FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Lee Tran per Fadeaway World, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Nella NBA moderna, sono sempre più i giocatori europei a entrare nella Lega e diventare giocatori franchigia. Nikola Jokics, Luka Doncic, Giannis Antetokounmpo sono la faccia delle loro squadre e hanno ottenuto molto successo nella Lega, senza dimenticare anche molti altri nomi di calibro All-Star, da Rudy Gobert e Domantas Sabonis, e via dicendo.


Sebbene il dominio di giocatori europei sia accettato come qualcosa di naturale ad oggi, un tempo c’era una narrativa diffusa sul fatto che fossero “soft”. A tal proposito, Pau Gasol, la cui maglia è stata ritirata ieri notte dai Lakers, ha raccontato di come fosse soggetto a questo tipo di critica, specialmente dopo che i Los Angeles Lakers persero le Finals del 2008 contro i Boston Celtics:

“Ovviamente, non fu piacevole, ricordo che ci fosse questa narrativa e pregiudizio sui giocatori europei al tempo. Forti, tecnici, bravi nei fondamentali, grande intelligenza cestistica e tutto quello che volete, ma non abbastanza fisici e soft. E questo ha preso enfasi dopo la sconfitta contro i Celtics nel 2008. Loro erano più fisici di noi e io sono stato preso di mira in quella sconfitta. Allo stesso tempo, però, ho usato questo come motivazione. Ne ho fatto una sfida personale e mi sono promesso di essere pronto, perché sapevo di essere stato battuto fisicamente in quella serie.”

Si capisce come Pau Gasol abbia usato quelle critiche per motivarsi, vincendo poi l’anello con i Los Angeles Lakers nel 2009 e nel 2010. Lo spagnolo è stato parte cruciale di entrambi i titoli, e c’è una ragione se la sua canotta sia stata ritirata dalla franchigia giallo-viola.

Adesso, la considerazione è diversa anche perché ci sono sempre più europei che hanno dimostrato di poter vincere da protagonisti. Dirk Nowitzki è il primo a venire in mente, e Giannis Antetokounmpo ci è riuscito più di recente, nel 2021, guidando le rispettive squadre da superstar. Pau Gasol è un esempio, ma anche il fratello Marc ha dato un enorme contributo al titolo del 2019. Così come ci sono altissime probabilità che altri ci riescano in futuro, anche recente, se guardiamo alle prestazioni di Nikola Jokic e Luka Doncic.

La speranza della NBA stessa, in realtà, è quella do continuare a vedere crescere il gioco a livello internazionale. Questo non solo aggiungerebbe più talento e competitività, ma andrebbe di pari passo con l’espansione globale in cui la Lega sta procedendo anno dopo anno.