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I Los Angles Lakers si stanno guardando intorno da qualche settimana per cercare il modo di dare una svolta alla propria stagione, dopo un inizio segnato da 18 vittorie, 19 sconfitte e molte criticità. Il problema, come avevamo spiegato in questo articolo, riguarda la povertà di asset a disposizione di Rob Pelinka.

Non è un segreto che i Lakers non abbiano spazio salariale. E oltre al trio Westbrook-James-Davis, solo Talen Horton-Tucker (9.5 milioni di dollari) e Kendrick Nunn (5) hanno un contratto diverso dal minimo salariale, configurandosi di fatto come gli unici davvero “scambiabili” nel roster. Ciò che rende minimo il margine di manovra, poi, è la carenza di scelte al Draft: quelle al primo turno del 2022 e 2024 (o 2025, una delle due) sono state cedute, e quella del 2023 è soggetta a un possibile swap (con i Pelicans).

E dunque, come potrebbe smuovere le acque il front office dei giallo-viola? Gli asset spendibili sul mercato, vista l’impossibilità di cedere una prima scelta fino al 2027, sono i sopra citati Horton-Tucker e Nunn.

L’ex Heat ancora non ha fatto il suo debutto nel 2021/22. Il 21enne, invece, sta affrontando un periodo di difficoltà in questo inizio di stagione. Le squadre interessate a THT, comunque, non dovrebbero mancare secondo John Hollinger (The Athletic), che recentemente ha parlato della sua situazione e di una sua possibile partenza.

I Lakers, per Hollinger, stanno cercando guardie con la miglior combinazione possibile di difesa perimetrale, tiro da fuori e abitudine a giocare la maggior parte dei propri possessi off-ball, e non intendono discostarsi molto da questo identikit. Qualche nome emerso: Norman Powell, Derrick White, Marcus Smart e Bogdan Bogdanovic, con quest’ultimo che offensivamente sarebbe l’archetipo ideale del giocatore che manca a Los Angeles.

Al momento non ci sono trattative nel vivo, secondo The Athletic. Se però i Lakers dovessero muoversi entro la trade deadline, il nome in uscita con buone probabilità sarebbe quello di Talen Horton-Tucker.