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Questo contenuto è tratto da un articolo di John Voita per Bright Side of the Sun, tradotto in italiano da Marta Policastro per Around the Game.


Ogni squadra deve fare i conti con gli infortuni, ma quando si parla di Phoenix Suns sembra che questi arrivino sempre nei momenti meno opportuni. Nella scorsa puntata abbiamo parlato dell’infortunio di Cedric Ceballos in Gara 6 delle Finali di Conference 1993 contro i Seattle SuperSonics. Questa volta, parleremo di un infortunio meno recente, anche se le squadre coinvolte sono le stesse .


I Suns conclusero la stagione 1978-79 con un record di 50-32, il terzo della lega, dietro ai Washington Bullets e ai SuperSonics. Quell’anno, Phoenix segnava 115.4 punti a partita (seconda squadra in NBA), grazie ai 24 a gara di Paul Westphal, ai 23.5 di Walter Davis e ai 17.8 (accompagnati da 9.2 rimbalzi) del centro Alvan Adams che, al suo primo anno nella lega, si era già guadagnato la convocazione all’All-Star Game, nonché il premio di Rookie dell’anno.

Dopo aver superato i Portland Trail Blazers (2-1) e i Kansas City Kings (4-1), la corsa dei Suns si fermò contro i Seattle SuperSonics di Dennis Johnson e Jack Sikma. L’anno precedente, Seattle era arrivata alle Finals, ma aveva perso in sette partite contro i Washington Bullets: i SuperSonics avevano sete di vendetta, ma sulla loro strada c’erano i Suns. Phoenix perse le prime due partite della serie fuori casa, rispettivamente di 15 e 6 punti. Tornati in Arizona, dopo aver segnato 8 punti in 11 minuti, il centro dei Suns subì un infortunio alla caviglia che avrebbe cambiato le sorti della squadra.

Nonostante l’assenza di Adams, i Suns vinsero le tre gare successive, ribaltando la serie. Il coach John MacLeod schierò come centro l’ala forte Joel Kramer e l’esperimento funzionò, nonostante l’incombenza di dover marcare Jack Sikma. Quest’ultimo, al secondo anno nella lega, aveva appena conquistato la prima delle sue sette convocazioni consecutive all’All-Star Game e viaggiava a 15.6 punti e 12.4 rimbalzi di media in stagione regolare, medie mantenute anche per le prime tre gare della serie, finché non si trovò di fronte Kramer: nelle due partite successive, tirò con il 19.2% dal campo, segnando complessivamente 14 punti. “Non penso di aver mai sentito così tanta pressione su di me come in quella serie contro Kramer”, affermò Sikma.

I Suns si affacciarono a Gara 6 con la possibilità di approdare alla seconda finale della loro storia e il vantaggio di giocare in Arizona, dove Phoenix non perdeva da 16 partite consecutive. Quella sera, però, Sikma si sbloccò, segnando 21 punti con 8 su 11 al tiro; anche Kramer fece il suo, con 19 punti in 32 minuti. Nonostante il vantaggio (85-77) a inizio quarto quarto, i Suns segnarono solo 20 punti nell’ultima frazione e si trovarono sotto di un punto a pochi secondi dal termine. Nemmeno la conclusione di Gar Heard, autore tre anni prima di un canestro clutch al Boston Garden, riuscì a riportare avanti i Suns.

Si arrivò a gara 7. Alvan Adams, tornato in campo anche se lontano da condizioni fisiche ottimali, non riuscì a contenere Sikma, che segnò 33 punti (13 su 15 ai liberi) e catturò 10 rimbalzi, portando i SuperSonics alla vittoria (114-110). In finale, Seattle avrebbe battuto 4-1 Washington, assicurandosi il primo titolo della propria storia. Jim Rose Circus, showman e grande fan dei Suns, racconta le proprie impressioni sulla vicenda:

“Quelle serie portò alla luce alcune delle problematiche di Adams. Nella lega ormai si era capito come fargliela pagare in difesa: se la cavava bene, ma non apprezzava molto il gioco fisico ed era spesso infortunato.

I Sonics, l’anno precedente, erano andati in finale grazie a Marvin Williams, che era stato scambiato ai New York. Il nuovo matchup, Adams vs Sikma, sembrava potesse avvantaggiarci.

Nelle prime due partite, Sikma annientò Adams ma durante la terza, quando Adams si infortunò, molti pensarono che la serie fosse davvero finita. Invece, Joel Kramer cominciò a fare a Sikma quello che Sikma aveva fatto ad Adams e vincemmo tre partite consecutive.

Sikma era veramente a pezzi moralmente, ma la sua squadra riuscì a pareggiare la serie; in vantaggio di 6 con 7 minuti da giocare in gara 6, dopo tre vittorie consecutive, pensavamo già di avere la finale in tasca, ma perdemmo. Adams ritornò miracolosamente per gara 7 e segnò diversi grandi tiri, ma non riuscì a fermare Sikma”.

Se Adams fosse stato meglio in Gara 6, i Suns sarebbero riusciti a chiudere la serie? O forse sarebbe stato meglio non farlo scendere in campo in Gara 7, visto il buon lavoro che Kramer stava facendo su Sikma? Rimarremo con questo dubbio…