La trade deadline si avvicina e i Knicks sono pronti per qualche movimento. Quali giocatori dovrebbero scambiare, trattenere e rendere indisponibili?

FOTO: The Knicks Wall

Questo contenuto è tratto da un articolo di Will Bjarnar per The Knicks Wall, tradotto in italiano da Francesco Paladino per Around the Game.


Tutti hanno una stagione preferita, mente chi dice di non averla. Chi ama la spiaggia, preferisce l’estate. C’è chi adora le foglie e i colori dell’autunno. E quelli che amano il Natale, e farebbero di tutto per una bella nevicata.

Io? Preferisco il caos. Ecco perché la mia settimana preferita dell’anno è quella della trade deadline, e la mia mascotte festiva del cuore è Adrian Wojnarowski. Quest’anno si festeggia giovedì 10 febbraio: i lunghi pagano 5 dollari, le guardie entrano gratis.

Per prepararmi alla settimana calda del mercato, mi sono portato avanti. Ho preso i giocatori dei New York Knicks recentemente interessati da trade rumors (più o meno attendibili) e li ho divisi in alcuni gruppi: da quelli scambiabili a chi va tenuto a tutti i costi, e ho spiegato perché.

L’ora di scatenare la Trade Machine è arrivata. Buona trade deadline a tutti.

PROVARE A LIBERARSENE: EVAN FOURNIER, KEMBA WALKER

C’è un momento specifico di una scena di The Office che fa venire in mente i Knicks. Michael Scott è un romantico senza speranza, ma per fortuna, quando lo Scranton Business Park organizza un prelievo di sangue per il giorno di San Valentino, Michael incontra una donna. Hanno una bella conversazione, addirittura lei dice che lui è carino. Per uno come Michael, sembra quasi troppo bello per essere vero. E, naturalmente, lo è. Prima che lui possa alzarsi dal lettino e presentarsi ufficialmente, sviene. Quando si sveglia, la donna non c’è più. Tutto ciò che ha lasciato è un guanto e, per obblighi legalo, l’infermiera (che Michael chiama “cameriera”) non può dargli il suo nome.

Nel disperato tentativo di trovare la misteriosa donna dei suoi sogni, Michael organizza un party per single. È uno stratagemma, naturalmente; tutto quello che Michael vuole è che la donna appaia alla porta. Alla fine, i single della Dunder Mifflin si aggrappano alla speranza del loro capo e aspettano ansiosi l’entrata dell’amica di Michael.

Passano le ore e la donna misteriosa non si fa vedere. Non importa: Michael non è disposto ad arrendersi. Dice a tutti di tornare a casa, se vogliono; Oscar Martinez, come sempre ottimista, dice di no e consiglia di aspettare ancora un po’. Passa un’altra ora circa, e Kelly Kapoor finalmente dice a Michael che è ora di lasciar perdere il suo sogno e di terminare la serata. Oscar ci ripensa e dice al suo capo: “Andiamo, dai. Ce ne andiamo tutti”. Così, tutto l’ufficio si avviò, ancora per la maggior parte single, verso le loro case.

Michael che aspetta senza speranze che qualcuno si presenti alla sua festa mi fa pensare a Tom Thibodeau in attesa che Evan Fournier e Kemba Walker possano dare una svolta positiva alla loro stagione. Thibs ha estromesso Walker dalle rotazioni dopo il suo pessimo inizio di stagione, poi ha provato ad inserirlo nuovamente nelle rotazioni; Fournier, invece, non è mai uscito dalla starting lineup, nonostante le peggiori percentuali al tiro della sua carriera.

Thibodeau e Leon Rose hanno avuto un colloquio con entrambi recentemente, nel tentativo di venirsi incontro e riuscire a stabilire una connessione che possa aiutare i Knicks in campo. I giocatori che Thibs ha incontrato al prelievo del sangue, però, devono ancora presentarsi alla porta, come la donna di Mike.

“Andiamo”, dovrebbe dire il front office dei Knicks ai loro speranzosi capi. “Ce ne andiamo tutti”. E per andare, intendo premere il grilletto e cedere le due firme della scorsa offseason in una trade al più presto.

Kemba ha un biennale da 18 milioni di dollari in scadenza a luglio 2023, mentre il quadriennale da 73 milioni di Fournier (ultima stagione vincolata a una team option) andrà in scadenza nel 2025.

Nessuno dei due può essere il punto cardine di una trade, ma insieme potrebbero essere pedine di scambio per delle squadre che cercano di sbarazzarsi di contratti pesanti. Magari, ad esempio, i Sixers – e non per Ben Simmons. Non fa impazzire Tobias Harris, e soprattutto il suo contratto, ma potrebbe essere utile a New York. Altrimenti, si potrebbe fare un tentativo per Jerami Grant, il frontman di questa trade deadline.

CANDIDATI PROBABILI PER UNA TRADE: BURKS, ROBINSON

Le responsabilità sulle spalle di Alec Burks come ball-handler sono state un passo molto lungo per un giocatore che non era mai stato impiegato come playmaker, che era abituato a giocare off ball e ad essere un’opzione consistente in transizione. Le sue qualità sono state vitali per una squadra che in qualche modo, pur avendo tre guardie a roster, deve ancora trovarne una in grado di far funzionare bene la squadra (e prendere la maggior parte del minutaggio nella posizione).

Ma Burks non è un playmaker, e siccome i Knicks iniziano a ritrovarsi fuori dalla corsa Playoffs ad Est, potrebbe essere il momento per Thibs di accorciare ulteriormente la rotazione. Questo significa trovare più minutaggio per RJ Barrett, Quentin Grimes, Immanuel Quickley e l’ultimo arrivato Cam Reddish. Se Leon Rose è disposto a separarsi da una qualsiasi delle sue guardie, il contratto di Burks è quello più semplice da spostare ($10M annui per questa e la prossima stagione, più una team option per il 2023/24).

Quanto a Mitchell Robinson, invece… Ricordate quando Dwight Howard a Houston si allenava con Hakeem Olajuwon, con tanto di foto, e tutti diedero di matto perché The Dream avrebbe rivitalizzato la carriera dn Dwight? E tutti immaginavano Howard con uno skyhook, accanto a James Harden… ve lo ricordate?

Beh, non ha funzionato, ma io sostengo il concetto e credo che sia giunto il momento per Robinson di iscriversi alla Patrick Ewing School of Big Men. Anzi, Ewing è impegnato ad allenare i Georgetown Hoyas. Ma diamine, chiamate Tyson Chandler. Oppure Amar’e Stoudemire. Insomma, mettete Mitch in una palestra con un lungo che sia abile offensivamente, e lasciate che lavorino sul suo gioco finché non esce dalla porta un uomo nuovo, con una barba e una faccia più minacciosa. E fate delle foto, conoscete le regole: foto, o non è mai successo.

Scherzi a parte, non c’è tanto che Robinson possa fare in questo momento, data la sua lunga storia di infortuni. La sua mobilità è compromessa in una certa misura, e da quello che abbiamo visto fino a questo punto, il suo arsenale offensivo rimane limitato. Penso semplicemete che sia arrivato il momento di scambiarlo.

Mitch sarà free agent nella prossima offseason, e il suo contratto è molto economico ($18.M): potrebbe essere incluso in una trade che porti qualcosa di interessante ai New York. Si è parlato dei Kings, di recente. Forse a Sacramento non hanno un gran bisogno di lui, ma potrebbe essere un pedina di un trade abbastana grossa. Magari per De’Aaron Fox, o magari in uno scambio a tre squadre che sposta Richaun Holmes, o che (finalmente) libera i Kings da Marvin Bagley. A prescindere da ogni congettura, immagino che i Knicks sarebbero disposti ad includere Robinson in una trade.

Quanto detto su Robinson potrebbe applicarsi, in alternativa, anche a Nerlens Noel e Taj Gibson.

Per Jericho Sims, invece, vale la pena aspettare almeno un anno di sviluppo, prima di parlarne.

CEDIBILI, MA AL GIUSTO PREZZO: RANDLE, QUICKLEY, TOPPIN

I Knicks vogliono Ben Simmons? De’Aaron Fox? Caris LeVert? I numeri vincenti del lotto? Entrare a Grifondoro?

La maggior parte delle grandi trade significa scambiare Julius Randle (nonostante le sue parole di ieri) e uno tra Immanuel Quickley e Obi Toppin, se non entrambi. Sappiamo che questo è il caso.

Ora, sembra abbastanza improbabile che uno di questi giocatori vengano effettivamente scambiati in questa trade season. Va detto, però, che i principali giocatori degli Indiana Pacers sono destinati a cambiare maglia nella prossima settimana, e per New York potrebbe nascere un’occasione. Negli ultimi giorni si è parlato di un possibile interesse per Caris LeVert.

In una trade con i Pacers potrebbero potenzialmente essere ceduti Quickley e Toppin, forse entrambi. Ma sicuramente non entrambi più Julius, soprattutto se la contropartita non fosse Turner o Sabonis.

Per ora, comunque, sono solo rumors. Stiamo a vedere se si trasformeranno in qualcosa di concreto.

NON PENSARCI NEMMENO: RJ BARRETT

Ho bisogno di citare ciò che il mio collega Mike Cortez ha scritto nel suo ultimo articolo: anche solo pensare ci cedere il giovane canadese sarebbe una follia per i Knicks.

I Knicks hanno finalmente qualcuno per cui vale la pena impegnarsi a lungo termine, e in estate RJ Barrett è atteso alla firma di una (onerosa) estensione salariale. Non c’è motivo per ipotizzare una sua partenza da New York.