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Questo contenuto è tratto da un articolo di Marc J. Spears per The Undefeated, tradotto in italiano da Edoardo Viglione per Around the Game.


Pochi mesi fa Miles Bridges ha deciso di scommettere su sé stesso, rifiutando la Rookie Extension che gli era stata proposta dagli Charlotte Hornets. Una scelta coraggiosa la sua, ma vedendo in questo avvio di stagione i suoi miglioramenti e il ruolo da protagonista che è stato capace di ritagliarsi, sembra proprio che abbia fatto centro.

La prima preoccupazione di Miles non sono mai stati i soldi, comunque, come aveva anche fatto capire a The Undefetated dopo la sconfitta contro i Warriors ad inizio novembre (una grande partita, tra l’altro, in cui raccolse 9 rimbalzi e mise a referto 32 punti con 5 tiri dall’arco).

“Non sono preoccupato per i soldi, il mio unico intento è quello di giocare nel miglior modo possibile per vincere. Lascerò che sia il mio agente a preoccuparsi del lato economico.”

(Miles Bridges)

Bridges, finora, ha quasi raddoppiato la propria media (22.3 PPG) punti rispetto alla scorsa stagione (12.7), e sta ritoccando momentaneamente tutti i suoi precedenti career-high in diverse categorie statistiche.

Scelto con la pick numero 12 al Draft 2018 e per questo, come detto, eleggibile l’estate scorsa per una Rookie Extension, Miles ha ricevuto e declinato un’offerta per un contratto quadriennale da 60 milioni complessivi.

Mikal Bridges, scelto nella stessa classe Draft con la decima pick, ha siglato un accordo con i Phoenix Suns da 90 milioni di dollari in quattro anni poche settimane fa.

“Amiamo Miles e ultimamente abbiamo avuto diversi colloqui con i suoi agenti. La decisione finale è quella di aspettare e vedere come giocherà questa stagione, per riprendere le trattative in primavera.”

(Mitch Kupchak, General Manager degli Charlotte Hornets)

Rifiutando la proposta, l’ala degli Hornets sarà Restricted Free Agent nella prossima estate.

Kupchak e il Front Office, intanto, non hanno dovuto aspettare per vedere i miglioramenti del giocatore e per capire che merita sicuramente un contratto più redditizio di quello proposto; aver atteso, però, potrebbe rivelarsi pericoloso, in quanto anche altre franchigie saranno interessate a firmarlo.

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Come anche riconosciuto dallo stesso Bridges, la chiave del suo notevole sviluppo è stata la fiducia del coaching staff e dei suoi compagni, situazione che l’ha aiutato a sentirsi più tranquillo dentro e fuori dal campo, ma è solamente un punto di partenza.

“I miei miglioramenti più grandi li ho fatti nelle decisioni che prendo sul parquet e nel mio playmaking. Ora riesco a capire quando è meglio tirare o quando è meglio fare un passaggio, ma posso crescere molto nella fase difensiva.”

(Miles Bridges)

Miles ha iniziato questa Regular Season conquistando il titolo di miglior giocatore della prima settimana nella Eastern Conference. Secondo coach James Borrego, però, i suoi miglioramenti hanno iniziato a vedersi durante la fine della scorsa stagione, nel mese di aprile.

“La sua fiducia ha iniziato a crescere nella fase finale della stagione precedente, quando in squadra ci sono stati diversi infortuni e Miles ha cominciato a sentirsi più sicuro nel tiro e nel playmaking. Ora sta cercando di aiutarci a vincere e sta giocando con grande fiducia e attenzione.”

(James Borrego)
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Bridges ha passato molto tempo in palestra durante l’offseason per migliorarsi dal punto di vista fisico. Svolgeva allenamenti sul campo da basket e in sala pesi per cinque o sei ore, sotto la supervisione dell’allenatore Chris Johnson. Inoltre, h assunto anche uno chef personale per aiutarlo ad avere una corretta alimentazione.

Un’attitudine che ha legittimato un ruolo da leader nello spogliatoio degli Hornets.

La squadra non disputa i Playoffs dal 2016, quando Kemba Walker e compagni vennero eliminati al primo turno in sette gare dai Miami Heat. Dopo averla sfiorata lo scorso anno perdendo al Play-In, però, il ritorno in post-season quest’anno non sembra più un’utopia, grazie alla presenza e alla crescita del core formato da Miles Bridges, Terry Rozier, Gordon Hayward e il Rookie of the Year in carica LaMelo Ball.

“Se pensi a Charlotte, pensi ad uno small market. Non eravamo quasi mai in diretta televisiva, ma dopo l’arrivo di LaMelo le attenzioni su di noi sono cresciute e ciò mi ha dato un’ulteriore spinta. Le persone sapranno chi sono, di questo sono sicuro. Devo solo continuare a giocare bene e ad aiutare la squadra a vincere. Portare gli Hornets ai Playoffs significherebbe tantissimo per me. Amo vincere, odio perdere e soprattutto amo questa franchigia.”

(Miles Bridges)