious Achiuwa, questa media cala drasticamente al 51%.

Con lui in campo, inoltre, la percentuale di rimbalzi difensivi catturati da Toronto è la settima migliore dell’NBA, mentre quando non c’è si scende fino al 29esimo posto.

Insomma, con Achiuwa in campo, i Toronto Raptors concedono peggiori percentuali dentro il pitturato e molte meno seconde opportunità ai loro avversari. Due buoni motivi per cui il centro nigeriano è nel 93esimo percentile per EPM (Estimated Plus Minus) difensivo.

I motivi per cui si sta imponendo come rim protector risiedono nella lunghezza delle sue leve, nella verticalità e nella forza fisica, aggiunte a mobilità, tempismo e buone letture, che lo rendono un ottimo difensore in aiuto. A livello biomeccanico, è veloce ed esplosivo nel salto, ed è rapido quando deve farne un altro subito dopo; è capace di “caricare” in meno tempo della magior parte degli avversari e questo lo aiuta a colmare la separazione con l’attaccante.

Nelle clip sotto, invece, ci si può godere alcuni dei flash che hanno fatto pensare che si tratti di un difensore davvero speciale.

Achiuwa riesce a marcare senza problemi giocatori di livello All-Star, tra cui Luka Doncic, Giannis Antetokounmpo e Jimmy Butler (tra l’altro, tra i migliori in NBA nella gestione dei contatti quando attaccano il ferro). Achiuwa è sempre intenso e ha una fame di contatti fisici con pochi eguali nella lega. Assorbe gli urti e riesce quasi sempre a mantenere una buona posizione, pronto a contestare (o stoppare) qualsiasi tiro.

Non è cosa per tutti i centri riuscire a difendere bene su Doncic in uscita da un blocco e poi in pallegio, cambiare su Butler e stopparlo, prendere Giannis a 10 metri dal canestro in questo modo:

Nell’ultima clip si vede anche una stoppata su Andre Drummond, giocatore dotato di grande forza fisica e resistenza ai contatti, contro cui Achiuwa riesce a colmare la separazione grazie alla rapidità del suo salto.

Quando Precious è stato nominato per il roster del Rising Stars (erroneamente listato come giocatore dei Miami Heat), la sua scelta è stata accolta da una relativa approvazione. In molti sostengono che altri giocatori siano stati meglio di lui in stagione (ad esempio Vassell e Okongwu), sottolineando il suo rendimento offensivo e la sua terribile true shooting percentage (46%).

Sull’altro versante, in ogni caso, parliamo di uno dei difensori più interessanti della lega. A 22 anni Precious Achiuwa, semplicemente, cambia le sorti di ogni tiro.

La sua sfida, ora, è trovare una propria dimensione in attacco. Il tempo è dalla sua parte.