FOTO: Spurs Wire

Questo contenuto è tratto da un articolo di Jahlil Williams per Air Alamo, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Il nome di Devin Vassell può generare sentimenti contrastanti. Alcuni possono accontentarsi dei suoi numeri ed essere contenti nel vederlo crescere, mentre altri sono più critici nei confronti della sua shot selection e scarsa aggressività. I detrattori potrebbero credere che, dalla firma del nuovo contratto, dovrebbe iniziare a giocare come una superstar. Come per ogni argomento polarizzante, la verità sta nel mezzo.


“Credo che ci siano volte in cui sbaglio due o tre tiri e mi tiro indietro. Ma, in fin dei conti, la squadra ha bisogno che io rimanga aggressivo.”

– Devin Vassell, post-game vs Bucks

Se il diretto interessato è capace di ammettere la sua mancanza di aggressività, dovrebbe bastare a mettere fine a questo discorso, ma ogni sfumatura è importante. Firmare un nuovo contratto non rende Vassell un veterano navigato. Il tema della stagione è la pazienza dovuta alla giovane età, un qualcosa da cui non si può prescindere: il prodotto di Georgia ha solo 23 anni.

La pazienza ripagherà alla grande gli Spurs

È giusto chiedere a Devin Vassell di attaccare di più. La gara contro i Bucks è stata un perfetto esempio di quali possono essere i suoi numeri quando arriva nei pressi della linea di fondo, imponendo il proprio volere nel pitturato. Anche se si tratta di un duplice scenario. Si prende infatti troppi tiri difficili, certo, ma è anche capace di segnarli ad alta afficienza.

La volatilità legata a questi tiri difficili è già stata sotto gli occhi di tutti: a novembre, Devin Vassell ha tirato con il 45% da tre punti, mentre le percentuali sono scese al 32% a dicembre. Quando quel tiro non entra, deve comunque essere capace di mettere insieme buoni numeri perché la squadra non ha abbastanza profondità de poter fare a meno della sua produzione. Più tentativi nel pitturato e più giri in lunetta aiuterebbero la squadra ma, di nuovo, ha 23 anni e sta imparando.

Quell’intervista a fine gara contro i Bucks è un segno di comprensione del proprio ruolo, dimostrata segnando 34 punti contro Giannis e Milwaukee con 21 tentativi dal campo e il 66.7%. Questo, dopo una sconfitta contro Memphis nella quale ha tirato solo 8 volte; non abbastanza, dato che Victor Wembanyama e Keldon Johnson si sono presi 16 conclusioni ciascuno. I 19 tiri contro i Cavs, fruttati 22 punti, sono un altro buon indicatore, nonostante la sconfitta e un calo nel secondo tempo.

Questa è la vita, al momento, per i San Antonio Spurs. Giovani giocatori che prendono in mano nuovi ruoli facendo errori e giocando con inconsistenza. Vedendo miglioramenti e flash di brillantezza, si capisce che la squadra sia sulla giusta strada. Sarebbe difficile convincere un qualunque osservatore ragionevole che Devin Vassell non abbia dimostrato di possedere entrambi i requisiti.