4 – Il ritmo frenetico

Memphis Grizzlies e Golden State Warriors sono rispettivamente primi e quinti per pace (numero di possessi per partita) in stagione. Due squadre a cui piace tremendamente correre, e hanno necessità di giocare a ritmo alto per far funzionare al meglio i propri attacchi, per motivi diversi.

Gli Warriors amano la semi-transizione, e velocizzano le esecuzioni per alimentare il flow del sistema offensivo, e rendersi più imprevedibili negli ormai classici movimenti senza palla. Più il ritmo si abbassa, meno i grandi tiratori presenti a roster sono in grado di accendersi. Più il ritmo si alza, più gli interpreti difensivi e offensivi si esaltano.

I Grizzlies ne hanno bisogno perché l’attacco a difesa schierata ha dimostrato più volte di faticare non poco. Nelle situazioni di attacco a metà campo, Memphis è solamente 23esima per punti per possesso generati, dietro a squadre non certo eccellenti come Washington Wizards e Sacramento Kings. Per questo motivo, quando riescono a correre si fanno un enorme favore, e durante la stagione ci sono riusciti piuttosto bene, guidando la lega per punti generati in transizione per partita (24.8).


Le palle perse sono un lusso che nessuna delle due squadre può permettersi. Tantomeno gli Warriors, che durante la stagione regolare sono stati la seconda peggior squadra per percentuale di possessi terminati con una palla persa (15.2%); per questa serie, dovranno assolutamente continuare sulla falsariga di quanto fatto nel primo turno, in cui la percentuale è calata al 13%, migliore rispetto al pessimo 15.2% registrato dai Grizzlies, che a loro volta dovranno diventare più disciplinati.

In generale, la differenza nelle singole partite potrebbe farla la squadra che riuscirà a gestire in qualche modo il ritmo, controllandolo e sfruttandone la velocità a proprio favore. Così facendo, in una serie del genere, aprire grossi parziali di vantaggio è davvero un attimo.