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Questo contenuto è tratto da un articolo di John Volta per Bright Side of the Sun, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Prima che la serie di Playoffs tra Phoenix Suns e Minnesota Timberwolves avesse inizio, la speranza generale tra i tifosi dell’Arizona era che “Suns in 6” sarebbe stato l’esito più probabile del First round. Dopo aver assistito alla non strabiliante prestazione messa in atto dagli uomini allenati da coach Frank Vogel nel primo atto della serie, sconfitti per 120-95 lo scorso sabato, alcuni potrebbero aver cambiato opinione. In realtà, per quanto fastidiosa possa esser stata la sconfitta inaugurale ed il modo in cui essa si sia concretizzata, è ancora troppo presto per reagire sconsideratamente e farsi prendere dal panico. Non si può neppure rimanere impassibili, poiché il lavoro svolto da gran parte del roster dei Suns ha somigliato più al Gran Galà degli Errori, con l’aggiunta dell’infortunio subito da Grayson Allen a render più amaro il boccone. Va comunque tenuto conto di come sia stata affrontata e conclusa la Regular Season da questi Phoenix Suns, ed in base a ciò valutare le aspettative nei loro confronti.


Ci si aspettava forse che i Suns spazzassero subito via i Minnesota Timberwolves? No di certo, ma nelle ultime settimane hanno chiaramente serrato i ranghi, diventando un roster molto più compatto che in passato. Ogni partita di questa serie avrà degli aspetti positivi e negativi, che potranno entusiasmare o causare disappunto – anche se Gara 1 ha lasciato molti più aspetti negativi da analizzare rispetto ai primi. Ecco un’analisi di ciò che coach Frank Vogel ed i suoi uomini dovranno conservare e rivedere in vista di Gara 2 della serie del First round dei Playoffs.

Aspetti positivi: KD Shotmaker

La sfida tra Suns e T-Wolves ha avuto inizio con Kevin Durant a mettere ancora una volta in risalto tutto il suo strapotere quando le partite contano e la palla pesa di più. Nella prima metà della sfida ha messo 6 tiri su 12, prendendo sulle sue spalle la maggior parte delle responsabilità realizzative della franchigia dell’Arizona. I suoi 18 punti all’intervallo sono un chiaro reminder che, a prescindere dalla difficoltà della sfida, KD può scaldare i motori e rendere possibile l’impossibile. 

La strategia più utilizzata da Durant è stata quella di attaccare dal mid-range sul versante destro dell’area, a prescindere da chi si trovasse di fronte in marcatura difensiva. Non sono molti a poter reggere l’urto offensivo dell’ex Golden State, Nets ed OKC, ed all’interno del roster dei Timberwolves tutti hanno avuto una chance, a turno. KD ha messo a segno 10 punti quando a marcarlo è stato Karl-Anthony Towns, 9 contro Rudy Gobert, 4 contro Anthony Edwards  ed infine 2 ciascuno contro Jaden McDaniels e Kyle Anderson. La cosa che può bruciare di più è il fatto che 2 dei suoi 6 errori sono avvenuti in prossimità del ferro – pur non essendo l’unico tra le fila dei Phoenix Suns, che hanno tirato solo col 42.3% dal pitturato. Pur dando credito agli sforzi difensivi messi in atto dagli uomini di coach Chris Finch, i Suns non possono permettersi certi numeri e certe prestazioni.

Tornando a Durant, ha terminato la sfida con 11/17 dal campo, per un totale di 31 punti – team-high. Ovviamente, ha portato a termine il suo lavoro, rappresentando il riferimento offensivo dei Phoenix Suns – una squadra che, in fase offensiva, ha dimostrato parecchi limiti contro la miglior difesa della lega. Si può giudicare la prestazione offerta in Gara 1 in vario modo, ma l’abilità offensiva della franchigia dell’Arizona è innegabile. E KD ce l’ha messa tutta per dimostrarlo.

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Aspetti negativi: Gli spazi concessi ad Anthony Edwards

Molti in casa Suns temevano che ciò potesse accadere, ed alla fine lo ha fatto, forse spinto dal fatto di giocare Gara 1 di fronte al proprio pubblico: Anthony Edwards ha tirato fuori dal cilindro una prestazione da 33 punti, dopo che nel corso della Regular Season non si era spinto oltre una media di 14.3. I Timberwolves hanno fatto di tutto per coinvolgerlo il più possibile nel loro gioco, aumentando la sua consapevolezza nei propri mezzi e self-confidence, che gli ha permesso di spingere sul pedale del gas. Ant-Man, il cui giocatore preferito in assoluto è proprio KD, in RS ha probabilmente giocato tirando il freno a mano, ed anche all’inizio di Gara 1 sembrava che le cose stessero procedendo nella stessa maniera, avendo segnato solo 10 punti fino a metà partita. Poi, per sfortuna dei Suns, è arrivato il 3° Quarto. 

Edwards è tornato dagli spogliatoi trovando la sua mattonella, continuando a colpire la difesa dei Suns in modo spietato: ha messo a referto 8/11 tiri nel solo 3°Q, validi ben 18 punti. La sua energia ha ispirato i Timberwolves, poiché è stato efficace da ogni zona del campo: sfruttando un blocco per superare Devin Booker, oppure tirare un jumper da ben oltre l’arco, passando per la giocata vincente in isolamento contro Grayson Allen, o infine affrontare ancora D-Book mettendogli un gancio in faccia. Il tutto condito da un paio di altre triple. Una serie di canestri degna della miglior combo proveniente dai guantoni di Mike Tyson. 

Probabilmente, però, molti potevano aspettarsi una prestazione simile da Anthony Edwards in occasione di Gara 1 e davanti ai propri tifosi. I Timberwolves non avrebbero permesso che giocasse male, e una volta trovato il ritmo è riuscito a mettere in mostra tutto il suo arsenale offensivo – che lo ha reso uno dei giocatori più temibili in NBA. Kevin Durant è stato vittima del trash-talking a cui Ant-Man si è lasciato andare nella foga del momento, che ha poi commentato in questo modo al termine della sfida, ai microfoni.

“Fa parte del gioco. Si entra in ritmo, ci si scalda, si riesce a metter dentro tiri, sempre più e sempre più importanti. Ci si sente sempre più in sintonia con sé stessi ed orgogliosi di ciò che si sta mettendo in atto. Adesso tocca a me reagire e mostrargli di saper essere un osso duro.”

Kevin Durant

Aspetti negativi: Fisicità ed Atletismo (mancanti)

Sembrerebbe quasi che i Phoenix Suns abbiano approcciato Gara 1 della serie contro i Minnesota Timberwolves – ribadiamo, la miglior difesa della NBA – come se non si aspettassero marcature serrate e difesa grintosa. Il livello di atletismo e fisicità messi in mossa dalla franchigia del Minnesota era attendibile, e con i Suns carenti nel ruolo dei lunghi, ed in generale di stazza in roster, alla lunga potrebbe rivelarsi un fattore chiave della serie. I T-Wolves hanno ridicolizzato i Suns in quanto a numero di rimbalzi presi: 52 a 28. Jusuf Nurkic ne ha quasi presi di più da solo in una singola partita quest’anno. I Suns sono stati brutalizzati sotto canestro, con Towns e compagni a mettere a referto ben 20 seconde chance offensive ottenute da extra-possessi e rimbalzi offensivi.

“Sono entrati in campo davvero aggressivi. Hanno giocato come se volessero vincere giusto un pò più di noi, e sono riusciti ad eseguire il loro game plan alla perfezione.”

Bradley Beal

“In altre occasioni avremmo commesso molti più falli personali, provando a controbattere con atletismo e fisicità. Ma riusciremo a trovare una soluzione. Per fortuna gli arbitri sono sembrati più transigenti e comprensivi, senza interrompere troppo il gioco e lasciandoci giocare come preferiamo.”

Kevin Durant

Per quando valido sia il roster dei Phoenix Suns, di sicuro non è munito di molta stazza e forza fisica. Il reparto dei lunghi è carente, Durant, Bradley Beal e Booker sono letali dal mid-range ma non così tanto nell’attaccare il ferro. A questo problema i Suns devono necessariamente trovare una soluzione in vista di Gara 2: giocare in modo fisico, con ritmo elevato ed in modo intelligente. Hanno già dimostrato durante la Regular Season di potersi concentrare su rimbalzi e fase offensiva, e che forzando al turn over gli avversari possono riuscire a sconfiggere i Timberwolves. Provare a controbattere alla loro fisicità, però, potrebbe essere un compito fin troppo arduo. 

Per i Suns si tratta di un momento di revisione del proprio lavoro e messa a punto di nuove strategie. Bisogna rivedere quanto messo in atto e modificare le fasi di gioco in cui sono risultati inefficaci: l’obiettivo è di lasciare il Minnesota sul risultato parziale di 1-1 nella serie, di ritorno verso la Valley of the Sun. Nonostante non sia ben chiaro cosa sia accaduto in Gara 1, e per quanto la serie sia al meglio delle 7 sfide, andare sotto 0-2 non sarebbe certo la situazione ideale, specie contro la difesa più forte della lega. Coach Vogel è stato ermetico al riguardo, con un breve: “Terremo in considerazione tutto” al termine di Gara 1.