Mentre all’interno del front office l’idea sembrerebbe aver già trovato ampio consenso, coach Frank Vogel sta opponendo resistenza.

FOTO: NBA.com

No, ovviamente Russell Westbrook non è il problema. O, almeno, non il solo. Partendo dal presupposto che il concorso di colpe per questa stagione dei Los Angeles Lakers presenti svariati protagonisti, a LA si stanno comunque indagando determinati fattori per scovare quello davvero negativo, e il fit di Russ con il resto della squadra sembra esser finito per svettare su tutti gli altri.

Come per ogni altro membro di questa tutt’altro che allegra brigata, la terra sotto i piedi di The Brodie ha iniziato a farsi piuttosto fragile negli ultimi tempi (dei problemi in casa Lakers uno specchio QUI), e tutti i rumors che sono andati evaporando con il passaggio della trade deadline del 10 febbraio, sembrano destinati a materializzarsi nuovamente in offseason – e, con essi, la player option da $47 milioni del prossimo anno. In ogni caso, al di là di ogni speculazione sul futuro, cosa vogliono fare i Lakers con Russell Westbrook adesso?

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski su ESPN, il front office starebbe spingendo per far retrocedere Russ dalla starting lineup, riservandogli così un ruolo diverso in uscita dalla panchina. Altra pressione dai piani alti per il giocatore, altra pressione per coach Frank Vogel, il quale per adesso sembrerebbe comunque intenzionato a conservare per Westbrook il ruolo di point guard titolare. Tutte spinte che, però, sembrerebbero aver portato il livello di tensione interna ai massimi storici, originando – secondo quanto riportato dall’insider di ESPN – una diatriba fra giocatore e coaching staff a causa di una differenza di vedute sull’impiego in campo, conclusasi con uno scontro acceso fra Vogel e Westbrook nella film session di venerdì. Sebbene nelle ultime settimane trasudasse abbastanza malcontento, questa notizia non fa che aggiungere carne al fuoco già scottante di LA.

L’idea di fondo, in sé e per sé, sembra trovare riscontri abbastanza evidenti sul campo. Nei minuti di Westbrook in campo con LeBron James e Anthony Davis, il rendimento di squadra rivela un peggioramento evidente e, nonostante i Lakers abbiano cambiato più di 30 lineup titolari nel corso della stagione, il tentativo di riservare a Russ un ruolo in uscita dalla panchina sembrerebbe un esperimento quantomeno accettabile, in tempi disperati. Anche perché il campione, per quanto limitato a poco più di 100 minuti, sembra supportare l’incompatibilità di Westbrook con i quintetti in cui sono presenti LeBron e AD.

LEBRON+ADNET RTGOFF. RTGDEF. RTG
RUSS ON– 5.33109115
RUSS OFF+ 4.57112107
Fonte: PBPStats (garbage escluso)

Vedremo se nelle prossime gare la scelta di Vogel cambierà, o sarà forzata a farlo, dal momento che anche le discussioni interne sembrano essere rimaste piuttosto aperte:

Ne abbiamo parlato, così come il front office discute centinaia di scambi alla trade deadline e la maggior parte di essi finisce con l’esaurirsi in chiacchiere. Questo è il punto a cui siamo con Russ. C’è uno scenario in cui farlo partire dalla panchina è la miglior opzione? Ne abbiamo parlato, così come per ogni cosa che riguarda la squadra. Ma non siamo ancora a quel punto.

– Coach Frank Vogel

Che, dalla parte di Westbrook, ci sia la volontà di fare bene, in ogni caso, è indubbio. Ma, data la premessa, e cioè che si siano verificate delle discussioni interne a causa di visioni discordanti fra le parti, non è da escludere che la possibilità sia stata manifestata a Russ, il quale potrebbe non averla presa bene, visto lo status e l’investimento fatto dai Lakers ad inizio stagione. Questo spiegherebbe anche la cautela di Vogel nel non assecondare spinte esterne, mirata a non esacerbare i rapporti già complessi con il giocatore e a conservare quella minima parvenza di equilibrio rimasta a Los Angeles.

Vedremo ciò che succederà nelle prossime settimane, a cui la vittoria di ieri notte con un James dominante potrebbe essere di buon auspicio. Ricordando che, anche per Russell Westbrook, l’obiettivo finale sia soltanto uno – e, per adesso, irraggiungibile.