Tra i tanti miracoli di Miikka Muurinen, oltre a quello di “trasformare l’acqua in vino”, c’è l’essere già riuscito ad affermarsi come elemento decisivo della Finlandia a EuroBasket 2025 nonostante sia il più giovane del torneo.

La pallacanestro ai tempi dell’Aura non può che accogliere a braccia aperte Miikka Muurinen, prospetto finlandese di appena 18 anni che sta spaccando in due i social media durante EuroBasket 2025 o, se preferite, il titolare di uno dei soprannomi più “cold” che si possano leggere in circolazione, “Slim Jesus”. Non è una sorpresa che stia diventando un fenomeno virale, per varie ragioni.
Chi è Miikka Muurinen?
In primis, il soprannome sembra sia stato coniato da Cam Wilder, influencer di 24 anni celebre soprattutto per aver fondato Rod Wave Elite (RWE), una squadra di pallacanestro “nomade” che attrae e recluta (anche solo per un singolo weekend) i migliori giocatori delle High School americane in cambio di visibilità – una sorta di “Harlem Globetrotters” dei nostri tempi. Il video dell’evento al quale ha partecipato Muurinen a Indianapolis ha generato 1.2 milioni di visualizzazioni su YouTube, altre 1.2 milioni l’approfondimento dello stesso Wilder sul finlandese, definito “il miglior giocatore RWE di sempre”.
Una fama, dunque, che parte in primis dai social media, ma soprattutto dal pubblico giovanissimo tanto americano quanto europeo, con interazioni a valanga che si allargano anche a TikTok e Instagram.
Anche perché Miikka Muurinen, di per sé, è arrivato nel panorama delle High School statunitensi come oggetto semi-sconosciuto, facendosi poi notare con la canotta di AZ Compass Prep e scalando le classifiche di ESPN in un anno, da non-classificato fino al quindicesimo posto nel recruiting database per quanto riguarda la Draft Class collegiale del 2026. Al momento, il finlandese – prospetto cinque stelle – risulta aver ricevuto offerte da Alabama, Arkansas, Cincinnati, Illinois, Kentucky, Michigan, Texas Tech, UCLA e Utah. Ma cosa lo rende così speciale?
Per questo, viene in aiuto la pallacanestro più competitiva che abbia disputato finora, quella di area FIBA. Il torneo europeo U16 della Finlandia nel 2023 non è andato benone, nonostante un Muurinen da 16.9 punti (3° nella competizione), 1.0 rubata e 2.0 stoppate a partita. Percentuali non entusiasmanti, certo, senza arrivare al 30% da tre punti o al 50% da due (ancora più grave per uno con quelle leve e quell’atletismo tra i pari età), ma comunque inserite in un contesto non troppo attrezzato.
Con la nazionale maggiore, invece, ha avuto ovviamente un ruolo più ridotto, vista l’età, ma non per questo marginale. Già in Spagna, lo scorso anno, all’Olympic Qualifying Tournament, ha avuto diversi minuti, tutt’altro che scontato per un diciassettenne, e in una delle amichevoli ha avuto anche la possibilità di presentarsi a un ex NBA come Davis Bertans della Lettonia, inchiodandolo al tabellone. Una discreta anticipazione di quello che è stato, è e sarà per lui EuroBasket 2025.
EuroBasket 2025, la consacrazione
Miikka Muurinen, nato il 4 marzo 2007, è il giocatore più giovane della competizione, a 18 anni da poco compiuti. Eppure, tra i tanti miracoli di Slim Jesus, oltre a quello di “trasformare l’acqua in vino” per i tifosi finlandesi, abbiamo assistito anche a quello di risultare già decisivo per la propria nazionale.
Subito, nella partita d’esordio contro la Svezia, complicatissima e finita punto a punto, è stato buttato dentro a 6 minuti dalla fine, catturando un rimbalzo difensivo tra le maglie gialle in agguato praticamente ancora prima di mettere piede in campo. Poi di là, il marchio di fabbrica: tripla senza paura, senza pensarci, che esce con uno sfortunato dentro e fuori, ma subito palla vagante catturata e chiusura con uno splendido arresto a due tempi e morbido finger roll in testa al difensore avversario. Clutch time, +1.
Nemmeno il tempo di arrivare di là che è palla rubata della Finlandia e schiacciata in contropiede di… indovinate un po’? Il solito, che in due minuti cambia la partita, ottenendo anche due liberi su un alley-oop che rischiava di far venire giù la Tampere Deck Arena e sporcando un possesso decisivo in difesa.
“Questo è il tipo di persona che sono io. Sono solo un ragazzo sicuro di sé. Questo è come ho vissuto la mia vita, avendo fiducia in me stesso. Voglio essere il migliore in tutto quello che faccio”, ha dichiarato Muurinen in una delle tante interviste post-partita. Si vede che sia così, e a quanto pare si sente, dato che anche l’esperto capitano della Finlandia lo ha definito un “chiacchierone, uno che ama parlare tanto in campo, anche se il suo pregio è proprio che quando siamo lì non credo abbia paura di nulla”.
Queste parole, quella prima partita, sono il perfetto riassunto di quello che è stato EuroBasket per Miikka Muurinen. Una rampa di lancio mediatica, certamente, che ha dato vita a un personaggio, ma anche un palcoscenico importante dove mettere in mostra tutte le proprie doti.
Visionando le sue partite, anche quelle più “obsolete” con i pari età in area FIBA, si nota un tratto che contraddistingue tutti i grandi giocatori: non ama stare a guardare. Soprattutto in difesa. Non è destinato ad affermarsi come un semplice energy guy perché non lo tollererebbe, già stando seduto in angolo a EuroBasket 2025 lo si può intravedere spesso sbracciare e scuotere la testa quando non viene coinvolto. Un male? Meh, ha 18 anni e una palese voglia di spaccare il mondo, è piuttosto normale che sia così.
In difesa, lì sì, le cose cambiano. Non solo le sue braccia infinite gli consentono di sporcare decine di palloni e di contestare tiri a piacimento tanto in area, quanto sul perimetro, ma il suo timing per la stoppata è già elitario. Già all’EuroBasket U16 2023 ben 4 stoppate contro la Spagna vincitrice del torneo e ben 5 contro la Grecia, mentre con i più grandi è arrivato a quota 3 qualche giorno fa contro la Lituania.
In aiuto, soprattutto in area FIBA, ha i mezzi per alterare qualunque tiro, e si carica proprio con questo genere di giocata. Tutte le sue schiacciate virali, tutti i suoi momenti migliori o quasi, nascono da una transizione dopo una grande giocata difensiva, sua o di squadra. Si badi bene, questo non serve a sminuirlo (abbiamo elogiato Saliou Niang per gli stessi motivi), anzi, i punti in transizione – specialmente dopo un possesso difensivo – sono al contrario quelli più “sicuri” e richiesti specialmente nella rapida pallacanestro contemporanea – e comunque per totalizzare un 10 su 11 da due nel torneo devi saper chiudere bene al ferro.
La schiacciata contro la Serbia nello storico successo finlandese agli ottavi di finale nasce proprio da un recupero difensivo di squadra che lo ha lanciato in contropiede, dove sono già in pochi a poterne tenere il passo. Per il resto, un ruolo molto marginale, come detto, dovuto ovviamente all’età e alla (im)maturità cestistica, nonostante le ottime giocate di energia su palle vaganti e a rimbalzo offensivo, una delle specialità della casa.
Troppo presto per ragionare sul tiro e sulle percentuali da tre punti, sin qui sempre basse nelle competizioni FIBA, anche contro i pari età. Il fatto che tiri male i liberi, con circa il 50% per adesso secondo i dati dei tornei europei, non è incoraggiante, dal momento che si tratta di un metro di valutazione utilizzato spesso anche dagli scout per definire la parabola di sviluppo dei giovanissimi, anche se la dinamica e la pesantezza dei tiri segnati paiono incoraggianti.
Le prime due bombe del suo EuroBasket, dopo uno 0 su 4 nelle prime quattro gare, sono arrivate proprio contro la Serbia nel quarto periodo con la partita punto a punto. E in faccia a nientepopodimeno che Nikola Jokic, con tanto di celly (esultanza) inserendo la “pistola” rovente nella fondina non prima di avere inalato il fumo della polvere da sparo. Clutch è riduttivo, cold è un dato di fatto, aura è semplicemente la parola perfetta per Slim Jesus.
Il prossimo step consisterà nel capire quanto potrà imparare a crearsi i propri tiri anche al livello superiore e se mai quelle percentuali saliranno. Al momento, la mobilità, le braccia lunghissime, i 210 centimetri e quel motor rendono Miikka Muurinen prevalentemente un prospetto difensivo elitario anche in ottica NBA, mentre dall’altra parte c’è bisogno di vedere qualcosina di più.
Come detto, non ama stare fermo, deve essere coinvolto, ma allo stesso tempo ha limiti evidenti al tiro tanto da fermo quanto in movimento, nonostante alcuni buoni flash con i più giovani – dove però le percentuali erano comunque basse. Tutto quello che di più buono si è visto è a rimbalzo offensivo o da tagliante dinamico, di conseguenza come “play finisher”, che ha bisogno di concludere la giocata ed essere assistito – in contrapposizione a “shot creator”, perché non sa ancora crearsi con alto volume ed efficienza le proprie conclusioni.
Il materiale umano è palpabile, il tocco perlomeno nei pressi del ferro pure, da fuori solo a piccoli bocconcini. Difensivamente va testato contro atleti di livello superiore, ma sin qui si è lasciato guardare. Tra i vari deliri, c’è chi ne ha parlato come il prossimo Cooper Flagg, sebbene ancora non abbiamo visto quello originale. C’è chi ha definito surreale che esista un finlandese “soprannominato ‘Slim Jesus’ che assomiglia a un personaggio uscito da K-Pop Demon Hunters”. Personalmente, da uno ossessionato con i Timberwolves, ricorda un Jaden McDaniels ancora più lungo e più “cocky” (sfacciato, chiacchierone), con lo stesso temperamento, quel “caratterino” semplicemente espresso in maniera molto differente.
Ma la verità è che nulla di tutto questo ha senso, sono solo deliri degli adepti. Miikka Muurinen è tutto e niente, l’alfa e l’omega. Semplicemente, Slim Jesus.