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Questo contenuto è tratto da un articolo di Sherman Holden per Bright Side of the Sun, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Se si conosce almeno in parte il mondo del basket e della NBA attuale, si sa che l’NBA Draft 2024 viene spesso classificato come uno dei peggiori in prospettiva. I Phoenix Suns si ritrovano con poca flessibilità salariale e asset, perciò sono in molti ad avanzare l’ipotesi di scambiare la loro scelta #22 al First round del Draft per cercare di migliorare il roster. La franchigia dell’Arizona può sfruttare solo 2 scelte al primo giro nei prossimi 7 anni – ovvero, fino al 2031. Ciò limita molto il team nel progettare e portare avanti qualsiasi trade. Perciò, la soluzione più prolifica potrebbe essere addirittura quella di tenere ed esercitare la selezione di quest’anno. Ci saranno molte squadre disposte a scambiare una scelta al termine del primo giro per un veterano, come ogni anno. I Suns non saranno in grado di rialzare offerte di altre franchigie e dovranno far attenzione al salary cap per mantenersi all’interno della seconda soglia salariale. Con una Draft class tanto povera, avere una scelta alla fine del First round vale molto meno che nelle passate edizioni. Tuttavia, come la storia della NBA ha insegnato nel corso degli anni, ogni Draft ha al suo interno qualche giocatore interessante. Il Draft del 2013 era considerato un’annata scarsa: Giannis Antetokounmpo, Rudy Gobert e CJ McCollum sono diventati dei giocatori ottimi dopo esser stati scelti. E anche in quest’edizione ci sarà qualche buon giocatore da scovare. 


Se James Jones, GM dei Phoenix Suns, e il suo staff decideranno di scambiare la loro Draft pick durante la serata dell’evento, rischierebbero di perdere un prospetto che potrebbe fiorire in futuro, e diventare un’ulteriore risorsa da scambiare o da affiancare a Devin Booker. Se fossero convinti di cedere la loro scelta di quest’anno, visto l’esiguo numero di asset in futuro, limiteranno di molto le loro possibilità progettuali e lavorative. Se, invece, decidessero di sfruttare la pick per inserire in roster un giovane talento, bilanceranno la carenza di asset futuri e probabilmente coach Mike Budenholzer potrà guidare una squadra migliore. Anche se, solitamente, in cambio di una pick sul finire del First round si ottengono veterani già fatti e finiti. Il roster dei Suns è costruito su alcune certezze, col piano per il successo strutturato in questo modo: Booker, Bradley Beal e Kevin Durant a sconfiggere gli avversari con il loro scoring, i role player a occupare i ruoli assegnati portando a termine i loro compiti e infine il resto della squadra con il compito di rimanere in forma e dare ricambio agli elementi più utilizzati. Cos’accadrebbe se i Suns aggiungessero un altro giocatore a roster? Uno giovane, con possibilità di crescere e migliorare in futuro. I Suns potrebbero provare ad inserire un uomo che s’incastri al meglio con il resto degli ingranaggi della struttura, incassando la loro Draft pick. 

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Scambiare tutti gli asset a disposizione è un segnale verso le superstar in squadra che si sta provando l’all-in alla ricerca della vittoria. Alcune delle più recenti squadre a vincere il Titolo NBA si sono lasciate spazio di manovra per 1-2 trade eventualmente necessarie. I Denver Nuggets progettavano trade durante le NBA Finals, la passata stagione, per migliorare le loro prospettive future. Gran parte della costruzione di una buona squadra risiede nell’avere flessibilità salariale, e Phoenix ha bisogno di trovare il modo di ottenerla. Incassare una Draft pick potrebbe garantirne, almeno in parte. L’Era di Mat Ishbia ai Phoenix Suns è stata contraddistinta dal correre rischi. Nonostante una Draft class non eccellente, le opportunità di scambiare una pick per ottenere un buon giocatore sono altrettanto basse. Forse, stavolta è giunto il momento che i Suns corrano un altro rischio, inserendo a roster un nuovo giovane talento e puntando sulla sua crescita.