In casa Lakers è già tempo di pianificare le prossime mosse. Quali saranno le scelte della dirigenza per dare uno scossa a un roster che ha deluso le aspettative?

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FOTO: USA Today Sports

Siamo ancora ad aprile e i primi turni dei Playoffs ci stanno intrattenendo a dovere. A Los Angeles, però, l’atmosfera è ben diversa, visto che nessuna delle due franchigie cittadine – in situazioni e per motivi differenti – ha conquistato un posto in post-season.

In particolare, i Los Angeles Lakers sono obbligati a guardare verso il futuro, visti i molti giocatori prossimi a diventare free agent e la necessità, in ogni caso, di riformare un roster che non è stato in grado di competere come auspicato l’estate scorsa. Frank Vogel è stato licenziato (alcuni possibili candidati per sostituirlo QUI), ma non basta.

Il tema più caldo rimane sempre, inevitabilmente Russell Westbrook: qualche rumor è già uscito nei giorni scorsi, e col tempo la sua storyline si riempirà di voci.

RW ha una player option molto sostanziosa, 47 milioni di dollari, per il prossimo anno. Ci si aspetta che la sua permanenza dentro a questo contratto sia praticamente certa, anche se Michael Scotto (HoopsHype) ha recentemente suggerito che non sia escludere l’ipotesi che Russ scelga di rifiutarla e cercare un contratto più lungo altrove.

Diversi excevutive NBA (anonimi), come riferito da Scotto, hanno sottolineato che oggi l’ex Wizards è visto come un pessimo asset da ogni franchigia, o quasi. Dunque sembra improbabile che i giallo-viola riescano a trovare opportunità vantaggiose sul trade market, come accaduto peraltro alla scorsa trade deadline. Qualche squadra potrebbe essere disposta ad assorbire il suo ultimo anno di contratto (insieme a un “dolcificante”, o scaricando a propria volta dei contratti poco desiderabili), per liberare spazio salariale nell’estate 2023. Tendenzialmente i Lakers esploreranno deal di questo tipo, dopo l’eventuale esercizio della player option da parte di Westbrook.

Parlando di possibili estensioni, invece, è obbligatorio dare un’occhiata alla situazione di LeBron James, che dal 4 agosto potrà firmare un’extension biennale del valore di 97 milioni di dollari, quindi fino a luglio 2025. La deadline, in ogni caso, è fissata al 30 giugno 2023, dunque LeBron, che compirà 38 anni il prossimo dicembre, potrebbe decidere di aspettare e osservare l’evoluzione della situazione dei giallo-viola. Non è un segreto, tra l’altro, che nell’estate 2024 potrebbe sbarcare in NBA suo figlio, Bronny James (oggi all’high school), e che il Re si terrà “pronto ad andare ovunque lui sia”, come dichiarato da lui stesso in una recente intervista per The Athletic. Situazione, dunque, da tenere d’occhio.

Che ne sarà, invece, di Talen Horton-Tucker e Kendrick Nunn? Michael Scotto si è detto quasi certo che i Lakers li metteranno a disposizione per eventuali scambi, magari insieme a qualche scelta, dato che rappresentano l’unica via per arrivare a qualche giocatore utile tramite trade. Insieme percepiscono poco più di $15M per il 2022/23 (Nunn ha una player option da $5M), abbastanza per pensare che Pelinka cercherà di ottenere un unico giocatore sacrificando i loro contratti.

Un pezzo importante di questo roster è stato Malik Monk, uno dei pochi che ha avuto una stagione positiva in casa Lakers. Monk è free agent e di sicuro non basterà più il minimo salariale per assicurarsi le sue prestazioni per il prossimo anno. Potrebbe essere trattenuto con la taxpayer mid-level exception ($6.4 milioni), ma il 24enne potrebbe testare la free agency e cercare un accordo più vantaggioso in giro per la lega.

Insomma, una cosa è certa: i Lakers 2022/23 dovrebbero essere (molto) diversi rispetto a quelli che abbiamo visto a Los Angeles negli ultimi mesi. Per il cambio in panchina, per i free agent in uscita e poi, probabilmente, per le mosse di Rob Pelinka durante la prossima estate.