FOTO: Sports Brief

Per i New York Knicks, in particolare per Leon Rose, l’obiettivo è, resta e sarà sempre uno: ottenere delle stelle. Lo scriveva Fred Katz di The Athletic a fine 2022, lo confermava Shams Charania e – tramite le loro fonti – lo riportavamo noi QUI:

“New York ha un ingente Draft capital da poter mettere sul tavolo (fino a 8 prime scelte), essendo in possesso di tutte le proprie first-round pick dei prossimi anni, assieme a quelle di Detroit (2023, protetta 1-18), Washington (2023, protetta 1-14) e Milwaukee (2025, protetta 1-14).”

“Con tutti questi asset, e una batteria di contratti spendibili come cap filler (Evan Fournier, Derrick Rose) in unione a qualche giovane promettente (Quentin Grimes, un rivitalizzato Cam Reddish, Obi Toppin e Immanuel Quickley), l’arrembaggio a qualche big scontento o, guardando al futuro, in scadenza, sembrerebbe tutto fuorché inverosimile.”


Una star, sulla carta, ce l’hanno, e risponde al nome di Julius Randle. Una sub-star, pure, da identificare in Jalen Brunson. Per adesso, però, sembra non bastare per una delle squadre maggiormente in vetrina della NBA, indipendentemente dai risultati. E così, stando a quanto riportato da Eric Pincus di Bleacher Report, ci sarebbe già una pletora di obiettivo per questa offseason.

Il primo nome (realistico, dato che si è parlato anche di Joel Embiid, ma solo tramite speculazioni) che salta fuori da un po’ è quello di Karl-Anthony Towns, reduce da una run fallimentare – sua e di squadra – e apparso un po’ un pesce fuor d’acqua nelle lineup assieme a Rudy Gobert, dopo aver perso anche 52 gare per infortunio nel corso della stagione. Proprio per questo motivo, però, i Wolves potrebbero decidere di andarci cauti, trattandosi del primo anno con un nucleo completamente nuovo e avendo appena offerto al giocatore una supermax extension da 4 anni e $224 milioni. A collegarlo all’ambiente Knicks ci sarebbe il fatto di essere un cliente CAA, agenzia di cui Leon Rose era membro, e di aver già militato sotto Tom Thibodeau a Minneapolis.

Se con KAT non dovesse andare, ecco che Pincus cita una lista di nomi: Bradley Beal, anche lui appena esteso, reduce da un ambiente come Washington che sembra ad un vicolo cieco; Kyle Kuzma, qualcosa di meno di una star, ma che sarà free agent in estate e desideroso di big market, sebbene la trade Hachimura sembrasse indirizzare verso una sua permanenza. Se non fosse che l’executive, Tommy Sheppard, sia stato licenziato. E, infine, OG Anunoby, anche lui non stella, ma role player di lusso.

Quest’ultimo è nelle mire dei Knicks già dalla trade deadline passata, e il suo contratto da $18.6 milioni nel 2023/24, insieme a una player option da $19.9 nella stagione successiva, lo rende appetibile, considerando che i Raptors hanno chiesto svariate first-round picks per il giocatore, pienamente a disposizione di New York.

A questo punto, praticamente nessuno è al sicuro. Partendo dai nomi caldi, Josh Hart sarà il free agent di maggior livello se rifiuterà la player option e, come fa notare Eric Pincus, è anche un cliente CAA. Potrebbe esserci interesse reciproco a continuare i rapporti anche al netto dell’ottimo impatto avuto ai Playoffs e soprattutto nel finale di stagione.

Nomi come quelli di Evan Fournier e Derrick Rose, invece, saranno i primi ad andarsene. Il francese ha affermato molto francamente in conferenza stampa di aspettarsi di non essere più un Knicks dalla prossima stagione, consapevole di avere un brutto contratto ($18.9 milioni nel 2023/24+team option) in relazione alluso che New York ne ha fatto – 27 gare giocate in tutta la stagione con 17 minuti di media, fuori dalle rotazioni ai Playoffs.

Stesso dicasi per Derrick Rose, che però ha una team option da $16 milioni facilmente rifiutabile – o, all’occorrenza, buona da accettare e usare come cap filler in un’eventuale trade per elementi di maggior valore. In primis, Draft picks; in secundis, giocatori come Immanuel Quickley o Obi Toppin, nel loro rookie contract e da estendere. I loro stipendi sono bassi, perciò possono essere inseriti con facilità in ogni scambio di sorta, creando una discrepanza positiva per quel che riguarda il valore secondo il rapporto rendimento-contratto, almeno nell’immediato.

Meno spendibili, ma comunque preziosi, sono Quentin Grimes – anche lui rookie deal, ancora – e RJ Barrett, che ha firmato un quadriennale da $107 milioni che partirà dal 2023/24. Questi ultimi sono più “preziosi” come asset, pertanto verranno utilizzati solo qualora New York valuti necessario farlo per qualcosa di grosso valore. Occhio anche al contratto di Mitchell Robinson, che guadagnerà $15 milioni annui di media di qui e il 2026.

Insomma, gli asset sono infiniti e, qualora il front office di New York decidesse di volerne impiegare un bel po’ per aggiungere una stella da fuori, anche più del dovuto, non stupitevi: è dei Knicks che parliamo.