A poche ore dal Draft 2024, Sarr è pronto ad essere il secondo francese consecutivo scelto alla prima assoluta. Sarà così?

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FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Marc J. Spears per Andscape, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


Alexandre Sarr ha sognato di essere la prima scelta assoluta mentre guardava il Draft NBA del 2024 sulle tv francesi; e al tempo sembrava poter essere solo un sogno, effettivamente, dato che ESPN lo classificava come diciannovesimo nella lista di migliori prospetti per il 2024. Un anno dopo, invece, il sogno di Sarr potrebbe trasformarsi in realtà: è lui, infatti, uno dei candidati per la prima scelta assoluta del Draft che andrà in scena tra mercoledì e giovedì a Brooklyn. “È sembrato un lungo viaggio”, ha spiegato Sarr, 19 anni, in questa intervista a Andscape. “Ma sento di aver mantenuto la stessa mentalità. Mi sono sempre visto come un numero uno, non sono sorpreso da ciò che sta accadendo.”.


La prima scelta sarà in mano agli Atlanta Hawks, con Sarr e un altro francese, Zaccharie Risacher, visti come i due migliori candidati per volare in Georgia. Sarr è già familiare con Atlanta, avendo giocato lì con Overtime Elite dal 2021 al 2023 prima di andare ai Perth Wildcats in Australia. In NBL ha avuto medie di 9.4 punti, 4.3 rimbalzi e 1.5 stoppate in 27 partite, il tutto a soli 18 anni, e la grande attenzione verso di lui è arrivata dopo 2 partite contro G League Ignote disputate a settembre 2023. Le ex star NBA Carmelo Anthony e Damien Wilkins hanno recentemente parlato di lui:

“Ciò che Alex dà al gioco è immenso, la sua abilità per quella stazza e le capacità di mettere palla a terra, proteggere il pitturato, segnare e difendere che possiede sono ottime, sono tutti attributi che devi avere.”. Ha detto Anthony, oggi ambassador per la NBL: “Se sei cosi alto devi avere queste caratteristiche, e lui le ha tutte. Sky’s the limit.”.

“Quando Alex si è presentato all’OTE 3 anni fa, gli ho detto che sarebbe potuto diventare la prima scelta, ma lui non ci credeva così tanto al tempo. Per 2 anni, Alex ha sfruttato le risorse dell’OTE ed è sbocciato. Nel corso dell’ultimo anno, l’ho visto rifinire il suo gioco, rafforzare il fisico e trasformarsi in un giocatore che farà bene al prossimo livello. Siamo orgogliosi di essere parte di questo viaggio”, ha aggiunto Wilkins, General manager di Overtime Elite. Ed ecco le parole di Sarr, il protagonista, in questa intervista di Andscape.


Quando hai capito che le cose sarebbero cambiate e che le persone ti avrebbero considerato come potenziale top pick?

Dopo le due partite contro Ignite, li ho capito che le mie quotazioni stavano cambiando per il draft. Ed è lì che le persone hanno iniziato a parlare di più di me, anche per la potenziale prima scelta assoluta.

Cosa credi che abbia ammaliato maggiormente gli scout?

Probabilmente hanno visto molta versatilità e intensità. Mi impegnavo molto, sforzandomi su ogni pallone, tuffandomi, stoppando e correndo su e giù per il campo.

Qual è stata la chiave di questa versatilità vista la tua altezza?

Quando ero più giovane non mi hanno rinchiuso in una gabbia, di solito quello alto viene sempre messo a giocare come centro, ma mio papà ha sempre combattuto per questo: voleva che acquisissi tante abilità e che diventassi un vero giocatore prima di essere visto come una sola posizione. Mio papà è senegalese, è venuto in Francia a 18 anni e ha giocato come professionista, probabilmente in quarta divisione. Quindi, alla fine, giocava più per divertimento. Ma adora il basket e guarda molte partite con noi, divertendosi molto.

Hai mai visto dei suoi filmati?

No, mai in realtà. Non potrei parlarne, forse sta solo mentendo, ma me lo immagino piuttosto buono.

FOTO: NBA.com

Com’è stato il tuo approccio al basket in Francia? E quali giocatori ti hanno motivato?

Guardavo mio papà e mio fratello, quindi non ho mai davvero deciso di giocare o meno a basket. Pensavo solo che quello fosse ciò che tutti facevamo, quindi acquisiva senso. Guardavamo moltissimi highlights delle partite, perché guardarle in diretta di notte era difficile.

Sono cresciuto con Tony Parker. Aver visto i suoi successi e le sue vittorie mi ha fatto sognare di essere come lui.

E qual è stata l’influenza di tuo fratello?

È stata enorme, ho guardato molte sue partite, anche in allenamento. Ancora oggi parliamo ogni giorno e mi dà consigli dopo le partite, e io faccio lo stesso. Ci carichiamo a vicenda. Mi dà consigli e mi ha influenzato soprattutto sulla concentrazione necessaria per il basket, ho visto quanto seriamente prendesse la cosa sindaco la giovane età, quindi per me fare lo stesso è diventato naturale.

Come sono i tuoi viaggi in Senegal?

Ci vado quasi ogni estate quando non devo giocare con la nazionale o pure ho altri impegni. Crescendo, abbiamo iniziato ad andarci ogni anno. È molto importante per la nostra famiglia conoscere le nostre origini e tornare per vedere la nostra famiglia, parenti e cugini. I miei ricordi migliori sono probabilmente lì, quando giocavo a calcio con loro e mi divertivo. Anche il mio piatto preferito è senegalese, ed è la yassa, un riso con cipolle e pollo.

È importante avere origini africane per te?

Sì, molto. Io e mio fratello vogliamo creare dei campi da basket in Senegal per aiutare gli abitanti a rincorrere i loro sogni, che si tratti di sport o di qualunque altra cosa.

Victor Wembanyama è stato scelto alla 1 lo scorso anno: ti piacerebbe vedere 2 francesi di fila in cima al Draft?

Ovviamente sapevamo che sarebbe stato scelto subito. Sono stato molto felice per lui perché ha dimostrato quanto il basket francese è andato lontano. Ho giocato con lui a un campo estivo quattro anni fa, eravamo molto giovani, mi ricordo che lui era altissimo e magrissimo. Bei tempi.

Perché dovresti essere tu la prima scelta assoluta?

Sono versatile su entrambi i lati del campo, quindi posso approcciarmi bene a diversi modi di gioco. Il mio obiettivo è essere la prima scelta, voglio essere il migliore in tutto ciò che faccio.

Hai già giocato ad Atlanta, e ora saranno proprio gli Hawks ad avere la prima scelta.

Sono già familiare con la città: è bella, uscivo soprattutto nei pressi dell’arena di Overtime Elite, guardavo film nei cinema della zona e andavo al Target. Dopo il mio secondo anno al Real Madrid, volevo una nuova sfida, ovvero andare in America e confrontarmi con altri giocatori che alla nostra età sono i migliori al mondo.

E cosa ti ha offerto l’esperienza australiana come preparazione per l’NBA?

Mi ha preparato perché ora ho già un anno come professionista alle spalle. So cosa significa trovarsi in un ambiente selvaggio quando giochi in trasferta, e non ero abituato a questo. Non sarà come l’NBA, ma credo sia simile. Ho imparato anche ad adattarmi a nuovi luoghi e nuove persone, nonché ad un modo di vita molto rapido. Sono fortunato a poter viaggiare per il mondo, giocando a basket E imparando qualcosa da ogni ambiente in cui mi trovo. E parlo anche 3 lingue: francese, spagnolo e inglese. Il mio spagnolo è sufficiente, anche se non lo uso molto ora.

Come ti senti, quindi, per questo Draft?

Non sto nella pelle, è un giorno speciale per me e per la mia famiglia. Non sai mai ciò che potrà accadere davvero, potrebbero cambiare le cose all’ultimo minuto, ma sto cercando di rimanere concentrato. Ovviamente non avrò potere su chi sceglierà, posso solo lavorare duro e mostrare la mia personalità.