Una prima analisi di quel (poco) che si è visto del nuovo duo dei Milwaukee Bucks

FOTO: CBS Sports

Ah, ottobre, quel meraviglioso periodo in cui il lume della speranza risplende più radioso che mai per i fan di tutte e trenta le squadre NBA, tutte bellissime da vedere, tutte perfette nell’esecuzione, tutte immerse in quel nulla cosmico che è la pre-season. Già, perché una delle peculiarità di queste amichevoli, oltre al dominio incontrastato di Emoni Bates, è proprio il fatto che di pallacanestro ci sia ben poco – niente, a tratti. Minutaggi limitati per i giocatori di punta, difese assenti o sporadiche, esperimenti su entrambe le metà campo, che portano a risultati molto discutibili, oltre a soporiferi passaggi a vuoto: insomma, questo è il panorama delle gare pre-stagionali. Certo, ci sono anche dei difetti, come quelli nel cervello di chi, dopo una sessione settembrina infernale, decide di perdere tempo a trarre spunti dalla prima di Damian Lillard con i Milwaukee Bucks, e soprattutto con Giannis Antetokounmpo.

Ovviamente, dare un primo responso sulla fase difensiva dei due risulterebbe scorretto nei confronti del concetto di “difesa”, non tanto andando a spulciare l’effort dei singoli, ma quello di squadra, per ampi tratti completamente non applicato, se non sperimentando alcuni principi di zona. Anche in questo caso, però, considerando che l’attacco dei Lakers non è sceso in campo con la prontezza consona dei Playoffs, per usare un eufemismo, sarà meglio rimandare il giudizio. Alcuni primi spunti vengono, invece, dalla fase offensiva, quella in cui Lillard si applicherà sempre e comunque, in qualunque contesto e a qualunque età. Sebbene i risultati siano stati tutt’altro che entusiasmanti e legati soprattutto a concetti molto basilari, sono stati sufficienti a stimolare i due in conferenza stampa – pertanto, meritano senza dubbio un approfondimento.

Vedremo Lillard molto più spesso come bloccante?

Lo spunto più interessante deriva senza dubbio da un utilizzo un po’ atipico di Damian Lillard fin dai primi possessi. L’ex Portland è stato impiegato in svariate situazioni come bloccante all’altezza del gomito, andando principalmente a fungere da ostacolo per il marcatore di Antetokounmpo (in questo caso, Christian Wood) per poi uscire sul perimetro. L’esecuzione procede a ritmo blando e i blocchi sono molto superficiali, ma l’idea è quella di sbloccare varie opzioni partendo da quella zona del campo: se la difesa cambia, sfruttare il mismatch più favorevole, sia esso a canestro o sul perimetro; se la difesa è invece più conservativa, come in questi casi, leggere la situazione e alternare l’uscita di Dame, con blocco di Giannis, alla ricezione profonda di Antetokounmpo, su blocco di Lillard. Fino a che il marcatore è rimasto Wood, con Anthony Davis attento in roaming nel pitturato pronto all’aiuto, ma poco aggressivo, si è optato per le ricezioni del nazionale greco, ma sull’eventuale raddoppio saranno pronti gli scarichi per i tiratori – in particolare per Brook Lopez, il più “battezzabile”, sebbene abbia tocco dal perimetro.

Sbloccare varie opzioni è stato il tema anche di un altro set, eseguito dopo il timeout, sempre con molta attività al gomito. Si tratta di un allineamento “horns-elbow”, con portatore in punta e due suoi compagni al gomito, in questo caso, rispettivamente, Antetokounmpo, Lillard e Lopez. Entry pass al gomito e taglio del passatore, che va a prendere il blocco sul lato opposto a quello della palla.

Di seguito, nel primo caso Wood è colto alla sprovvista e sono due facili per Giannis; nel secondo, l’esecuzione è più lenta, la difesa capisce e si adatta, e così Lillard va a ricevere il consegnato da Lopez. Con maggior rapidità e un po’ più di attenzione, tutto questo non sarà fermato da una semplice uscita di AD e dal controllo difettoso dell’ex Blazers. Insomma, ancora una buona idea, ma un’esecuzione rivedibile.

Ancora Dame senza palla

Prima di passare a osservare Lillard palla in mano – aspetto del suo gioco in cui è più efficace, e dunque il meno interessante – sembra giusto continuare a concentrarsi sull’utilizzo del nuovo innesto senza palla. Questa volta, non come bloccante, ma con set appositi per crearne la ricezione migliore possibile. Le forme “ibride” di queste situazioni prevedono l’uscita per giocare un hand-off con Antetokounmpo (prima clip di seguito) o una semplice uscita da un blocco di Giannis orientato verso la linea di fondo per andare a giocare un side pick&roll (seconda clip, di seguito). Sulle uscite alte da parte dei Lakers a livello del blocco/consegnato, sono sempre stati generati buoni tiri, seppur con una manovra abbastanza legnosa.

Avere un duo di stelle di questo tipo permette ovviamente anche alcune improvvisazioni di un certo livello. Con Antetokounmpo da portatore non si può perdere mezzo centimetro nei confronti di Lillard, e una semplice esitazione può punire la difesa, anche quando essa non fa apparentemente nulla di sbagliato. Il seguente è un flare screen nei primissimi secondi dell’azione per l’ex Blazers, che non genera nemmeno troppo vantaggio, solo un’uscita tardiva di Christie dopo aver concordato il cambio con D’Angelo Russell. Ma cosa puoi fare, di preciso, qua?

Molto più costruito, invece, il tentativo di blind pig seguente (prima clip), con la difesa giallo-viola che si fa trovare pronta. In generale, non molta pazienza da parte di Antetokounmpo, che va a schiantarsi contro un pitturato pienissimo e viene salvato solo da un fallo: serve maggiore pazienza, attendere che Lillard esca e accetti un hand-off, anziché andare a testa bassa contro tre corpi, sostanzialmente un’offesa a queste spaziature. Un esempio positivo viene dalla situazione successiva (seconda clip), con rimessa dalla linea laterale (SLOB), in cui DLo vieta la ricezione di Dame sul consegnato, Giannis aspetta il contro-movimento del compagno e lo serve per poi giocare un pick&roll e generare un pull-up – convertito in tre tiri liberi.

A proposito di rimesse, un buon indicatore della volontà di Lillard di muoversi e di coach Adrian Griffin di farlo muovere viene dai set su palla inattiva. Sopra abbiamo visto un caso di SLOB, qui invece lo sviluppo avviene dalla linea di fondo (BLOB), con un’uscita da un doppio blocco. Davis blocca il tentativo ed è bravissimo, ma si tratta al solito di quelle esecuzioni che miglioreranno con l’andare della stagione e col progredire dello stato di forma dei giocatori.

Pick&roll

La gestione del pick&roll da parte di Damian Lillard si può riassumere con una sola parola: fretta. Tante scelte sbagliate, soprattutto contro la difesa alta al livello del blocco di LA, come nel seguente montaggio:

  • clip 1: ottiene ciò che vuole, tirando dentro Wood, ma cerca un fallo e ne esce un tiraccio
  • clip 2: side pick&roll, rigetta bene il blocco perché vede AD altissimo e si trova l’area aperta, ma ignora il povero Lopez in angolo sulla rotazione di Wood, scaricando su Beasley per un passaggio extra che consente alla difesa di recuperare
  • clip 3: ancora side pick&roll, ancora Wood alto con Davis a coprire il pitturato. La scelta giusta sarebbe un ribaltamento su Lopez, ancora una volta ignorato.

Per intenderci, quello che succede nella seguente clip è tutt’altra cosa: domina la calma, non la fretta, il che può voler dire anche maggior rapidità di esecuzione, ma con lucidità. Lillard brucia finalmente Wood sul side pick&roll, prendendosi l’area e incrociando per andare a chiudere un and-one al ferro, soluzione molto più razionale di un pull-up contestato e della ricerca di un fallo – che presuppone la necessità di un “aiuto” per chiudere il possesso.

Diciamo che, sebbene il pick&roll si giochi in cinque, per questa prima “uscita” Lillard abbia più cercato di sfruttare la presenza di Giannis in funzione di una collaborazione a due, dando priorità ai tiri creati per sé stesso e per il greco, mettendo in secondo piano altri aspetti legati all’attacco di squadra. Non per egoismo, si badi bene, ma per l’assenza di una posta in palio e, di conseguenza, per sperimentare una chimica che dovrà evolversi nel corso della stagione.

Immaginate, insomma, un bambino con un giocattolo nuovo, che vuole scoprirne tutti i segreti prima ancora di impiegarlo in qualche fantasiosa avventura. Anche perché, pur ignorando passaggi che richiedano letture avanzate, questo “giocattolo” è leggermente diverso dagli altri.