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Questo contenuto è tratto da un articolo di Louis Zatzman per Raptors Republic, tradotto in italiano da Stefano Bonelli per Around the Game.


Agiamo nel modo corretto e partiamo dal definire il concetto di superstar in NBA.

  • Superstar: un giocatore che può guidare per usage una squadra vincente ai Playoffs (per “squadra vincente nei Playoffs” si intende un team che vince almeno una serie in post-season)

Usando questo “filtro”, possiamo prendere in considerazione le otto squadre avanzate almeno al secondo turno nei Playoffs in un determinato anno e individare quale giocatore guidi quella squadra per usage durante l’intera serie. Certamente ci sono cose molto più importanti che essere primi per usage, non c’è bisogno di specificarlo, ma questo vuole essere un modello approssimativo.

Secondo questa logica, possiamo individuare otto giocatori a stagione. Otto superstar all’anno, ovviamente con molti cambiamenti di stagione in stagione. Ovvio, non è qualcosa di esaustivo: in questo modo si escludono infatti le superstar infortunate (Kawhi Leonard ad esempio), quelle che giocano nella stessa squadra (come Paul George nel 2021) e giocatori chiaramente dominanti che non riescono a trascinare le squadre ai Playoffs (LeBron James quest’anno).

Per cercare di rimediare a queste mancanze, consideriamo un periodo di tre anni, non tanto da includere giocatori non più di successo (tranne uno), ma allargando il cerchio per riuscire a raccogliere un campione realistico. In ogni caso, è bene ripetere che si sta lavorando in teoria e non si sta cercando di legiferare la gerarchia della NBA. L’obiettivo è semplicemente quello di darci una base su cui poter procedere.

Leggendo la lista, si vede che è piena di ottimi giocatori. È vero che mancano Curry, Doncic e alcuni altri, ma qui stiamo cercando di avere una bozza il più ampia possibile, concentrandoci sulle macro-tendenze, quindi va bene.

L’elenco riportato è più ampio di una lista “questo giocatore potrebbe vincere un titolo come miglior realizzatore della sua squadra”, che in realtà sarebbe composta da non più di quattro giocatori in un qualsiasi momento. Forse questa è la vostra definizione di superstar, ma chiedetevi sinceramente: Dirk Nowitzki faceva parte di quella lista prima del 2011? Leonard c’era prima del 2019? O Steph Curry prima del 2015? L’elenco qui sopra è definito da una logica circolare, più reattiva che predittiva.

Passiamo ora alla parte rilevante per la continuazione del nostro caso. Probabilmente la cosa più importante che si può osservare è che Pascal Siakam è già sulla lista. È vero che è ultimo con la minor media punti a partita e che ha anche la percentuale dal campo effettiva più bassa nei Playoffs (eFG%), ma il suo nome è presente. Ha guidato i Raptors 2019/20 per usage in stagione regolare e nei Playoffs, e ora sappiamo che i Toronto Raptors possono vincere con Siakam come proprio leader.

Ma passiamo ad alcune statistiche. Ecco come sarebbe la superstar “media” degli ultimi tre anni nella stagione regolare e nei Playoffs. E aggiungiamo i numeri di Siakam quest’anno (Playoffs, ovviamente, esclusi) per un confronto.

Siakam è un po’ al di sotto della media realizzativa, ma altri giocatori hanno fatto di più nei Playoffs partendo da una base minore, come Jimmy Butler nei Bubble Playoffs o lo stesso Siakam sempre a Orlando. Non è impossibile per le superstar “minori” in questa classifica arbitraria guidare a vittorie nei Playoffs: devono essere circondati da giocatori complementari, talentuosi e funzionali (Bam Adebayo per Butler, Kyle Lowry per Siakam) e difese d’élite.

Il Siakam di oggi ha un All-Star in Fred VanVleet al suo fianco e una difesa sempre più terrificante per gli avversari, e l’impressione è che i Raptors abbiano delle possibilità di dare seguito alla loro ottima Regular Season nei Playoffs, in cui affronteranno Philadelphia al primo turno.

Ma fermiamoci un momento. Siakam è davvero una “superstar minore”?

La sua stagione è stata incredibile. È bene ricordare che Siakam ha saltato il primo mese per infortunio e che ha avuto bisogno di un po’ di tempo per tornare alla sua velocità abituale. Ha trascorso una o due settimane in prima marcia, per poi passare alla seconda e alla terza nel mese successivo; poi, nel 2022, ha inserito definitivamente la quinta.

Se si guarda solo a com’è stato Siakam dall’inizio dell’anno solare, inizia a somigliare facilmente alla superstar media. Ha una media di 23.8 punti a partita con lo stesso usage ed una eFG% pari a 53.2. Meglio di Jayson Tatum nel 2020, Devin Booker nel 2021 o Butler nella bolla. E Siakam lo ha fatto con lo spacing più angusto conosciuto nel 21esimo secolo.

Siakam non gode di grandi spazi da attaccare, per come sono strutturati i Raptors, ma tira col 37.4% da tre in catch-and-shoot , in linea con le stagioni considerate di Embiid, Jokic, Booker, Lillard e meglio di Young, Butler e di sé stesso nel 2020. Ma ora ampliamo il discorso, andando oltre allo scoring.

Come altre superstar della lista, Siakam fa molto di più che segnare in modo efficiente. Ha una media di 5.2 assist a partita, in linea con molte delle altre non-guardie nell’elenco delle superstar come Durant, Antetokounmpo, Leonard e Butler, e un discreta vantaggio su Embiid o Tatum. E soprattutto, Spicy-P gioca meglio in difesa (sotto ogni punto di vista) della maggior parte dei giocatori nella lista.

Non c’è molta distanza, statisticamente, che separa Siakam da questi giocatori. Almeno se ci basiamo su doti da realizzatore, efficienza, playmaking, difesa e gioco off-ball. Non è il tiratore in pull-up dalla distanza, ma segna in altri modi: post-up, attaccando il ferro, segnando nel traffico, dal mid-range, con dei floater… ogni stella ha le sua specialità, e per Siakam vale lo stesso discorso.

Il suo on/off per 100 possessi è di +7.9 (Net Rating), un dato che si collocherebbe quasi nel mezzo del gruppo delle superstar prese in considerazione nelle loro stagioni con un turno vinto nei Playoffs.

Siakam sta facendo questa stagione nonostante uno usage più basso di tutti gli altri, escluso Butler ai tempi della bolla. Ha le potenzialità per fare di più con la palla in mano, che è poi quello che generalmente accade nei Playoffs. La superstar media delle ultime tre stagioni ha infatti visto il suo utilizzo aumentare (almeno leggermente) in post-season, con giocatori come Mitchell, Jokic e Durant che hanno fatto registrare enormi differenze. Siakam potrebbe trattare la palla molto di più, e l’aspetto incoraggiante pe Nick Nurse è che nelle partite in cui ha avuto uno usage molto elevato e più tentativi di tiro, è stato notevolmente efficiente.

Se Siakam è davvero una superstar, allora cosa ci si può aspettare da lui nei prossimi Playoffs? Probabilmente vedrà aumentare il suo usage e segnerà di più, ma la sua efficienza probabilmente calerà. Questo è normale, perché, anche se i giocatori sono abituati a un’attenzione difensiva straordinaria, ottengono comunque meno tentativi in ​​transizione, meno tiri liberi e in generale meno punti facili. Siakam, poi, tende a non avere molti “omaggi” dalle difese, dato che la maggior parte dei suoi tiri sono dal mid-range (il secondo della lega).

Se i Raptors riusciranno a vincere una serie di Playoffs quest’anno, per Siakam e per Toronto sarebbe una importante conferma dopo una stagione ampiamente al di sopra delle aspettative iniziali. E per Pascal probabilmente diveterebbe quasi automatica la risposta alla domanda da cui si è partiti per questo articolo.

Sono conscio che la definizione di superstar presentata è arbitraria e poco accurata, ma il punto era delineare una lista, per mostrare alcuni dei volti dell’NBA attuale e i rispettivi numeri. E per riconoscere che Pascal Siakam è un nome lecito da spendere in una lista del genere.

Siakam dovrebbe entrare in un All-NBA Team alla fine dell’anno, ma essere una superstar vuol dire molto più di questo. E l’ala dei Raptors lo vuole dimostrare nei Playoffs.