Il rapporto tra Klutch Sports e i Los Angeles Lakers è ai minimi storici. Il futuro di LeBron (e Bronny) James sullo sfondo.

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FOTO: NBA.com

Nei giorni precedenti all’All-Star Game, LeBron James ha parlato in più occasioni con la stampa, tra il tradizionale Media Day e l’intervista per Jason Lloyd (The Athletic).

Arrivate dalla sua Cleveland, dove ha avuto luogo l’All-Star Weekend 2022, le parole di LeBron hanno inevitabilmente calamitato le attenzioni mediatiche, soprattutto per quanto riguarda la “non-chiusura” ad un possibile ritorno ai Cavaliers e l’eventualità (per così dire) di giocare con il figlio Bronny:

Le dichiarazioni potrebbero sembrare di relativa rilevanza, ma gli scenari esposti da LeBron non sono affatto utopici. Il contratto attuale di James scade infatti alla fine della stagione 2022/23, ed entro il prossimo 4 agosto potrà decidere se firmare un’ulteriore estensione con i Lakers (è eleggibile per un biennale da 97 milioni di dollari) oppure diventare free agent a luglio 2023.

Ponendo, ovviamente, che non si ritiri, nel 2023 potrebbe firmare per un solo anno – perché non con Cleveland, che in quell’estate potrebbe avere spazio salariale? – e diventare così free agent proprio quando, presumibilmente, Bronny James verrà draftato.

Per ora, chiaramente, si tratta soltanto di congetture. Le parole di LeBron sul suo futuro, però, sommate agli apprezzamenti al lavoro di Sam Presti (una critica all’immobilismo di Pelinka alla deadline?), non suonano come un tentativo di silenziare le chiacchiere sul suo futuro. E tutto questo si inserisce in un momento in cui, secondo quanto riportato da Eric Pincus (Bleacher Report), si starebbero creando delle tensioni tra l’agenzia di rappresentanza di James, Klutch Sports, e il front office giallo-viola:

Il matrimonio tra i Lakers e LeBron James è in una situazione precaria. Il rapporto tra Klutch Sports, guidata da Rich Paul (agente di James), e la franchigia è al minimo storico.

Klutch Sports, che oltre ad essere l’agenzia di James lo è anche di John Wall, non sarebbe affatto contenta del lavoro svolto di recente da Rob Pelinka, specialmente dopo che quest’ultimo ha rifiutato la trade Westbrook-Wall nel giorno della deadline. La speranza era che Pelinka cercasse concretamente di rimediare allo scambio per Russell Westbrook dell’estate scorsa, che ha portato la squadra a pessimi risultati in campo (27-31, noni a Ovest) e carenza di risorse sul mercato. Certo: una trade con i Rockets avrebbe anche (soprattutto) risolto la scomoda situazione di Wall a Houston, nel pieno interesse di Klutch Sports.

In ogni caso, la “situazione precaria” di LeBron ai Lakers passerà anche dall’andamento dei prossimi mesi di Regular Season e Play-In/Playoffs, cui la squadra si presenta senza AD (per diverse settimane) e con tante disfunzionalità nel roster che non hanno trovato soluzione sul mercato.