I Phoenix Suns non sembrano voler smettere di migliorare… e di vincere, e parte del merito va all’effort nella metà campo difensiva.

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FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Damon Allred per Bright Side of the Sun, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


I Phoenix Suns, al contrario di ciò che si potrebbe immaginare, sono cambiati molto rispetto alla stagione scorsa. A partire dai risultati (al momento dell’All-Star break 2021, la squadra aveva un record di 24-11; oggi 48-10 e primo posto ad Ovest), ma soprattutto nelle sicurezze mostrate sul campo.

Devin Booker è diventato una vera e propria superstar, anche grazie all’esperienza maturata con la scorsa Playoffs Run. Deandre Ayton sta continuando il suo processo di crescita e maturazione. E oltre a ciò, la squadra ha rimediato all’assenza di un affidabile centro di riserva, uno dei punti deboli della scorsa post-season (complici gli infortuni), con gli ottimi innesti di JaVale McGee e Bismack Biyombo.

In generale, la squadra è migliorata, e non di poco. Non è un caso che le 6.5 vittorie di distanza dai Golden State Warriors rappresentino il secondo maggior divario dalla seconda squadra in classifica all’All-Star break negli ultimi 40 anni, inferiore solo alle 7.5 vittorie che nel 1995/95 separavano i Chicago Bulls (che poi chiuderanno 72-10) dai Seattle SuperSonics.

I Suns sono l’unica squadra dell’intera NBA in top-5 per efficienza sia offensiva che difensiva, in questa stagione. Probabilmente nell’ultima parte di Regular Season la squadra di Monty Williams potrebbe far registrare una flessione di rendimento, con Chris Paul che sarà inattivo per diverso tempo a causa di un infortunio al pollice. Ma, con una classifica del genere, se lo possono permettere. La priorità è avere Paul sano quando conterà.

Nella semi-imbattibilità di Phoenix, c’è molto CP3. Anche in difesa, la metà campo che ha reso i Suns una squadra incredibilmente continua negli ultimi mesi. Paul è ad oggi leader nella Lega per palle rubate totali, con ben 108 steals nell’arco delle 58 partite giocate (zero assenze prima di questo stop) in stagione. Ovvero, 1.9 a partita, secondo miglior dato dietro a Dejounte Murray (2.0) e alla pari di Gary Trent Jr. L’anno scorso Paul rubava “solo” 1.4 palloni per gara, ma col passare del tempo il suo IQ è stato esaltato all’interno del sempre più solido sistema difensivo di Coach Monty, facendo registrare anche 2.7 deflections a partita.

L’assenza di Paul, in ogni caso, avrà più peso sull’attacco di Phoenix, che senza CP3 quest’anno segna 6.7 punti in meno ogni 100 possessi in stagione, con un sensibile calo in ogni voce statistica. La difesa potrà continuare a contare sui suoi elementi di maggior impatto: Deandre Ayton, Mikal Bridges e Jae Crowder. E continuerà a dare garanzie.

Uno dei successi più impotanti di Monty Williams nell’ultimo anno e mezzo, rimanendo in ambito difensivo, è che Devin Booker oggi non sia più “dannoso” per la squadra in questa metà campo. Anzi. La sua crescita ha attirato recentemente l’attenzione e i complimenti di un due volte DPOY come Rudy Gobert (forse, una critica indiretta a Donovan Mitchell):

“Squadre come Suns e Warriors sono un passo avanti a livello di mentalità vincente. Giocano duro ogni partita, e Booker si sta impegnando moltissimo difensivamente, soprattutto rispetto ad un paio di anni fa. In difesa giocano con orgoglio, fanno tutto il possibile per limitare gli avversari e conribuire a una cultura vincente.”

– Rudy Gobert

Nelle ultime 16 partite prima della pausa, Booker ha rubato 3 volte palla in 3 occasioni diverse. Nelle precedenti 434 uscite in carriera, era successo solo 20 volte. Questo per fotografare un effort e dei miglioramenti che vanno al di là, ovviamente, del dato relativo alle steals.

A livello collettivo è evidente che siano stati compiuti dei passi in avanti. I Suns sono passati da 19esimi a sesti per steals (da 7.2 a gara a 8.5), da 16esimi a ottavi per palle perse forzate, e soprattutto il loro Defensive Rating è passato da 111.3 (nono) a 105.9 (terzo).

Insomma, con questa accresciuta solidità e maturità difensiva, la squadra di Monty Williams potrà senz’altro dire la sua nei Playoffs.

Lo stesso allenatore ha sottolineato recentemente che per la sua squadra la difesa “è fondamentale per alimentare l’attacco”, e che è di grande aiuto nelle partite punto-a-punto. Nel clutch time, in cui Phoenix ha un clamoroso 25-3 in stagione, finora ha concesso soli 93.1 punti per 100 possessi e meno del 37% dal campo agli avversari.

I Suns del 2022 si presenteranno ai Playoffs con ulteriori sicurezze, oltre a quelle consolidate nella Playoffs run di un anno fa. L’obiettivo, neanche a dirlo, è tornare a giocarsi l’anello nelle Finals.