Da quando si è conquistato uno status (e un contratto) da stella, la crescita di”Spicy P” è stata decisamente discontinua.

FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Samson Folk per Raptors Republic, tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game.


Da quando Pascal Siakam si è conquistato uno status (e un contratto) da stella, la sua crescita è stata decisamente discontinua. Il camerunense è un giocatore peculiare che per qualche anno ha vissuto un percorso simile a quello di decine di altre ali fisiche e con poco tiro.

Dopo una fase iniziale di spaesamento, infatti, Siakam sembrava aver imparato a gestire sempre meglio il proprio talento. E dopo la firma del max contract con i Toronto Raptors, Siakam aveva iniziato a tirare con continuità da dietro l’arco. L’obiettivo era quello di assomigliare sempre più ad ali come Paul George e Kawhi Leonard, ed è stato raggiunto in maniera alterna.

I tentativi da tre punti sono aumentati in maniera esponenziale, arrivando a circa 6 a partita nella stagione 2020/21. Quasi la metà di questi tiri venivano creati dal palleggio, con una percentuale del 34%. Un’efficienza superiore, nei numeri, a quella di VanVleet.

In questa stagione, però, le pull-up threes sono praticamente sparite dal bagaglio offensivo di Siakam, che tenta questo tipo di conclusione solo nel 1.6% dei suoi possessi. Ha ripreso a muoversi principalmente dentro l’arco, dove trova il canestro più frequentemente: Siakam infatti ha una percentuale del 41% sui tiri dal palleggio nel mid-range, il doppio rispetto al 20% circa dall’arco.

Una decisione che per i Raptors ha il sapore di ritorno al passato, vista l’efficacia con cui veniva giocato il pick&pop con Serge Ibaka nell’anno del titolo. Il tiro dal mid-range, tra l’altro, non è accompagnato dalla varianza che caratterizza il tiro da tre punti, un dato statistico che ha sistematicamente colpito i “Tampa” Raptors della scorsa stagione.

Siakam, quindi, ha iniziato ad occupare un ruolo diverso nell’attacco di Nick Nurse. Sarebbe più utile se tornasse a lavorare per segnare col 34% dall’arco? Al momento Pascal sta compiendo degli aggiustamenti al proprio gioco, nel tentativo di non snaturarlo eccessivamente come in passato, ma di saper punire allo stesso tempo le difese che collassano nel pitturato.

Come conseguenza dei suoi ottimi numeri nel mid-range, è aumentata la frequenza di situazioni in cui i difensori “cascano” alle finte di tiro di Siakam; e anche grazie a questo, Spicy-P sta segnando tra il 70 ed il 75% dei propri tiri al ferro – con l’incertezza statistica data dalle diverse distanze entro cui un tiro può essere considerato “al ferro”. Tenendo conto del volume di tentativi, stiamo probabilmente assistendo alla stagione più efficiente del numero 43 sotto ai tabelloni e nel mid-range.

Questa efficacia mette pressione alle squadre avversarie, costrette a concentrarsi su di lui lasciando aperte linee di passaggio. Non è un caso che, dal suo ritorno in campo, VanVleet, Trent e Barnes stiano tirando con percentuali migliori.

Nonostante i Raptors siano una squadra mediocre per quanto riguarda i punti per possesso generati da attacchi a metà campo (14esimo posto nella Lega), le lineups con il camerunense si trovano nell’80esimo percentile in questo dato.

I Raptors gli chiedono ancora tanti isolamenti statici, cosa di cui non capisco il senso. In ogni caso, è un tipo di soluzione che Pascal sfrutta con numeri sopra la media, soprattutto quando si tratta di ricezioni dal gomito. Dimostrazione pratica sono gli ultimi possessi della recente sfida contro i Clippers.

Siakam è poi uno dei migliori lunghi passatori della Lega. È quinto per assist e potential assists tra i 4/5 dell’NBA, con giocatori come Scottie Barnes e Gary Trent Jr che tirano con oltre il 50% quando assistiti dal camerunense.

Nella stagione a Tampa, Siakam aveva mostrato i propri miglioramenti nel playmaking da post-up. In questa annata, poi, ha mostrato un ulteriormente passo avanti come passatore, con un interessante mix di passaggi in situazion statiche e dinamiche.

La sua “mid-range gravity” gli permette di esplorare varie soluzioni, mentre la sua capacità di leggere gli aiuti dei difensori gli ha permesso di mantenere nelle ultime partite i migliori livelli di playmaking della sua carriera.

A favorirlo ci sono, inevitabilmente, anche i compagni: Barnes e Anunoby sono taglianti con un grande istinto, mentre Boucher ha sviluppato un’ottima complementarietà ai movimenti del camerunense.

In difesa, pochissimi giocatori nella lega sono in grado di coprire porzioni di campo maggiori rispetto a quelle di Siakam. Il camerunense si sta dimostrando fantastico nella protezione del pitturato e sta allo stesso tempo difendendo molto bene sui cambi, tenendo diversi scivolamenti contro le guardie.

Qualche parola, infine, per un aspetto sottovalutato della stagione di Siakam: i rimbalzi. Pascal si sta aggiudicando un numero di rimbalzi contestati maggiore rispetto a qualunque altra stagione della propria esperienza a Toronto, aiutando i Raptors in modo consistente sotto il proprio tabellone, e portando anche qualche nuova possibilità in attacco. In una lega dove gli extra-possessi sono oro colato, Siakam ne garantisce molti alla propria squadra (più di 2 a partita) e pochi a quella avversaria.

Un rimbalzo difensivo del #43, poi, è una delle migliori armi della transizione di Toronto. Pascal porta la palla nella metà campo avversaria molto velocemente ed è in grado di attaccare nei primi secondi e anche di trovare i compagni per tiri aperti. Tente volte abbiamo già visto degli assist per un catch&shoot di VanVleet.

Siakam, quindi, nonostante lo stipendio da superstar, ha dimostrato di essere un giocatore in grado di adattarsi alle necessità della squadra. Negli anni di Gasol e Ibaka, gli veniva chiesto di giocare da ala piccola; ora, visto il cambio di roster, agisce da lungo e ha una dimensione completamente diversa nell’attacco di Nick Nurse.