Un inizio sotto le aspettative ha portato molti a credere che New York abbia bisogno di un tassello in più per essere competitiva. Arriverà dal mercato?

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FOTO: NBA.com

Dopo una stagione di rinascita come il 2020/21, in cui i New York Knicks sono tornati ai Playoffs per la prima volta dal 2013, la squadra di coach Tom Thibodeau quest’anno sembra aver fatto molti diversi indietro.

Attualmente i Knicks occupano la decima posizione a Est, con 17 vittorie e 19 sconfitte, e sono passati dall’essere la quarta miglior difesa dell’NBA alla 18esima (con un attacco ancora intorno alla 20esima posizione).

Dopo più di due mesi di Regular Season, al front office newyorkese è chiaro che potrebbe essere necessario cambiare qualcosa in questo roster per poter essere più competitivi. Cosa ci possiamo aspettare, dunque, nei prossimi 40 giorni circa di mercato aperto?

Alla ricerca di una point guard

Nonostante l’uscita di scena e poi il ritorno di Kemba Walker, New York sta cercando un’opzione definitiva per il proprio spot di point guard titolare.

Qualche settimana fa si era ipotizzata una possibile – complicata – trade con gli Houston Rockets per John Wall. Più recente, invece, l’indiscrezione di Greg Swartz (Bleacher Report), che ha suggerito De’Aaron Fox come possibile trade target.

Uno scambio che si strutturerebbe così:

KNICKS ricevono: De’Aaron Fox

KINGS ricevono: Obi Toppin, Kemba Walker, Alec Burks, scelta al primo giro del 2022 (protetta 1-3), scelta al primo giro del 2023 (via Dallas), scelta al secondo giro del 2022.

In questo modo, come evidenziato dallo stesso Swartz, New York accoglierebbe finalmente una point guard titolare su cui puntare per il futuro, e un giocatore che già nell’immediato potrebbe sgravare Julius Randle e RJ Barrett da molte responsabilità di playmaking.

Sacramento potrebbe avere dei motivi per accettare, oltre alle scelte/swap al Draft (che potrebbero anche essere di più) e alla possibile volontà della franchigia di “dare una scossa” al roster.

Burks e Walker porterebbero a Sacramento quell’esperienza e quella leadership che mancano al backcourt del domani dei Kings. Ovvero, in caso di addio a Fox (caldeggiato da diversi insider nelle ultime settimane): Tyrese Haliburton e Davion Mitchell.

Marvin Bagley, invece, sarà free agent nell’estate 2022, e potrebbe essere sostituito da Toppin (19.7 punti, 8.8 rimbalzi, 2.1 assist e 1.4 stoppate per 36 minuti in questa stagione) come giovane da sviluppare in quello spot.

… e di un centro?

Un ulteriore punto di domanda riguarda la questione centro. Mitchell Robinson non sembra avere un futuro assicurato in squadra, anzi, e una trade per lui non sarebbe sorprendente, vista la sua imminente free agency. E così, New York potrebbe muoversi entro la trade deadline proprio per aggiungere un 5.

Qualche giorno fa Patrick Kiernan (The Knicks Wall,) ha spiegato come Myles Turner, in uscita dai Pacers, dovrebbe essere un target da inseguire.

Turner, oltre al 2021/22, ha ancora un anno di contratto a $18 milioni e rappresenterebbe un profilo per certi versi ideale. Oltre ad aiutare la difesa di New York a tornare ai livelli della scorsa stagione – il centro dei Pacers è uno dei migliori rim protector della lega – in attacco garantirebbe a Thibs un range di tiro ben più ampio di quello di Noel e Robinson; dote, questa, che lo rende un fit migliore per giocare al fianco di Randle e Barrett, che in questa stagione hanno fatto registrare una drastica flessione nel proprio rendimento offensivo.

Per arrivare a Turner, i Knicks dovrebbero battere la concorrenza (che non mancherà), sacrificando almeno uno dei propri giovani e scelte al Draft. Come spiegato da Ian Begley su SNY la scorsa settimana:

“I Knicks potrebbero attirare Indiana con il proprio Draft capital: New York nei prossimi due Draft possiede i diritti protetti su quattro scelte al primo giro e sei nel secondo. Oltre a questo, i Pacers vorrebbero aggiungere uno o più de giovani di NY, ovvero: Obi Toppin, Immanuel Quickley, RJ Barrett e Mitchell Robinson.”