Direttamente dal Los Angeles Times, una riflessione sulla bruciante sconfitta in Gara 1 dei Los Angeles Lakers contro i Denver Nuggets.

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FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Bill Plaschke per Los Angeles Times, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


I Los Angeles Lakers volevano rubare Gara 1 in trasferta ai Denver Nuggets, ma LeBron James ha sprecato la possibilità. I Lakers stavano viaggiando forte in rimonta, Denver era in panico, e alla Ball Arena il risultato del primo episidio delle Western Conference Finals rischiava di essere capovolto violentemente. LeBron, però, ha perso il senno, o l’energia nelle gambe, o forse entrambe le cose.


Lo sforzo dei giallo-viola avrebbe potuto premiarli con un’esaltante vittoria in rimonta. Dopo aver quasi recuperato un distacco di ben 21 punti, con i tifosi in evidente preoccupazione, i Lakers si sono affidati al loro migliore giocatore nei secondi finali… senza successo, perdendo 132-126.

Con 45 secondi rimasti i Lakers avevano la chance di pareggiare, trovandosi a -3 e palla in mano. James si è preso le redini della squadra, e nonostante avesse sbagliato anche i due tentativi precedenti dall’arco, ha tirato da tre e ha sbagliato. Due liberi di Nikola Jokic hanno riconsegnato palla ai Lakers con 18 secondi rimasti, ancora con James a dettare l’azione: l’ha persa, consegnando ufficialmente la partita ai Nuggets.

LeBron ha terminato Gara 1 con 26 punti, 9/16 dal campo, 12 rimbalzi e 9 assist: una buona prestazione, ma anche una fonte di tante domande. Perché si è preso quella tripla così rapidamente, quando avrebbe potuto penetrare e andare al ferro, magari prendendosi un fallo oppure cercare un tiratore aperto? Vista la volontà di tirare da fuori per pareggiare i conti, perché non costruire qualcosa per Austin Reaves, parecchio caldo a fine gara?

In occasione della palla persa LeBron finale, invece, era semplicemente troppo stanco, e quello è stato un errore umano. Ma questo e la tripla sono costati la sconfitta a Los Angeles. E ora, con Gara 2 in arrivo, i Lakers dovranno dimenticarsi rapidamente di quanto accaduto. “Grazie a Dio è una serie al meglio delle sette, e non siamo in NCAA”, ha spiegato coach Darvin Ham. “Andrà tutto bene, credetemi.”

A Ham poi è stato chiesto un parere riguardo al tiro di James, e lui ha difeso la sua stella:

“Si è preso un tiro che ha segnato non so quante volte… parliamo del miglior scorer della storia NBA, ho fiducia in lui. Si può sempre discutere della bontà del tiro, ma se avesse segnato non ne staremmo parlando così. Voglio che tutti i miei giocatori siano fiduciosi, e lui di certo lo è. Ci sono volte in cui abbiamo voluto fargli prendere certi tiri, ma lui ha preferito trovare soluzioni migliori perché raddoppiato o forzato eccessivamente. Ha la mia fiducia in ogni sua decisione.”

(Darvin Ham)

Come spesso accade alla Mile High City, non è tanto l’altitudine il punto, quanto l’attitudine. Il respiro, per più di 3 quarti, è stato tolto dalle grandi abilità dei Nuggets, non dai 1.609 metri di altitudine evidenziati vicino alla linea del tiro libero. “Ci abbiamo messo un tempo a capire come entrare in partita”, ha detto James. “Dobbiamo capire che deve succedere dalla palla a due, all’inizio Denver ci ha presi a sberle.”

A un certo punto era semplicemente impossibile stoppare Nikola Jokic, che ha terminato con 34 punti, 21 rimbalzi e 14 assist. E anche Jamal Murray, con 31 punti, non è stato da meno. I Lakers hanno preso meno rimbalzi, hanno segnato meno punti nel pitturato e meno second chance points rispetto a Denver. E, soprattutto, hanno perso una palla importante nel finale, che è culminata con il contropiede e l’alley-oop di Aaron Gordon.

“Ci sono stati troppi possessi in cui eravamo in posizione per il rimbalzo, ma senza davvero sforzarci per contrastarli o provare davvero ad afferrare quella palla”, ha evidenziato Ham.

L’emblema della gara? Il buzzer beater di Jokic in faccia a Davis a fine terzo quarto, ovviamente, una tripla folle. AD l’ha guardato e ha quasi sorriso, chiedendosi come diavolo avesse fatto a segnare; Jokic ha allargato le mani come a dire “non ne ho idea”.

Nell’ultimo quarto, perlomeno, è sembrato che i Lakers avessero trovato una soluzione con Rui Hachimura su Jokic e Davis libero di marcare altri (Gordon nel dunker spot tendenzialmente) e aiutare nel pitturato. Ha funzionato, con un parziale di 8 punti a favore Lakers, e Davis (40 punti e 10 rimbalzi a fine gara) con più libertà difensiva. Jokic non ha segnato nemmeno un tiro nell’ultimo quarto, il pitturato era di proprietà giallo-viola, tutto stava andando per il meglio… ma poi tutto è crollato nel finale.

“Siamo ai Playoffs, non importa se perdi di 1 o di 20, è pur sempre una sconfitta”, ha spiegato James. “Ora siamo sotto 1-0 e dobbiamo rimontare in Gara 2. Dovremo giocare meglio e andare meglio a rimbalzo”.

I tifosi possono restare sicuri: la squadra avrà una reazione. Ma questa serie sarà ben più di una serie di orgoglio. L’atmosfera è stata soffocante, i “boo” iniziali hanno coperto totalmente l’introduzione dei giocatori dei Lakers, giocare in trasferta non è mai semplice; ma i Nuggets, sul campo, sono una squadra molto difficile da battere. Per chiunque.

Denver, dal canto suo, è consapevole che dovrà scalare una montagna in questa serie: in sette occasioni in cui le due squadre si sono affrontate in post-season, i Lakers hanno sempre vinto, con un record complessivo di 25-8. In Gara 1, però, la storia non sembra aver impaurito Denver, anzi. Almeno fino all’ultimo parziale.

“Alla fine abbiamo perso, pur giocando e restando competitivi per tutto il secondo tempo”, ha commentato Reaves, autore di 11 punti nel solo ultimo periodo. “Non si vuole mai perdere, c’è una serie da vincere.”

I Nuggets ora guidano la serie di una gara, ed è la prima volta in questi Playoffs che LA non vince Gara 1 in trasferta. È una situazione “nuova” per questi Lakers, e anche decisamente scomoda visto il modo in cui Denver ha dominato per buona parte della gara. Ora, però, è il momento di aggiustamenti (come quello di Ham con la difesa di AD) e contro-aggiustamenti. Le Western Conference Finals sono appena iniziate, e saranno bellissime.