FOTO: Bright Side of the Sun

Questo contenuto è tratto da un articolo di Stephen PridGeon-Garner per Bright Side of the Sun, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Alcuni cestisti NBA finiscono per risultare essenziali ed imprescindibili, all’interno della loro squadra, per via di loro caratteristiche più uniche che rare. Uno di questi è indubbiamente Bol Bol, che nel tempo è riuscito a consolidare la sua presenza in campo a suon di prestazioni efficienti e convincenti per coach Frank Vogel e i suoi Phoenix Suns. Bol non sarà certamente un giocatore capace da far strillare il boxscore o da finire in Top 10 per giocate spettacolari, in compenso è dotato di un’affinata attitudine difensiva, abbinata ad infinite risorse fisiche che Madre Natura gli ha concesso in dotazione. Per queste ragioni, il suo nome è finito di diritto sulla lista degli uomini di fiducia di coach Vogel, con il suo impiego a subire un’enorme impennata e le sue quotazioni in piena ascesa in vista del finale di stagione.


Ma in realtà è una specifica caratteristica a renderlo speciale per i Suns e la loro fase difensiva, ovvero la sua capacità di contestare le conclusioni avversarie. Agli occhi del tifoso amatoriale quest’abilità fa parte dell’A-B-C appreso da ogni ragazzino ai primi allenamenti di minibasket. In compenso esiste una netta differenza tra il semplice gesto di alzare un braccio e avere un tangibile impatto sul tiro dell’avversario in marcatura, invadendo non solo il suo raggio d’azione, ma in un certo senso anche la sua mente. 

La franchigia dell’Arizona ha ampie rotazioni per quanto riguarda le guardie e di certo la stazza non è una caratteristica che abbonda in questo specifico ruolo, risultandone fin troppo spesso il principale antagonista nel corso dei vari possessi di una partita. Una conferma di quanto appena detto proviene direttamente dal coach dei Minnesota Timberwolves, Chris Finch:

“Per come si è evoluto il Gioco e la NBA al giorno d’oggi, per essere davvero efficienti in fase difensiva bisogna difendere in maniera elitaria sul Point-of-attack, oppure avere difensori dotati di lunghe leve. Data l’evoluzione del basket nello sfruttare gli spazi offensivi che i 5 giocatori in campo possono creare, è una skill che non può mancare né essere trascurata. Bisogna difendere in maniera eccellente sul perimetro e per questo serve che i giocatori diano il massimo nel difendere sul Point-of-attack. Le squadre meglio posizionate in classifica, come noi, stanno traendo giovamento dalla stazza dei loro uomini a roster: siamo una squadra piena di giocatori forti fisicamente e dalle lunghe leve. Caratteristiche fondamentali per avere sempre uomini pronti a contestare tiri avversari. Prima o poi gli avversari arriveranno alla conclusione e quello sarà il momento più importante, difensivamente parlando.”

Coach Chris Finch

I Phoenix Suns non corrispondono certo a prototipo in quanto a difesa sul Point-of-attack. Semplicemente, non è una delle caratteristiche dei giocatori presenti nel loro roster. Ciò che invece si può compensare è l’aggiunta di lunghe leve nelle rotazioni, anche con impiego significativo. Le soluzioni non mancano: Royce O’Neale in primis, senza tralasciare l’ipotesi di un utilizzo in simultanea di Kevin Durant, Bol Bol e Thaddeus Young

I sopracitati T-Wolves stanno viaggiando a ritmi mai visti in precedenza in Minnesota, con un livello di efficienza difensiva che sfiora la perfezione. Nelle ultime stagioni si sono classificati sempre tra le squadre migliori per Defensive Rating. Come già esposto, il roster dei T-Wolves è munito di giocatori dotati di stazza fisica e lunghe leve. Caratteristiche che descrivono alla perfezione anche Bol Bol. Con lui in campo i Suns riescono a raggiungere un Defensive Rating di 108.3, il loro miglior risultato in questa statistica, e secondo in NBA. Su 100 possessi concedono 8.05 punti in meno con lui in campo (Defensive Rating 108.3) rispetto a quando non si trova sul parquet (116.3). 

Prima dell’avvento del 2024, Bol ha giocato sporadicamente e nel garbage time. Senza contare i possessi avvenuti in questo lasso di tempo ne rimangono 320, in cui i Suns hanno messo a referto 110.1 di Defensive Rating, valido per il 91° percentile – l’equivalente del secondo posto in NBA. La difesa della propria metà campo con Bol in quintetto funziona in modo efficiente, e il suo equivalente risulterebbe il migliore della lega, con 88.3. Per inciso, i Minnesota Timberwolves sono il miglior team in quanto a Halfcourt defense, con 91.6. 

Tutto ciò suggerirebbe ulteriori attenzioni nei confronti del figlio di Manute Bol, se non altro, dato il calendario in programma, per tastare le sue reali capacità, con un significativo impiego, contro squadre aspiranti ad un posto ai Playoffs. Un aspetto da non tralasciare sono le lineup in cui viene utilizzato, specialmente quelle in cui condivide il parquet con Kevin Durant, come affermato in precedenza. 

  • Bol + Durant – 48 minuti di gioco simultaneo, DEF RTG 98.1
  • Bol + Durant + Eubanks – 23 minuti, 88.2

Con l’aggiunta di Thaddeus Young, questo rappresenta una solida opzione di gioco per la fase difensiva di coach Vogel quando è richiesto maggior peso a protezione del ferro. Si suppone che in vista del finale di stagione aumenterà il numero di possessi con KD e Bol protagonisti, di cui beneficeranno certamente sia Jusuf Nurkic che Drew Eubanks. Inoltre, Thaddeus Young aggiungerà grinta e aggressività, soprattutto negli switch, nello sfruttare i tagli e creare spazi – caratteristiche sulle quali ha costruito e basato tutta la sua carriera. Analizziamo nel dettaglio il rendimento di Bol Bol in questa stagione, trovandosi a difendere contro differenti tipi di avversari:

  • Bol vs Guardie – 46.4% del suo impiego: gli avversari hanno tirato col 34% su 47 tentativi dal campo, 45% da oltre l’arco; ha messo a referto 5 recuperi e 3 stoppate
  • Bol vs Ali – 47.0% del suo impiego: 40% al tiro su 40 tentativi a referto dal campo e 27.8% da oltre l’arco, con ancora 5 recuperi ed una stoppata
  • Bol vs Centri – 6.7% del suo impiego: 66.7% al tiro, con una stoppata a referto

La versatilità dimostrata, unita al range d’azione e all’abilità nell’invadere lo spazio di gioco avversario e minare le attitudini offensive del diretto rivale in marcatura sono caratteristiche preziose per l’efficienza della fase difensiva dei Phoenix Suns. La prestazione offerta contro gli Houston Rockets ne è un esempio, durante la quale sono stati utilizzati vari quintetti, che ovviamente includevano anche Kevin Durant. Eccone alcuni.

Innanzitutto bisogna notare che i Suns siano riusciti ad effettuare ottimamente lo switch con Thaddeus Young, abilità già menzionata e discussa in precedenza. La versatilità degli schemi per giocare in “1-5” o “rosso“, cambiando marcatura da 1 a 5, è fondamentale nella fase difensiva dei Suns, viste le loro carenze strutturali con il Point-of-attack. Bol, in questo caso opposto ad una guardia, grazie alla sua incredibile wingspan ha potuto concedere a Whitmore dello spazio, rimanendo tuttavia efficace nel contestare il tiro, evidenziando ancora una volta il livello di efficienza che apporta la sua presenza in campo. Ed ecco un esempio del motivo per cui essere in possesso di lunghe leve rappresenti una marcia in più nella moderna NBA.

La lunghezza dei suoi arti a difesa del ferro da chi lo stava attaccando è stata fondamentale nel far desistere le intenzioni dell’avversario in possesso palla, risultando infinitamente prezioso. La sua stazza incute timore negli avversari, in aggiunta alle sue capacità di posizionarsi, ben visibili anche nel tentativo di contestare il tiro di Whitmore nella clip precedente. Evidente è anche la capacità di Young di leggere la giocata e sentire la presenza del compagno in aiuto. In seguito ha asfissiato il ball handler tagliando lungo la linea di fondo e sfruttando la sua stazza lo ha costretto alla palla persa giocando un pick&roll in solitaria. La sua presenza, con questo tipo di giocate giunte costantemente col tempismo perfetto, ha ottimizzato le prestazioni difensive non solo di KD, ma anche di Devin Booker, Grayson Allen e Bradley Beal

Giocando ancora in “1-5“, si nota quanto fluidamente riescano a farlo i Suns con Bol in campo. Qui è stato abile in chiusura mentre l’avversario stava attaccando il canestro, alterando la traiettoria del ball handler e forzandolo al tiro in posizione svantaggiosa, ovviamente contestando la conclusione. La lunghezza delle sue braccia è un valore aggiunto, specie perché riesce a difendere senza eccedere con i falli nel contenere l’impeto degli avversari. 

In questo caso Grayson Allen è stato tardivo nel chiudere su Whitmore, nonostante in generale il suo rendimento sia nettamente migliore. Tuttavia, è interessante osservare la giocata in combo effettuata da D-Book e Bol. La sua presenza – o quella di Durant – in chiusura sulla guardia avversaria è fondamentale per il funzionamento della fase difensiva dei Suns, poiché possiedono la capacità di indurre caos influenzando gli avversari, sporcando loro passaggi, tagli e opacizzando le prospettive di gioco a tutti i rivali in campo.

Nella precedente giocata, Bol sa posizionarsi perfettamente per svolgere questo compito, con Booker altrettanto efficace nel permettergli di muoversi al meglio. Sono molteplici fattori che interagiscono affinché l’avversario sia indotto all’errore: possesso avversario che si tramuta in un canestro per gli uomini di coach Vogel. Ancora una volta, la presenza di Bol facilita le cose ai Suns in situazioni del genere, con transizione in campo semi-aperto, in cui possono creare giocate ad alta intensità e di ottima qualità.

Va sottolineata, per l’ennesima volta, la presenza simultanea di KD e Bol, esattamente come la versatilità della fase difensiva mostrata in questa giocata. Dopo lo switch, Bol è stato abile nel gravitare attorno al ball handler e stoppare la giocata rivale. Ancora una volta, gran senso della posizione, nonché ottima lettura difensiva sul drive di Whitmore. La stoppata ha una doppia valenza poiché, oltre a proteggere il ferro, ha permesso ai Suns di ripartire in transizione e ottenere due liberi con KD

Sempre con la stessa lineup, che include Thaddeus Young, i Suns sono riusciti ad effettuare perfettamente gli switch e difendere attivamente fino a forzare gli avversari alla palla persa. Va notato quanto Whitmore faccia fatica nel crearsi spazio e debba districarsi tra gli avversari per non perder palla, ma  ha dovuto desistere all’abilità nel contrastare l’offensiva rivale di Bol, avendolo costretto alla linea di fondo. E ancora una volta, un’altra giocata in transizione.

Ecco altri esempi di cambi di marcatura, svolti in maniera fluida ed efficace. In questo caso, in avvio di giocata Bol è impegnato nell’angolo, per poi venir attirato su VanVleet. La giocata di Brooks viene condotta direttamente su Bol in chiusura, con un ottimo recupero di Josh Okogie. Un altra difensa eccellente, con successiva ripartenza. 

Avendo tramutato la fase difensiva in offensiva, i Suns sono stati ottimi nel gestire gli spazi, lasciando libere le corsie per la giocata in tandem di Durant ed Allen. Nessun ulteriore aiuto su Durant gli ha concesso maggior libertà nel concludere al tiro contro il closeout in singola marcatura di Dillon Brooks. Dopo una solida mano da parte di Grayson Allen in avvio. Anche perché Durant in 1vs1 assicura un canestro con l’80% da quella posizione. 

Osservando questa giocata difensiva, conclusasi con una sontuosa stoppata, è impossibile non notare quanto spazio riesca a coprire Bol Bol, e con quanto tempismo riesca a saltare per difendere il ferro dalla conclusione avversaria. Si tratta di doti naturali, esattamente come la lunghezza degli arti, che solo atleti come lui possiedono. Il tutto in aggiunta a movenze fluide, anche lateralmente. Non è facilmente replicabile tanta efficienza vista la stazza, specie gravitando attorno al ball handler. Insieme ad altri giocatori dalle attitudini difensive come Royce O’Neale, Kevin Durant e Thaddeus Young costituiscono un solido gruppo di abili difensori, in particolare del ferro. 

La presenza di Bol si è rivelata fondamentale al fianco di KD e in generale in chiusura sulle guardie avversarie, grazie alla sua capacità di stazionare attorno al fulcro del gioco e leggere le giocate avversarie. Se riuscirà a mantenersi concentrato, senza concedere spazi e facili rimbalzi ai rivali, è molto probabile il suo impiego anche quando il pallone peserà di più. Bol saprà avere un impatto positivo con la sua stazza e le sue capacità difensive. Sarà intrigante vederlo all’opera contro squadre blasonate e dal target elevato come quelle che i Phoenix Suns affronteranno fino alla fine della Regular Season. Ciò che è certo, è che la sua presenza – sotto ogni aspetto – si sta rivelando un fit e un asset perfetto per la fase difensiva e le tattiche di coach Frank Vogel. La sua abilità nel fermare le offensive rivali può rappresentare l’arma in più, in aggiunta al suo dinamismo in fase offensiva. In seguito, arriverà il banco di prova dei Playoffs, e sarà tutta un’altra storia dopo una maratona lunga ben 82 partite.