Pritchard ha espresso il desiderio di avere un ruolo maggiore parlando con Brad Stevens

FOTO: Celtics Blog

Questo contenuto è tratto da un articolo di Bobby Manning per Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Molti compagni hanno lodato la professionalità di Payton Pritchard e la sua prontezza, dopo aver anche compreso la difficoltà del ruolo riservatogli dalla squadra sin da inizio stagione. Uno dei contributor nella corsa alle NBA Finals è uscito dalle rotazioni dopo la trade per Malcolm Brogdon.


Pritchard sperava in un ruolo più consistente dopo giugno scorso ma ha ricevuto il trattamento opposto, non giocando nelle prime 10 gare di Boston. Dopodiché, ha giocato 16.3 minuti di media per 5 partite viaggiando al 52.9%, con alti e bassi di questo genere per tutta la prima parte di stagione, gestendoli a meraviglia. In un recente podcast con Evan Turner e Andre Iguodala, ‘Point Forward Podcast’, Pritchard ha rivelato di aver condiviso il proprio desiderio di avere un ruolo maggiore per i Celtics:

“Dopo che avrò finito qui, dopo quest’anno, vorrei rivestire un ruolo un po’ più importante. Voglio provarci, ci ho lavorato molto. Penso che anche Brad e gli altri lo sappiano, ne abbiamo parlato. Voglio avere un ruolo più importante, far parte sì di una cultura vincente come questa ma anche esserne parte integrante, un pezzo fondamentale. Non dico certo il migliore in squadra, ma non saprò mai cosa mi aspetta se non faccio il prossimo passo.”

La richiesta ha aggiunto un ulteriore preoccupazione per la lista di decisioni già difficili che attendono Boston alla deadline. Pritchard si è sempre rivelato un pezzo fondamentale per le rotazioni dei Celtics durante i problemi fisici di Marcus Smart, Jaylen Brown e Malcolm Brogdon. Quando i tre hanno giocato, Pritchard di rado lo ha fatto, e le ottime prestazioni contro Brooklyn e Toronto hanno generato interesse nel giocatore da parte delle squadre avversarie.

Pritchard ha un altro anno di contratto a 4 milioni di dollari e Jayson Tatum ha elogiato l’impegno e l’importanza della point guard nella vittoria contro Orlando la scorsa settimana. Quando Pritchard ha discusso la questione della trade deadline con CLNS Media e Celtics Blog prima della gara di sabato, Al Horford è entrato nello spogliatoio rispondendo al posto suo:

“Non siamo preoccupati per questo, non fate domande del genere.”

Pritchard ha rivelato che sta facendo lavorare il proprio agente Greg Lawrence alle conversazioni sul suo futuro, considerando ogni movimento al di fuori del suo controllo e aspettando che accada quel che accada, con spirito positivo.

I Celtics non entrano nella deadline con bisogni precisi, e le possibilità che Pritchard venga scambiato sono abbastanza basse. Le squadre si faranno avanti, ma se riusciranno a convincere Boston è un’altra storia. Anzi, è anche difficile capire se i Celtics potrebbero ottenere qualcosa di meglio scambiandolo, essendo limitati nello scambio di Draft pick fino a quella del 2025.

Boston considererà la questione Pritchard mentre ci avvicineremo alla trade deadline. Il giocatore piace al front office, così come quello che aggiunge alla squadra, e rimarrà nelle rotazioni fino al 9 febbraio, mentre Smart recupererà dai problemi alla caviglia.

I Celtics non hanno interesse per la regular season, però. La domane a cui devono rispondere è se Pritchard possa aiutarli in una run Playoffs per il titolo, o se sia destinato a guardare dalla panchina. La guardia ha anche lodato il proprio compagno più esperto, Blake Griffin, per averlo aiutato a gestire la situazione.

Griffin aveva provato a spingere Pritchard verso il College di Oklahoma quando il giocatore aveva 16 anni, e a inizio stagione ha scherzato sul fatto di non aver fatto un ottimo lavoro, dato che Pritchard poi andò a Oregon. L’ex Clippers e Piston è stato una voce costante però nell’orecchio del compagno, in panchina e in spogliatoio, dove i loro posti sono uno accanto all’altro, per adesso.

“Griffin mi ha detto di stare sempre pronto e concentrato. A volte sei dentro il quintetto, a volte fuori, e senti che potresti essere altrove e giocare. Come giocatore competitivo, vuoi sempre giocare, ma avere qualcuno che ti ripete ‘continua a lavorare, continua a impegnarti ogni giorno e il momento arriverà’ aiuta molto, perché in molti non ce l’hanno e crollano mentalmente.”

“Per il mio modo di approcciare le cose, non cambia mai. Lavoro duro tutto il tempo, rispetto la mia routine e provo a non cambiare. Non importa se gioco oppure no, continuerò sempre a lavorare sul mio gioco.”