Con i Knicks, non è mai troppo presto per giocare a “questo sì, questo no”. Dall’impossibile all’intrigante, ecco i nomi che potrebbero essere sul loro radar.

Questo contenuto è tratto da un articolo di Patrick Diaz per The Knicks Wall, tradotto in italiano da Davide Angelo Corna per Around the Game.


I New York Knicks hanno avuto un’ottima stagione, da ogni punto di vista. Sono andati al secondo turno Playoffs, dopo una Regular Season da 47 vittorie con cui hanno screditato molte previsioni iniziali, e oggi sembrano più avanti del previsto sulla strada per diventare una squadra competitiva.


I Knicks sono giovani, hanno molte scelte al Draft disponibili e, soprattutto, i loro migliori giocatori hanno contratti favorevoli per la franchigia. Ma una cosa è avere una singola ottima stagione, un’altra è riuscire a capitalizzare il successo e riuscire a costruire una squadra in grado di competere per il trono della Eastern Conference, e quindi per l’anello. E quindi, cosa possono fare i Knicks per migliorare, dopo una stagione molto buona? Semplicemente, aggiungere giocatori migliori.

Quest’estate ci saranno molte opzioni interessanti in free agency, ma ancora di più sul trade market. E quindi, a un mese esatto dall’apertura del mercato, vediamo qualche nome.

Tanto meglio parlarne subito: un giocatore che quest’estate potrebbe essere nuovamente avvicinato ai Knicks è Damian Lillard. Dopo un’altra stagione tumultuosa e il mancato accesso ai Playoffs, potrebbe essere finalmente arrivato il momento di cambiare per Portland. Per la verità, Dame si è ribadito orgogliosamente leale alla sua franchigia, ma il problema è che la squadra non è stata in grado di ricompensare il suo impegno costruendo una squadra di livello attorno a lui. Con la Western Conference piena di contender, i Blazers molto lontani e i Knicks in grande crescita, Lillard potrebbe davvero essere un’opzione nei prossimi mesi.

Giocatore da clutch time e da Playoffs, Lillard si esalterebbe sotto le luci del Madison Square Garden. Potrebbe essere il leader del nucleo di giovani della franchigia, e al momento è tra le migliori point guard della lega, avendo appena chiuso un’altra grande stagione (32.2 punti, 7.3 assist e un career high di 46.3% dal campo), a 32 anni. Il fit con Jalen Brunson non sarebbe l’ideale, ma il livello offensivo del backcourt sarebbe difficile da contrastare.

Lillard, però, non costerebbe poco, anzi. Ma per una squadra senza direzione come i Blazers e un’altra in crescita come i Knicks, sembra possibile trovare una soluzione win-win per entrambe. Sopratuttto se fosse lo stesso Dame a chiedere al front office di mandare in porto la possibile trattativa.

Un’altra ottima opzione per i Knicks sarebbe Jaylen Brown, che potrebbe essere in uscita dai Celtics. A 26 anni, Brown è perfetto per la timeline dei Celtics, si è già affermato come una delle migliori giovani stelle della lega e dopo l’ultima deludente serie contro Miami potrebbe non essere all’apice del suo valore di mercato. Quest’estate JB è eleggibile per una super-max extension, dopo essere stato All-Star per la seconda volta e incluso nei quintetti All-NBA, e sarà interessante vedere cosa accadrà. Se Boston dovesse aprire a una sua partenza, l’abbondanza di asset dei Kinicks potrebbe metterli in buona posizione per acquisire Brown. Il punto è: Brad Stevens farà di tutto per mantenere integro il nucleo della squadra? E Jaylen, vorrà restare?

Ed ora il sogno segreto: Giannis Atentokounmpo. Rideteci pure sopra, è legittimo, ma statemi ad ascoltare. I Bucks hanno già fatto un grosso cambiamento alla squadra mandando via coach Budenholzer, il coach che li ha portati al titolo 2021, ma la transizione verso una nuova era potrebbe essere più brusca del previsto. Certo, scambiare Giannis suona come una follia perché potrebbe trattarsi del miglior giocatore della lega, al picco della sua carriera; ma i Bucks potrebbero salutare giocatori importanti come Khris Middleton e Brook Lopez, e l’insider di ESPN Brian Windhorst ha parlato di qualche ingombrante problema all’interno dell’organizzazione dopo la deludente uscita al primo turno contro Miami. Milwaukee non ha nessuna intenzione di perdere quei giocatori (Giannis in primis) e iniziare la ricostruzione, ma i tifosi Knicks possono sperare nell’implosione dei Bucks.

Se New York non dovesse arrivare a una stella via trade, ci sono molti buoni giocatori avviati alla free agency. I nomi più ovvi sono James Harden e Kyrie Irving, ma New York ha già provato anche in passato a portarli al Garden, invano. Un nome di cui non si parla abbastanza, invece, è quello di Fred VanVleet. Sì, i Knicks hanno già Brunson, e il fit tra i due potrebbe non essere ideale, ma FVV è un leader in campo e fuori, ha esperienza in una squadra con cui ha vinto il titolo ed è un difensore arcigno, e queste sono qualità di cui non se ne ha mai abbastanza.

Il prossimo potrebbe essere un nome che suonerà strano, ma un’altra opzione da considerare è Kristaps Porzingis: una reunion con un giocatore più maturo ed esperto potrebbe avere effetti positivi. Con Mitchell Robinson che potrebbe essere fra i partenti quest’estate, il lettone potrebbe essere l’obiettivo come centro titolare per la prossima stagione. La capacità di Porzingis di allargare il campo in attacco e di proteggere il ferro sarebbe importante per New York, e KP è in uscita dalla sua miglior stagione negli ultimi anni. Quella in cui sembra anche aver finalmente superato diversi problemi fisici, visto che ha saltato solo 13 partite.

Ora, un giocatore che potrebbe non portare i Knicks al salto di qualità, ma che potrebbe sicuramente dare una mano in attacco. Jordan Clarkson si è affermato come uno dei migliori “sesti uomini” della lega, e all’alba dei 31 anni potrebbe cercare – forse anche più che un contratto particolarmente sostanzioso – una squadra in grado di dargli un ruolo importante e un contesto competitivo. Con i suoi 20 punti nelle mani, Clarkson potrebbe fare molto comodo a una squadra che ai Playoffs ha palesato mancanze in fase realizzativa. Un aiuto in più, insomma, a Jalen Brunson, e un buon fit con Quickley e Hart nella second unit.

New York non ha ancora evidenziato un piano chiaro per l’offseason, ma ci sono molte opportunità per migliorare nella prossima stagione. L’estate NBA è imprevedibile, e nessuno lo sa meglio dei Knicks e dei loro tifosi.