FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Nico Martinez per Fadeaway World, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Il carico a cui sono sottoposti i giocatori sta diventando uno dei problemi più grossi in NBA, e ce lo dimostrano anche gli ultimi aggiornamenti sui punti salienti emersi nelle discussioni infinte per il prossimo CBA.


Stano a Eric Pincus di Bleacher Report, la Lega starebbe cercando di fare cambiamenti importanti, tra cui modificare la regola sul challenge, in modo che permetta all’allenatore di conservarlo se utilizzato con successo. Ma non è tutto. Stando a Pincus, l’NBA potrebbe alterare il formato dell’overtime per introdurre un “punteggio massimo” a cui arrivare al posto dei soliti 5 minuti supplementari. Questo metodo, noto come “Elam Ending”, dal nome del suo inventore, è già stato testato in G League durante questa stagione, aggiungendo 7 punti da raggiungere alla fine dei tempi regolamentari, senza tempo.

“Un potenziale cambiamento potrebbe consistere nell’utilizzo di un punteggio massimo da raggiungere, ma solo nell’overtime. Questo permetterebbe di allungare enormemente le trasmissioni e di sovraccaricare i giocatori. Un esempio recente sono i 46 minuti di Kawhi Leonard nel doppio overtime contro i Sacramento Kings.”

L’obiettivo della NBA sarebbe quello di tenere ogni gara entro la durata di circa 2 ore, sempre stando a Pincus. Con un punteggio da raggiungere ai supplementari, i giocatori non dovrebbero faticare in quei decisivi 5 o 10 minuti in più dopo una battaglia già piuttosto dura lunga 4 quarti. Ovviamente, questo sta già generando, e genererà, critiche a destra e a manca, sebbene per adesso sia solo una potenziale proposto e poco più.

Il load management è dunque diventato uno dei punti salienti delle discussioni interne odierne della NBA, risaltando ancora di più dopo un All-Star Game non proprio brillante. Tra i tanti ad essersi lamentati, non poteva mancare Charles Barkley:

“Guadagni $70 milioni e non puoi giocare a pallacanestro 3 o 4 volte a settimana? Hanno jet privati, i migliori staff medici in circolazione. Anche chi lavora nelle acciaierie sono sicuro che sia stanco, ma vanno comunque a lavoro.”

Al di là dei ragionamenti semplicisti, Barkley non ha tutti i torti. Gli spettatori pagano i biglietti e si aspettano di vedere un determinato spettacolo e soprattutto determinati volti. Per fare in modo che ciò si realizzi, però, non basta “obbligare” i giocatori, ma effettivamente è necessario venire loro incontro, magari riducendo una schedule davvero troppo fitta e che li sottoporrebbe a grande usura, se rispettata diligentemente. L’Elam Ending sarà la soluzione? Non lo sappiamo, ma Adam Silver e soci dovranno scoprirlo in fretta.