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La domenica pasquale targata NBA ha decretato la conclusione della stagione regolare e ha finalmente risolto gli enigmi di classifica della Western Conference, delineando gli accoppiamenti per il Play-In. Dopo la sfida tra Lakers e Timberwolves, conclusasi con una vittoria dei primi, ci sarà anche quella tra New Orleans Pelicans e Oklahoma City Thunder (rispettivamente la numero 9 e la numero 10 del seeding), che andrà in scena allo Smoothie King Center di New Orleans questa notte per decretare chi si giocherà l’ingresso ai Playoffs con l’ottava posizione contro Minnesota.

Come arrivano al Play-In Nola e OKC?

I Pelicans si presentano all’appuntamento con i Thunder dopo aver sfiorato l’accesso diretto ai Playoffs, essendo stati per larghi tratti dell’ultima giornata padroni del sesto posto in classifica, che li avrebbe visti sfidare al primo turno i Sacramento Kings. La rimonta subita per mano dei Timberwolves a Minneapolis e la contemporanea vittoria dei Clippers in quel di Phoenix hanno invece fatto precipitare New Orleans al nono seed, obbligandola ora a vincere due partite consecutive per poter accedere al tabellone principale alla post-season come ottava testa di serie.

I Thunder sono invece la “Cenerentola” del gruppo e il pass conquistato per il Play-In ha rappresentato il coronamento di un’annata sorprendente, che li ha visti mettersi alle spalle squadre alla vigilia più quotate – come Dallas e Portland – e che ha segnato la crescita dei tanti giovani a roster, Shai Gilgeous-Alexander su tutti.


Entrambe le squadre per questa partita da win or go home dovranno fare i conti con gli infortuni. New Orleans non potrà fare affidamento sul talento di Zion Williamson (ancora ai box per recuperare dal problema muscolare al quadricipite della gamba destra) e neppure sull’energia di Jose Alvarado, mentre Oklahoma City sarà senza Chet Holmgren (scelta #2 al draft 2022 e mai sceso in campo quest’anno per una frattura al piede subita in estate) e Kenrich Williams, alle prese con un season ending injury al polso sinistro.

I precedenti stagionali

Pelicans e Thunder si sono affrontate quattro volte nel corso della stagione regolare, con la franchigia della Lousiana vincitrice in tre occasioni, nonostante non abbia mai potuto usufruire del roster al completo a causa dei tanti problemi fisici che hanno condizionato l’annata. I risultati finali raccontano però di partite estremamente equilibrate (105-101 il 28 novembre, 128-125 dopo un tempo supplementare il 23 dicembre, 103-100 il 13 febbraio) e l’ultimo incontro, andato in scena lo scorso 11 marzo, ha visto OKC imporsi nettamente 110-96 su New Orleans. Queste quattro partite hanno evidenziato i principali punti di forza e di debolezza di entrambe le squadre, nonché alcuni fattori chiave in vista del matchup al Play-In.

I 5 fattori-chiave

1) La difesa di New Orleans su SGA

I Pelicans hanno dimostrato di avere in Herb Jones uno dei migliori difensori della lega su Shai Gilgeous-Alexander. Nonostante il numero 2 dei Thunder abbia comunque viaggiato a 33.5 punti di media nei quattro precedenti stagionali e sia andato in lunetta poco più di 12 volte di media a partita, il prodotto di Alabama lo ha costretto a percentuali tutt’altro che eccelse, come testimoniano il 44.5% dal campo e il 30.5% da tre punti.

L’ottima difesa perimetrale di New Orleans, grazie alle dimensioni dei suoi esterni (Jones, Murphy, Ingram e Daniels), ha messo in difficoltà l’intero attacco di Oklahoma City, spesso e volentieri troppo Shai-centrico e che rischia di risultare ancora privo di alternative valide e credibili a un livello superiore come quello del Play-In.

Un fattore determinante in tal senso sarà il metro arbitrale. I Pelicans difendono infatti in modo fisico e cercheranno di limitare Gilgeous-Alexander mettendo grande pressione sull’ex Clippers. Qualora gli arbitri dovessero concedere a New Orleans questo tipo di marcatura, allora la squadra di coach Green avrà un gran vantaggio. Se, al contrario, gli arbitri dovessero punire la difesa fisica dei Pelicans, allora SGA potrebbe trovare tanti punti dalla lunetta, cambiando il game plan della partita per Nola.

2) La difesa di OKC su Ingram

Se i Pelicans hanno dimostrato di avere nel proprio arsenale le contromisure difensive per cercare di arginare il miglior giocatore dei Thunder, lo stesso non si può dire di OKC. La squadra di coach Daigneault infatti non presenta a roster un difensore in grado di contrastare efficacemente Brandon Ingram, che nell’unica partita giocata in stagione contro Oklahoma City ha realizzato 34 punti, tirando con il 58% dal campo ed il 60% da oltre l’arco dei tre punti, con tanto di canestro della staffa nel finale. In quell’occasione, vista l’assenza di McCollum, in marcatura sull’ex Lakers venne schierato Lu Dort (il miglior difensore POA di OKC) che però non riuscì a limitare il numero 14 di Nola, pagando troppi centimetri in altezza (6′ 8″ Ingram contro 6′ 4″ Dort).

È probabile che il prodotto di Arizona State University verrà comunque riproposto in marcatura sul primo violino di New Orleans e che la difesa di OKC cercherà di limitarlo ulteriormente con raddoppi costanti scommettendo sulle percentuali degli altri Pelicans, mossa tattica spesso utilizzata anche in regular season contro avversari con più taglia. Un’alternativa per il coaching staff dei Thunder è quella di affidare la marcatura di Ingram al rookie Jalen Williams (più alto di Dort e dotato di braccia molto lunghe), spostando su McCollum il proprio miglior difensore.

3) Valanciunas e la maggiore size dei Pelicans

Chi invece, a sorpresa, la difesa di Oklahoma City non ha particolarmente sofferto è Jonas Valanciunas. Il lungo lituano infatti nei quattro incontri stagionali contro OKC non è mai andato in doppia-doppia e in tre occasioni ha avuto un plus/minus negativo, non riuscendo a incidere e a sfruttare tanto quanto ci si sarebbe aspettato la mancanza di size dei Thunder sotto i tabelloni, nonostante le buone percentuali al tiro (62.5% di media dal campo). Anzi, nei minuti di maggior produttività di Valanciunas, Oklahoma City ha sempre tratto vantaggio, sfruttando le sue lacune nella metà campo difensiva, attaccandolo a ripetizione.

Di seguito, ad esempio, viene attaccato prima in penetrazione da Giddey e poi da Jaylin Williams, che dal perimetro spara la tripla con il lituano in ritardo nella chiusura:

OKC ha cercato anche di forzare il matchup favorevole, in questo caso con Gilgeous-Alexander, che sfrutta il blocco per ottenere il cambio con Valanciunas e lo batte, ottenendo due punti facili al ferro:

Ancora Shai Gilgeous-Alexander in uno-contro-uno con il lituano, questa volta battuto con lo step-back da tre punti:

In una gara secca come quella di un Play-In, l’esperienza e la qualità dell’ex Raptors e Grizzlies – ribattezzato “Mr. Play-In” – potrà però essere un fattore contro avversari meno esperti e che concedono centimetri a rimbalzo:

Nella clip precedente, il centro lituano è bravo a prendere posizione e a catturare il rimbalzo, sfruttando il vantaggio di altezza nei confronti dei lunghi dei Thunder e segnando subendo anche il fallo. In quella seguente, invece, batte di forza Robinson-Earl in uno-contro-uno:

Oltre alla maggiore taglia nel frontcourt (composto anche da Larry Nance Jr e Jaxson Hayes), la versatilità e la lunghezza degli esterni di New Orleans permetterà ai Pelicans di avere un evidente vantaggio anche negli altri matchup e costringerà Oklahoma City a cercare delle contromisure, pur senza rinunciare ai quintetti small proposti da coach Daigneault, che nel corso della stagione hanno permesso ai Thunder di ottenere risultati importanti.

4) Le percentuali al ferro e da tre punti

New Orleans, nonostante il pessimo 3/21 contro Minnesota, è stata la decima miglior squadra della lega al tiro da tre punti in stagione regolare, con un ottimo 37.2%, grazie a dei veri e propri specialisti come Trey Murphy (40.6%), CJ McCollum (38.9%) e Brandon Ingram (39%). Dall’altro lato, OKC quest’anno ha fatto registrare evidenti progressi nel tiro dalla lunga distanza grazie all’avvento del shooting coach Chip Engelland, passando dall’essere la peggior squadra della lega alla diciottesima (36.1%).

Nel mese di marzo le percentuali dei Thunder sono però calate al 34% e dovranno ora affrontare la miglior difesa dell’NBA sul tiro perimetrale, che concede solo il 34.3%. Un dato completamente opposto riguarda invece le conclusioni al ferro. I Pelicans sono infatti la peggior difesa sotto canestro di tutta la lega, concedendo il 71.6%, mentre i Thunder sono la squadra che conclude peggio al ferro, con il 62.5%, nonostante possano vantare a roster la presenza di Shai Gilgeous-Alexander (23.9 drives per game con il 64% al ferro) e siano la terza squadra in NBA per tentativi nell’ultimo metro di campo, con il 37.3% dei tiri presi a ridosso del canestro.

Mercoledì notte saranno dunque decisive sia le percentuali al tiro pesante di Nola, chiamata a capitalizzare le tante triple aperte che verosimilmente avrà a disposizione, considerando i numerosi raddoppi che Oklahoma City porterà su Ingram, sia quelle al ferro dei Thunder, che dovranno sfruttare al meglio la mancanza di rim protection dei Pelicans e ribaltare il dato di peggior squadra che conclude al ferro avuto in regular season. Da questo punto di vista, ci si aspetta uno step da parte di SGA.

5) Difesa a zona dei Pelicans

New Orleans ha basato i suoi successi stagionali sulla difesa più che sull’attacco. I Pelicans hanno infatti il sesto miglior defensive rating della lega (112), la sesta miglior difesa a metà campo in NBA (96.6 punti concessi ogni 100 possessi a difesa schierata) e la decima in transizione (124.5 punti concessi ogni 100 possessi di questo tipo). Come detto in precedenza, coach Green ha a disposizione le armi per cercare di disinnescare, o quantomeno limitare, SGA e, qualora Jones dovesse faticare nella marcatura sul talento dei Thunder, potrebbe optare per diversi minuti per una difesa a zona, già utilizzata in stagione regolare contro altri avversari e situazione tattica che Oklahoma City ha già dimostrato quest’anno di faticare ad attaccare, inceppandosi a ripetizione.

vs zonaFrequenzapunti-per-possessoTurnover%eFG%
OKC7.1% (30°)0.965 (22°)10.3 (8°)51.6 (25°)
Dati: Synergy Sports

Se New Orleans la dovesse proporre, allora ai Thunder non basterebbe solo aumentare le percentuali al ferro, ma dovrebbero pescare dal cilindro un’ottima serata al tiro dalla lunga distanza, cercando di sfruttare soprattutto lo specialista Isaiah Joe (40.9% in stagione).

SGA raddoppiato trova Joe che batte la zona dei Pelicans segnando dalla lunga distanza

Al di là degli aspetti tattici analizzati, in una gara secca tutto è possibile e potrebbero essere determinanti anche la maggiore esperienza dei Pelicans a questi livelli, la shooting luck, il fattore psicologico di chi non ha niente da perdere e tutto da guadagnare come i Thunder e il tifo del pubblico di New Orleans.